Paul Theroux.
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Hotel Honolulu.
Parte 1.
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Titolo originale: Hotel Honolulu.
Traduzione di: Maria Teresa Gabriele.
2002. Baldini & Castoldi Editori, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
           Fondazione Ezio Galiano 
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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In passato questo era il paradiso. Era stupendo, lo ricordo bene. Prima di Pearl Harbor, prima della guerra, io ero solo un ragazzino. Naturalmente adesso non lo  pi. Ecco perch mi piace il nome che hai dato al bar - Paradise Lost - perch l'unico posto che pu veramente essere l'inferno  quello che una volta  stato il paradiso. Rimase in silenzio per un po', poi aggiunse:  questo che rende gli hawaiani cos tristi.
L'Hotel Honolulu  uno scalcinato albergo vecchio stile a due passi dalla spiaggia, non grande, economico e frequentato da una gamma di clienti ora patetici (come il giocatore di dadi che procura aitanti amanti alla moglie affamata di vita), ora sordidi ( il caso del direttore dell'albergo vicino che ha incontri sadomaso con una sua dipendente), o metafisici (il miliardario
che impiega il suo tempo a ritrovare le conoscenze occorse nella sua vita per risanare torti o gentilezze e dare un significato al passato).
Vi approda uno scrittore di mezza et, disilluso, in crisi creativa da anni e in fuga dai salotti letterari. Ne diventa il direttore e narra le avventure boccaccesche-surreali consumate fra
le mura dell'alberghetto. Questa la storia.
Hotel Honolulu  per il racconto dell'incontro inconsapevole fra due mondi e due culture.
Da un lato le Hawaii - con i suoi isolani pigri e orgogliosi della loro diversit contaminata (come la loro lingua bastarda, il pidgin) - l'ex paradiso ormai meta di turisti in cerca di sesso facile o di gente fallita che spera in una seconda opportunit; dall'altro l'Occidente e tutta la sua tradizione letteraria di cui Theroux diventa il rappresentante elitario. Ne nasce un romanzo straordinariamente fitto di riferimenti culturali, pluristratificato, in cui la successione di brevi capitoli contrastanti ricorda i Racconti di Canterbury di Chaucer e il suo mondo di pellegrini; il bar dell'albergo, set degli incontri e del transito di tanti personaggi,  chiamato Paradise Lost con una strizzatina d'occhio al poema di Milton; Henry James affiora un po' ovunque ibridando i piani narrativi; e infine lo stesso Theroux, testimone di un'odissea in cui non  lui a muoversi ma il mondo a passargli davanti,  una sorta di Ulisse la cui Itaca  il suo ritorno alla scrittura.
Senza dubbio il pi divertente, tragico e toccante romanzo di Theroux, intriso di tutti gli ingredienti millenari della narrazione e dell'uomo: sesso, amore e morte.
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L'AUTORE.
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Paul Theroux  nato a Medford, Massachusetts, Stati Uniti nel 1941. Terzogenito dei sette figli di Albert Eugene Theroux, un rappresentante di una ditta manifatturiera del cuoio franco canadese, e di Anne Dittami, un'insegnante di grammatica statunitense di origini italiane. Consegue la laurea in scrittura creativa presso l'Universit del Maine, per poi specializzarsi presso le Universit di Syracuse e Urbino in Italia.
Ha pubblicato il suo primo romanzo, Waldo, nel 1967. Dopo aver terminato l'universit ha vissuto 5 anni in Africa, luogo che ha ispirato i suoi successivi lavori: Fong and the Indians, Girls at play e Jungle lovers. Nel continente africano insegna e prende parte a missioni umanitarie. Ha successivamente insegnato all'Universit di Singapore prima di stabilirsi in Inghilterra.
Il suo romanzo pi conosciuto  sicuramente The Great Railway Bazaar: by train through Asia, pubblicato nel 1975. Con The Mosquito Coast ha vinto il James Tait Black Memorial Prize per la narrativa nel 1981; dal romanzo, cinque anni dopo,  stato tratto l'omonimo film.
In Italia i suoi libri sono stati pubblicati da Baldini Castoldi Dalai (Hotel Honolulu, Ultimo treno della Patagonia, O-Zone, Gallo di Ferro. In treno attraverso la Cina, Mosquito Coast, Ultimi giorni a Hong Kong, Dark Star Safari), Mondadori (Costa delle zanzare) e Frassinelli (Da costa a costa).
Ha collaborato altres con settimanali e mensili, quali Playboy, Esquire e The Atlantic Monthly.
Paul Theroux si  sposato due volte: con Anne Castle dal 1967 al 1993 e successivamente con Sheila Donnelly (dal 18 novembre 1995). Attualmente vive alle Hawaii. Dal primo matrimonio ha avuto due figli Marcel Theroux e Louis Theroux, entrambi scrittori e presentatori televisivi, ed  lo zio dell'attore Justin Theroux.Osservatore e scrittore instancabile, i suoi romanzi, i suoi diari e le sue cronache di viaggio hanno raccontato e descritto fedelmente luoghi lontani e diversi, da Singapore alla Patagonia, dall'Uganda al Dorset.
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Hotel Honolulu.
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Paradise Lost.
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Niente  per me pi erotico di una camera d'albergo e dunque cos impregnato di vita e di morte. Buddy Hamstra mi offr di lavorare in un albergo a Honolulu e rise nel vedere con quanta immediatezza accettai.
Stavo cercando di intraprendere una nuova vita, come accade alla gente che fugge per remote destinazioni. Le Hawaii rappresentavano il paradiso anche se molto trafficato. Conobbi Sweetie in albergo, vi lavorava anche lei. Un giorno mentre eravamo soli al quarto piano le chiesi: Ti va di fare l'amore? e lei rispose: Una parte di me lo vorrebbe.
Perch ridete? Alla fine lo facemmo, anche spesso e sempre nella stessa camera degli ospiti libera, la 409. Sweetie rimase incinta e nacque nostra figlia. Cos, dopo un anno dal mio arrivo, avevo la mia nuova vita e come disse lo scrittore dopo il crack-up, trovai nuove cose di cui occuparmi.
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NOTA: crack-up: Questo termine intraducibile  legato alla figura dello scrittore Francis Scott Fitzgerald perch titolo di una sua opera del 1936 e rimanda al collasso che lo port
all'alcolismo e a una serie di disgrazie. FINE NOTA.
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Ero il direttore dell'Hotel Honolulu, ottanta camere rosicchiate dai topi.
Buddy, il proprietario dell'hotel, disse: Noi siamo multi-storie.
Mi piacque l'espressione e il significato che le dava: multi-visione.
Le camere erano piccole, l'ascensore angusto, la hall minuscola e il bar occupava solo una nicchia.
Non piccolo, precis Buddy, europeo.
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NOTA: Nel testo  scritto yerpeen, pronuncia americana molto forte della parola european. FINE NOTA.
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Ero giunto in queste isole lussureggianti e taciturne, avvilito e squattrinato, con un blocco cerebrale che mi faceva sentire inutile, lontano dalla mia attivit di scrittore e cercando di ricominciare tutto all'et di quarantanove anni. Un mio amico mi aveva raccomandato a Buddy Hamstra. Mi presentai per questo impiego. Non era la qualifica a interessarmi, erano i soldi. Avevo bisogno di lavorare.
Il mio direttore  il tipico howlie locale, un ri-tar-da-to, disse Buddy.
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NOTA: howlie: Un bianco, in genere turista del continente, cio gli Stati Uniti. FINE NOTA.
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Tratta con eccessivo riguardo il personale di servizio. Striscia per terra ubriaco. Sniffa intorno alla stanza degli ospiti.
Non va bene, dissi.
E questa settimana ha fatto un sacco di cazzate.
Non va proprio bene.
Ha bisogno di cure, continu Buddy. Ama circondarsi di prostitute.
Forse  per questo che gli piacciono gli alberghi... per avere un posto dove sistemarle.
Buddy si succhi i denti e disse:  buffo.
L'idea di affittare camere mi affascinava. Trovarmi in mezzo a cos tanti stranieri che dormivano, ogni stanza che risuonava dei loro segreti, come vento furioso in una giornata di sole, il loro sudore notturno, l'eco confusa delle loro voci e le fantasie orizzontali, certi odori ambigui, atomi abbandonati di vite e i residui di tutta la gente che da sempre vi era stata. La camera di un hotel  molto pi di un simbolo di intimit;  il vero altare dell'intimit, disseminato di effetti personali e oggetti familiari, veri feticci dei propri riti. Assegnando le stanze alla gente, io ero convinto di poter influenzare le loro esistenze.
Buddy Hamstra era un uomo grande, irriverente, dagli occhi ostili e
i calzoncini abbassati, un fumatore ansimante e una vecchia spugna. Il
suo soprannome era Tonno. Era l'incubo di molti, un milionario
sprezzante con la moralit di un delinquente e una risata come tosse. Gli
piaceva dire: Sono un rozzo figlio di puttana. Proveniva dal continente
- Sweetwater, nel Nevada. Ma lui fingeva di essere peggio di quanto
non fosse. Aveva uno sguardo diabolico che rivelava una mente sempre in movimento.
Cosa prendi, bevi o fumi?
Ceravamo conosciuti nel bar del suo hotel. Aveva un cocktail in una mano e una sigaretta in un'altra.
Ho un'erba che uccide, disse.
Per me della birra.
Chiacchierammo di futilit - dei suoi tatuaggi, dell'imminente eclissi
del sole, del prezzo della benzina e del tipo di droga che stava fumando
- prima di cominciare a parlare di affari e lui improvvisamente mi
chiese: Esperienze in hotel?
Ho frequentato molti hotel.
Scoppi a ridere tossendo come suo solito. E dopo, senza fiato dalle
risa, allung la mandibola per aspirare il fumo blu. Infine recuper il
suo contegno e disse: Ehi, ho conosciuto un mucchio di rottinculo, ma
non per questo sono diventato un proctologo.
Ammisi di non possedere nessuna esperienza nella gestione di un
hotel, di essere uno scrittore - o meglio, di essere stato uno scrittore.
Qualsiasi esperienza avessi fatto, l'avevo vissuta nella mia mente. Ma non
mi andava di parlargli di questo. Citai qualche mio libro, perch me lo
chiese, ma non ne conosceva nemmeno uno. Questo mi fece piacere.
Non volevo avere un passato.
Sarai probabilmente molto bravo a trovare nomi, disse, essendo uno scrittore.
Fa parte del mestiere.
Fa anche parte del lavoro nell'hotel. Trovare un nome per i tuoi ristoranti, per le tue sale, per i vari ambienti. Trovare un nome per il bar.
Quando nomin il bar sollevai lo sguardo e notai che eravamo seduti nella saletta del Momi's Paradise.
Buddy bevve, trattenne in bocca il suo drink, aggrott le ciglia, dopo deglut e disse: Qui il direttore  un idiota totale. Anche pericoloso.
In che senso pericoloso?
Ha una discussione con un cliente, mi segui? Il cliente va via infuriato.
Al suo rientro scopre che il direttore ha murato la sua porta, bloccando l'uscita dell'intera stanza. Quello che voleva far intendere era,  la stanza degli ospiti ma  pur sempre il nostro ingresso.
Provai a immaginare un cliente mentre apriva la porta e si ritrovava davanti dei mattoni freschi l dove invece avrebbe dovuto trovare l'ingresso.
A un altro cliente - il classico rompiscatole - il direttore in questione fece trovare dei pesci rossi nel water in modo che questi non potesse usarlo, ma il pensionante li mand via con il getto d'acqua e cos il direttore gli riemp l'intero bagno di schiuma poliuretanica. Buddy sorseggi il suo drink, appariva pensieroso. Qualcuno gli chiede: Che ti succede? e il direttore risponde: Ogni volta che ti masturbi togli punti al tuo quoziente di intelligenza. Sarei stato un genio, eh?
In quell'istante il cellulare di Buddy squill. Rispose e mi porse il suo biglietto da visita sussurrandomi di andare a trovarlo il giorno seguente a casa sua nel Nord Shore. Dopo di che esplose al telefono.
Nell'udire come urlava con gli altri mi resi conto di quanto fosse stato educato con me. L'indomani quando mi recai da lui, Buddy stava guardando un minuscolo televisore. Supino e meno agitato, appariva depresso.
Giaceva su un'amaca in una veranda della sua casa, una grande costruzione quadrata con porticati simili a tiretti da ufficio staccati, tra palme rumorose sulla sponda di Sunset Beach e onde fluttuanti e gonfie. Il rumore della risacca sovrastava quello del programma televisivo che stava guardando. Le donne in costume da bagno che apparivano in televisione non erano cos attraenti come quelle sulla spiaggia sotto di lui.
Questo lolo direttore, disse roteando gli occhi e continuando dal punto in cui ci eravamo interrotti. Ti far un altro esempio. Nota una cliente molto graziosa e si presenta. L'accompagna nella sua stanza, ammirano insieme il panorama che si gode dal suo lanai e dice: Mi scusi.
Va nel suo gabinetto e fa una fragorosa pisciata. Buddy scosse la testa in segno di disapprovazione. La donna  cos spaventata che fa le valige e se ne va.
Mentre ascoltavo notai un topo simile a una foglia secca muoversi rapidamente lungo il battiscopa dell'enorme abitazione di Buddy.
In una stanza tiene un lettino professionale da massaggio. Offre massaggi alle donne. Ogni tanto si spinge un po' oltre. Qualcuna lo gradisce, qualcun'altra no. Ci sono delle lamentele.
 diplomato in massoterapia?
 un puttaniere a tre palle. Come ti ho gi detto, ha fatto un sacco di cazzate.
Mio malgrado, risi, e Buddy si un a me tossendo. Era la seconda volta che vedevo Buddy e mi sembr pi maligno. Osservandolo mentre si cullava nella sua amaca, come un grande pesce nella rete, mi venne in mente il suo soprannome. Con il bicchiere di vodka in bilico sulla pancia, Buddy elencava le scorrettezze del direttore. L'uomo beveva e si discreditava.
L'uomo attingeva dal registratore di cassa. L'uomo insultava i
pensionanti, a volte adottava un linguaggio scurrile. Era stato sorpreso
mentre dormiva nel suo ufficio. Aveva il difetto di offrire trattamenti di
favore ai clienti che gli avevano fatto dei piaceri, motivo per cui l'hotel
si ritrovava con un numero infinito di residenti a lungo termine che non
potevano essere mandati via. Provava piacere nell'ingannare gli altri e si sfregava le mani quando partivano.
Questa settimana  in un mare di merda, disse Buddy. Ha
avuto un flirt con una cliente. Un bel bocconcino ma sposata,  in vacanza
con suo marito. Quella testa di cazzo del direttore l'ha portata
a letto svenuta e le ha rasato i peli del pube. Lei lo ha dovuto spiegare
al suo uomo! Buddy schiocc con la lingua, mi guard attentamente
e disse: Che cosa ne pensi? A questa insolita indignazione
risi talmente forte da non riuscire a rispondere. Ma ero anche imbarazzato.
Nel mondo che mi ero lasciato alle spalle la gente non osava parlare di certe cose.
Buddy continu: La risata di una persona la dice lunga.
Ci mi rese impacciato, cos risposi: Ha l'aria di essere abbastanza
ricco di inventiva. Ma non so se mi piacerebbe che fosse lui a occuparsi dei miei affari.
Tu hai detto che gli scrittori sono abili nel trovare i nomi, disse
Buddy. Ci serve un nuovo nome per il bar.
Bar Momi's Paradise non  male.
Se non fosse che Momi  il nome della mia ex moglie. Lavorava al
bar. Abbiamo appena divorziato. La mia nuova wahine, Stella, detesta il
nome. Allora?
Si sollev dall'amaca per mettersi di fronte a me. Provai a pensarci
nonostante tutte queste distrazioni - la TV, lo sciabordare delle onde, le
donne in bikini distese sulla spiaggia, il topo che correva.
Che ne dici di chiamarlo Paradise Lost?
Buddy non disse nulla. Rimase immobile anche se la sua mente stava
elaborando. Avvertivo il rumore di un qualcosa sotto stress, come il
rombo di un motore acceso che sta lavorando.
In seguito imparai a riconoscerlo come il suo modo di pensare intensamente,
il suo cervello ronzava come un vecchio apparecchio, azionato
da una molla e il rumore del suo lavoro fuoriusciva dalla bocca. Infine,
sottovoce, chiese:  il nome di... cosa? Di qualche canzone? Di qualche racconto?
Di un poema.
Un poema. Mi piace.
E si rilass. Smisi improvvisamente di sentire il cigolare delle cinghie
sganciate, delle molle srotolate e dei denti degli ingranaggi che giungeva
dalla sua fronte madida.
Sarai perfetto.
Cos ottenni il lavoro. Fu perch ero uno scrittore? Buddy non leggeva,
il mondo della carta stampata aveva per lui un qualcosa di magico
e forse lo portava ad avere un rispetto esagerato per i letterati. Era un
giocatore d'azzardo e io una delle sue scommesse. Era una razza in estinzione,
uno degli ultimi mascalzoni del Pacifico. Il fatto che mi avesse assunto
era un ulteriore esempio di quella specie di rischio audace di cui
amava vantarsi.
Il personale  grandioso, disse. Faranno il lavoro per te, il resto
 tirocinio. Ma io ho bisogno di qualcuno che sappia quello che fa.
Ci prover.
Non  una cosa impegnativa, continu Buddy. E tu possiedi il
requisito essenziale.
Sarebbe?
Sei motivato, tu sei un howlie continentale. Rise e rimanendo intrappolato
nella sua amaca mi conged.
La parola continentale pronunciata alle Hawaii mi suonava come il Pianeta Terra.
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Naufraghi.
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Nei momenti in cui mi sentivo inutile, il che era un mio vecchio problema,
ricordavo a me stesso che dirigevo un hotel multi-storie. La gente alle
Hawaii mi chiedeva cosa facessi per vivere. Non rispondevo mai: Sono
uno scrittore - non avrebbero riconosciuto i miei libri - ma piuttosto:
Lavoro all'Hotel Honolulu. Il che mi forniva un'esistenza e, tra i
disonesti, un certo status.
Dopo aver girato il mondo per circa trent'anni, ed essermi occupato
per trent'anni di libri, avevo trovato lavoro perch ero un uomo bianco,
un haole. Avevo costruito e perso parecchio - non fortune, ma vite;
avevo perso case, perso terre, perso familiari, perso amici, avevo detto
addio alle auto, alla mia biblioteca. Altra gente adesso era seduta nelle
bellissime sedie che io avevo acquistato, ammirando i quadri che solitamente
possedevo appesi sulle pareti che io avevo pagato.
Non avevo mai pensato a un piano di reimpiego. Desideravo solo
andare via. Le Hawaii sembravano un ottimo posto per ricominciare.
Questo hotel era l'ideale. Buddy lo intu. Sembrava essere il tipo d'uomo
che aveva perso parecchio nella vita: mogli, case, soldi, terre... libri
di sicuro lui no. Avevo bisogno di concedermi una pausa da tutto quello che riguardava l'immaginazione e sentivo che sistemandomi alle
Hawaii e non scrivendo, sarei ritornato al mondo.
Noi non eravamo sulla spiaggia. Eravamo l'ultimo, vecchio hotel di
Honolulu.  una specie di boutique hotel, disse Buddy.
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NOTA: Sono alberghi pluriaccessoriati, detti anche hotel de charme. FINE NOTA.
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Lo aveva vinto con una scommessa agli inizi degli anni Sessanta, quando gli aerei avevano
cominciato a prendere il posto delle navi da crociera. L'hotel era una
reliquia gi da allora. Con quello che era l'aumento dei prezzi della terra
nel Waikiki, eravamo sicuri che saremmo stati acquistati e abbattuti per
essere sostituiti da un'immensa, orrenda costruzione, di quelle appartenenti
a qualche catena. Quando mi soffermavo a pensare alla nostra sorte,
la mia memoria era nitida. Ricordavo ci che avevo visto e sentito, ogni
minimo dettaglio, e diventavo un uomo su cui niente era andato sprecato.
C'erano residenti e alcuni di loro vi alloggiavano in inverno, ma la
maggior parte dei pensionanti era straniera. Nel momento in cui lasciavano
la stanza, sapevo tutto quello che di loro avrei voluto sapere e in alcuni
casi li conoscevo benissimo.
Il vincitore! disse Keola, il portiere, il mio primo giorno, dandomi
il benvenuto all'hotel. Dees da weena! Ma non c'era molto da fare
per me. Buddy aveva avuto ragione sulle mansioni del personale.
Peewee era lo chef, Lester Chen il mio braccio destro. Tran e Trey erano
i barman. Tran era un immigrato vietnamita. Trey, un surfista di
Maui, aveva anche un gruppo rock chiamato Sub-Dude precedentemente
conosciuto come Meat Jelly, fino a prima che tutti i membri della
band scoprissero Ges. Ges fu il primo surfista. Camminava sull'acqua.
Trey me lo aveva ripetuto, pi di una volta. Io pratico il surf
per conto di Cristo. Charlie Wilnice e Ben Fishlow erano i nostri camerieri
stagionali. Keola e Kawika svolgevano il lavoro pi sporco. Mi
piacevano per il loro disinteresse. Sweetie era il capo del personale di
servizio. Era stata allevata nell'hotel da sua madre, Puamana, un'altra
sfida di Buddy.
In un piccolo hotel riesci a scoprire il meglio e il peggio della gente,
diceva Peewee. Quanto a questo noi siamo in un'isola, ma  qui che
l'America soggiorna. E alcune persone vengono qui per morire.
Eravamo troppo economici per il Giappone, troppo costosi per
l'Australia, troppo distanti per l'Europa, avevamo poco da offrire alla
Nuova Zelanda e non eravamo adatti per ospitare i campeggiatori. Il
viaggiatore d'affari ci evitava, salvo che non fosse in compagnia di una
prostituta. Ogni tanto vi veniva qualche canadese. Erano gentili e non si
vantavano. Sempre attenti a non superare il budget. Un'altra caratteristica
della gente parsimoniosa: niente scherzi oppure solo scherzi cattivi.
I clienti canadesi ci disprezzavano perch non conoscevamo la loro geografia,
e nello stesso tempo erano imbarazzati a causa dei loro vasti spazi
vuoti con luoghi dai nomi buffissimi. Nella conversazione erano anche
i primi a voler porre l'accento sulla loro diversit, solitamente dicendo:
Non saprei, sono canadese. Una volta ospitammo una famiglia messicana.
Non potevamo definirci amanti dei bambini, ma Peewee aveva ragione:
l'America attraversava le nostre porte.
La gente chiacchierava. Io ascoltavo. Osservavo. Leggevo un po'. I
miei ospiti erano semplici. Io qualche volta ne approfittavo, era diventata
questa la mia vita - tutta la mia vita, una nuova vita in cui apprendevo
cose che non avevo mai conosciuto prima di allora.
Ho delle macchie evidenti alla mia arteria carotidea, mi disse
Clarence Greer. Un gestore di un hotel alle Hawaii sente molti discorsi
sulla salute, cos come molti discorsi sul tempo. Gli Scheesers
provenivano dalle International Falls dove la temperatura quel giorno
segnava meno ventotto. Jirleen Cofield mi spieg come si prepara un
po-boy sandwich.
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NOTA: E' una specialit di New Orleans. Il suo nome deriva da poor boy (ragazzo povero) per i suoi semplici ingredienti: pane alla francese, carne di manzo, gamberetti. FINE NOTA.
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Avevo la ricetta del polpettone di Wanda Privett e altre
ricette e imparai che molte di loro, provenendo dall'America centrale
prevedevano anche l'aggiunta di un barattolo di zuppa. La vista di
un uomo con il parrucchino mi preoccupava. Mi fidavo della gente che
parlava bleso. A causa del vostro diabete dovrete fare molta attenzione
ai vostri piedi. Io ero iperprotettivo nei confronti degli afro-americani,
li vedevo come i veri discendenti americani. Cercavo di capire la tristezza
dei soldati, la malinconia dei militari. Era per via dell'uniforme?
Per via del taglio di capelli? Avevo udito una tale quantit di storie da
aver perso la voglia di scrivere su di loro, erano tanti e ci mi creava un
impedimento nello scrivere e mi rendeva tollerante. Di tanto in tanto, il
giorno della partenza, un cliente avrebbe passeggiato sui due blocchi di
spiaggia e singhiozzato sotto il sole.
Adoravo le Hawaii perch rappresentavano un'assenza. Qui non esisteva
nessun potere che non fosse la propriet terriera, nessuna societ
degna di un nome, solo una gerarchia. Esisteva una scala sociale ma era
impossibile scalarla, e pi in alto si trovava la gente pi stupida sembrava,
perch tutti erano a conoscenza dei suoi segreti. Su di un'isola cos
piccola era difficile una qualsiasi forma di privacy, perch era inevitabile
incontrarsi.
Le Hawaii sono vulcani in attivit e spenti e cielo limpido e oceano
aperto. Come la maggior parte delle isole del Pacifico sono caratterizzate
da una lunga costa, senza centro, poco profonde, molto strette, una
serie di verdi anfiteatri naturali che si dirigono disordinatamente nel mare,
i margini della linea costiera circondano le sporgenze di massicci altipiani.
Questa terraglia  drappeggiata da uno strato di verde talmente
fitto che riesce a nasconderla e ad ammorbidirla. Le splendide, verdi pieghe
delle montagne sovrastano le calde spiagge.
Il luogo una volta era deserto e immutabile, lussureggiante come il
paradiso, un pacifico equilibrio di animali e di piante. Dopo fu visitato
dagli umani. Circa all'epoca in cui Chaucer scrisse i Canterbury Tales, la
seconda e la pi grande ondata di polinesiani si arrampicava con le canoe
a doppio scafo cantando per avere scoperto la terra. La rivendicarono,
ma non erano altro che naufraghi. Imposero una societ di sovrani
e sudditi. Distruggendo la gente. Veneravano gli di del fuoco e dell'acqua
che si erano portati dietro. Il primo ferro alle Hawaii fu rubato
alle navi del capitano Cook - cos come molti chiodi tirati con violenza
dai legnami da costruzione che i vascelli perdevano durante le loro traversate.
Con il ferro gli isolani cominciarono presto a intagliare il legno
in maniera pi sottile. Dopo l'arrivo delle prime canoe le isole cambiarono.
I viaggiatori portarono cani e maiali. I primi bianchi introdussero
le pistole e la gonorrea. Tutto cominci improvvisamente e quello fu l'inizio
della rovina. Ora, met della popolazione non riesce nemmeno a
nuotare, e un paragrafo impreciso di storia inesatta come questo  tutto
ci che si conosce.
E c'era il sole. Il sole alle Hawaii era cos abbagliante, cos ingannevole,
eppure noi lo consideravamo la nostra fortuna. Ne eravamo serenamente
convinti. Eravamo baciati dalla fortuna perch il sole brillava
ogni giorno. La bellezza di questo posto  legata alla sua luce solare.
Queste isole sono pure grazie al sole. Il sole ci ha reso virtuosi.
Cos come il meteorologo della TV nel continente si assume la responsabilit
personale delle condizioni del tempo, ognuno di noi alle
Hawaii  responsabile del sole, come se fossimo stati noi a scoprirlo e dipendesse
da noi. Straniero, ringraziami per il sole quotidiano era la
nostra posizione nei confronti dei turisti. Il sole ci  stato donato e noi lo
dividiamo con questi alieni rifugiati dai luoghi dalle scure nubi. Il sole
rappresentava la nostra ricchezza e la nostra virt. L'eresia degli hawaiani,
che pensavamo ma non osavamo ripetere, era: Noi stiamo bene grazie
al sole. Stiamo meglio dei nostri turisti. Siamo pi luminosi.
Questa presunzione ci ha reso sciatti e trascurati. Al diavolo il tramonto
ricoperto di palme, la gente qui era cos crudele e violenta e scaltra
come del resto la gente di ogni luogo, solo che era pi lenta e cos appariva
pi mite. Viste in primo piano le isole apparivano disordinate, fragili
e incredibilmente sporche con disgregabili strapiombi e popolate da
troppi gatti selvatici e le spiagge erano inghiottite e sommerse da onde
enormi che svanivano nel mare. Il nostro segreto era l'odio per il clima
torrido e il rimanere sotto il sole. I turisti si ritrovavano con nasi bruciacchiati,
spalle spellate e grappoli di lentiggini, con insolazioni e melanoma
mentre noi eravamo al riparo all'ombra.
Dicono che il motto ufficiale delle Hawaii sia Hele I Loko, Haole
'Ino, Aka Ha'awi Mai Kala - Va A Casa, Tu Feccia Continentale, Ma Lascia
Dietro Di Te I Tuoi Soldi, disse Buddy. Il vero motto  ancora pi
divertente. Ua Mau Ke Ea O Ka Aina I Ka Fono - La Vita Della Terra E
Resa Perpetua Dalla Giustizia. Col cazzo!
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La settimana in cui fui assunto, Buddy smise di venire all'hotel. Ne fui
felice. Mi presentava sempre dicendo: Sapete, lui ha scritto un libro!
Mi dava tremendamente fastidio. E avevo bisogno di imparare il mestiere.
Lui era la persona meno indicata per insegnarmelo. Solitamente
era sbronzo e possedeva l'idiozia tipica di chi  sbronzo, l'umore oscillante
e inopportunamente scherzoso, si ripeteva, il bere lo rendeva sordo.
Per farmi piacere si sforzava di essere divertente, ma era solo noioso,
specie quando faceva scherzi banali con lo scopo di mettersi in mostra
o semplicemente per scandalizzare. Conoscevo tutte le sue battute.
L'uomo al bar che dice Ho sempre pensato di essere un cowboy, perbacco, ma poco fa ho scoperto di essere una lesbica..
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NOTA: Frase finale di una nota barzelletta americana: un vecchio cowboy  seduto a un bar, una ragazza si siede accanto a lui e chiede: Sei un vero cowboy? Be', s, lo sono, risponde e le chiede lei chi fosse: Sono una lesbica, penso tutto il giorno alle donne, quando mangio, quando bevo, tutto, tutto mi fa pensare alle donne. La ragazza si allontana e una coppia  accanto a lui chiede: Sei un vero cowboy? E lui: Ho sempre pensato di esserlo, perbacco, ma poco fa ho scoperto di essere una lesbica. FINE NOTA.
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Buddy con il suo terribile accento messicano: Se Dio non avesse voluto che lo mettessimo
in bocca perch l'avrebbe fatto simile a un taco? L'elefante rivolto
all'uomo nudo: Come pretendi di respirare con un affare cos piccolo?
o il modo rauco di parlare tipico di Buddy che equivaleva pressappoco
a un grido di guerra: Da nove pollici! L'umorismo del capo  sempre la schiavit dell'impiegato.
Pochi giorni dopo aver cominciato all'hotel, Buddy mi invit a casa sua per presentarmi alla sua nuova donna, Stella, che non avevo ancora conosciuto. Disse che veniva dalla California.
Lei  uno strumento della mia sensualit, disse Buddy porgendomi un vassoio di biscotti al cioccolato: Li ha preparati Stella. Sono ripieni di marijuana tostata.
Ne presi uno e lo mordicchiai mentre Buddy li lodava con una voce ansimante sostenendo che avrebbero protetto i suoi polmoni.
Non nuoti mai? domandai.
Brutte correnti, disse con accento americano.
Mi meraviglio di come mai Buddy non abbia pensato a te per la gestione dell'hotel, dissi rivolto a Stella. Sei un'ottima cuoca e possiedi il requisito fondamentale: sei una howlie continentale.
Ma tu possiedi anche un altro requisito fondamentale, disse Buddy ferendomi nell'orgoglio. Sei motivato, mi hai capito.
Gli sorrisi per dimostrargli che non avevo capito.
Quel direttore merdoso di cui ti parlavo? disse.
Ricordai l'aggressione, il lettino per i massaggi, gli equivoci, le sbornie, le beffe. Volendo ingigantire. Un puttaniere a tre palle.
Ero io!
Sentivo il bisogno di congratularmi con lui per avermi fatto fesso, e lo feci.
Ma io l'avevo immaginato e la gente in hotel lo mormorava. Che sorpresa per me sapere che avrei fatto un lavoro migliore! Un uomo che non commette errori non far mai nulla di buono. Ma mi aspettavano molte sorprese che mi insegnarono a essere pi prudente. Avevo chiesto una nuova vita, ma mi rendevo conto che questo significava molte vite - moglie, bambina, la realt di queste isole e le mie errate interpretazioni.
...
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...
Canto di uccelli.
...
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...
Non molto tempo dopo aver capito che tipo disinteressato fosse Keola, il
portiere, lo vidi svuotare i bidoni della spazzatura in un cassone portarifiuti
che si trovava nel vialetto accanto all'hotel. Volarono alcuni fogli. Si
ferm e li colse al volo con le sue dita smussate, invece di gettarli via,
li guard. Cominci a leggerli sorridendo e mantenendo i fogli sventolanti
davanti al suo viso. Ne fui sorpreso. Mi rimand lo sguardo e mi lanci
una di quelle occhiate di traverso come direbbero gli abitanti del posto.
Pi tardi, quando presi il coraggio di chiedergli il perch avesse letto
le carte cestinate, lui neg. Se a volte poteva sembrare che facesse cose
insensate come leggere, spieg, era semplicemente perch soffriva di
amnesia non selettiva. Disse che non sapeva nemmeno di che cosa stessi parlando.
La mia memoria a breve termine peggiora sempre pi, capo. E un
fenomeno molto diffuso nell'isola. Molto frustrante.
Una settimana o gi di l mi trovavo nel mio ufficio e dalla finestra
udii le voci di Keola e di Kawika, che stavano eliminando le aiuole intorno alla piscina.
Dove sei stato ieri?
A lavorare.
Ti ho chiamato al telefono.
Non ho sentito.
Eh gi, tu non senti mai.
Assa madda you brah? (Come va, fratello?)
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NOTA: Il seguente dialogo  riportato in pidgin, lingua ausiliaria nata dal contatto dell'inglese con altre lingue, in questo caso dell'hawaiano. FINE NOTA.
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Affascinato, sollevai la testa per ascoltare. Era come udire le strida rauche degli uccelli.
Figure us go Makaha. Catch some wave? (Perch non andiamo a fare surf a Makaha?)
I was lawnmowa da frikken grass. Weed Eater was buss. (Sto falciando il prato fottuto. Il decespugliatore era rotto.)
How was buss? (Cosa si era rotto?)
Da shaff. (L'asta.)
Io non ho pi niente da fare.
Was frikken choke grass. I just stay sweating. May pants all broke. Later I wen cuttin da tchrees. (Quell'erba fottuta  molto folta. Sto sgobbando e ho i pantaloni tutti rotti. Dopo devo potare gli alberi.)
Due uccelli su di un ramo stridevano insieme, strida che io cercavo di ricordare e di capire. Un paio di giorni dopo, stavano stridendo un'altra volta.
Was one udda bugga. Was rob. (Era l'altro tipo.  un ladro.)
Who da bugga? (Di chi parli?)
One howlie guy. (Di un tipo bianco.)
Who da steala-rubba? (Chi era il ladro?)
Udda howlie guy. (Un altro bianco.)
Frikken howlies. (Fottuti bianchi.)
It da djrugs. (Droghe.)
Yah! (Gi!)
They in depf. (Sono indebitati.)
Yah. How he go do it? (Gi. Come ha fatto?)
Hide in one tchree. (Nascosto in un albero.)
Up the tchree? (Su di un albero?)
Back fo the tchree. See a waheeny with one bag. He say: That mine! He cuckaroach the bag and the waheeny she ampin like hell. (Dietro l'albero ha visto una donna con una borsa. Ha detto:  mia! Le ha rubato la borsa e la donna si  imbestialita.)
They all on djrugs. (Sono tutti drogati.)
Take da cash. Buy batu. (Ha preso il denaro. Ha comprato della metamfetamina da fumare.)
Batu. Ice. Pakalolo. (Metamfetamina. Cocaina. Marijuana)
Pakalolo one soff djrug. Batu is more worse. (La marijuana  una droga leggera. La metamfetamina  pi pesante.)
Strida, strida. Io sedevo davanti alla finestra fingendo di lavorare. E un altro giorno:
Eh, but da bugga. (Che mi dici del tipo?)
What bugga? (Che tipo?)
Da one new bugga. (Quello nuovo.)
Da howlie, yah. He more betta. (Ah, il bianco. Lui  migliore.)
Eh, he look akamai. (Be', ha un aspetto elegante.)
But talk hybolic. (Ma usa certi paroloni.)
Yah. But everybody speak him too good. (Gi. Ma parlano tutti bene di lui.)
The waheeny she frecklish. (La donna  entusiasta.)
She Housekeeping. (Lavora in hotel come cameriera.)
She not Housekeeping. She Guess Service. (Non  una cameriera.  al servizio clienti.)
But Tuna, he too much rascal. (Ma Tonno, lui  troppo disonesto.)
Man, numba-one pilau luna. (Amico,  il numero uno degli stronzi.)
And how come all da time he look us and then he laughing? (E poi perch ride ogni volta che ci guarda?)
Bull liar. He job easy. (Che bugiardo. Il suo lavoro  facile.)
Yah. (Gi.)
Yah. (Gi.)
Too much hard though my job. (Il mio lavoro per  pi duro.)
Stay sucking up beer. Talk story. (Sta solo a bere birra e dire stronzate.)
And us stay sweating. (E noi qui a sgobbare.)
Yah. (Gi.)
Yah. (Gi.)
Man, he got one big book, howlie bugga. (Amico, il tipo bianco ha un libro enorme.)
I never wen see no book. (Non ho visto nessun libro.)
In he office. (Nel suo ufficio.)
Bugga office? (L'ufficio del tipo?)
Yah. Howlie bugga office. Big book. Hybolic book. (S. L'ufficio dello straniero. Un libro grosso, esagerato.)
Eh, no easy fo read, yah. (Gi, non facile da leggere.)
Too much easy for howlie. (Troppo facile per un bianco.)
Yah. (Gi.)
Yah. Byebye, da howlie bugga be rascal. (Gi. Ciao, l'uomo bianco  un disonesto.)
Frikken big rascal. (Un grande fottuto mascalzone.)
Strida, strida. Ce ne furono ancora e tutte tagliando l'ultima sillaba, ma in quel momento capii che stavano parlando di me e del mio Tolstoj.
...
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...
Rose.
...
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...
Sono sempre gli altri che fanno la storia. Noi altri viviamo semplicemente
e moriamo, guardiamo il telegiornale, ascoltiamo le stupidit e ricordiamo
i nomi. Nessuno si ricorda di noi, sebbene a volte ci capiti di
essere coinvolti in qualche grande evento o di entrare in contatto con
qualche personaggio pubblico. Il mio capo, Buddy Hamstra, era una celebrit,
perch conosceva la maggior parte della gente famosa che visitava
le Hawaii. Ne parlava come se volesse in qualche modo dimostrare
che queste isolette facessero parte del mondo e che lui contribuisse a
scrivere la loro storia. Babe Ruth aveva soggiornato in questo hotel nel
1927, prima del restauro, quando era alto solo quanto un albero di cocco.
Lo stesso per Will Rogers. Buddy aveva giocato a golf con un altro
mascalzone, Francis H. Brown che aveva origini hawaiane. Francis
Brown aveva conosciuto Bob Hope. Hope era un visitatore abituale dell'isola.
Buddy aveva ospitato il cast del seguito de I Cavalloni.
Zachary Scott - l'attore di film western - lo conosceva, diceva
Buddy. Veniva sempre qui.
Io dissi: La sua ex moglie  scappata con John Steinbeck. Ma questo
non impression minimamente Buddy, perch non aveva mai sentito
parlare di Steinbeck.
Buddy aveva procurato a Zachary Scott una ragazza dell'isola.
Fanno la hula(1) orizzontale. Aveva l'abilit di gestire una presentazione
di questo tipo in maniera talmente amichevole, cos semplice da renderla
priva di malignit e da sembrare pi simile a un agente matrimoniale
che a un magnaccia.
Agli inizi del 1962 gli si present una richiesta di un livello piuttosto
elevato, Sparky Lemmo gli chiese se avesse potuto trovargli una ragazza
dell'isola - a patto che fosse giovane, graziosa e volenterosa.
Buddy richiese altri particolari. Doveva, disse Sparky, trascorrere una serata
con un'autorit che alloggiava per una notte in veste di turista con
il suo seguito ufficiale al Kahala Hilton. L'uomo viaggiava in gran segreto
ed era cos potente che il suo aereo non aveva atterrato all'aeroporto
di Honolulu ma in uno degli altri aeroporti - ce n'erano tredici sull'isola
di Ohau, compresi i campi militari. L'uomo era stato trasportato al
Kahala in limousine con i finestrini scuri.
Howard Hughes? domand Buddy.
Era il genere di cose che Huges andava facendo in quegli anni, con
i suoi lacch, i suoi milioni e i suoi jet privati. Sparky non forn nessun
dettaglio, esit un po' quando venne fatto il nome, rivelando a Buddy
che probabilmente avrebbe potuto trattarsi di Howard Hughes.
Avrebbe potuto trattarsi di chiunque. Gente famosa veniva alle
Hawaii e gente famosa vi viveva. Doris Duke abitava sul Black Point,
Clare Boothe Luce sul Diamond Head, Lindbergh a Maui, Jimmy
Stewart possedeva un ranch su a Kona, Elvis visitava sempre le Hawaii.
La gente famosa aveva amici famosi.
Bing Crosby? chiese Buddy. Crosby giocava a golf alle Hawaii.
Solo Sparky lo ignorava. Ripeteva che l'uomo voleva una ragazza del
luogo, una bellezza dell'isola.
Ah! Buddy Hamstra era trionfante. Quindi non riuscivano a trovare
una wahine al Kahala. Avevano bisogno di venire all'Hotel Honolulu!
Era felice di essere richiesto, perch perfino allora la reputazione del
suo hotel perdeva terreno. Le danze tahitiane sul lanai, il suo bello show
delle Pupe Polinesiane non facevano altro che convincere la gente che
Buddy fosse un mascalzone. E lo era, cosa che gli permetteva di sapere
benissimo quanto possono essere deboli certi uomini. Diceva: Io non
ho mai dovuto pagare per farlo - ebbene s lui faceva parte di quella categoria
di uomini - ma sapeva perfettamente quanto pressante a volte
potesse essere il desiderio.
Dimmi di chi si tratta, disse Buddy.
Sparky con il volto tirato gli fece capire che voleva dirglielo ma non
poteva. Disse: Quest'uomo  molto importante. L'ideale sarebbe trovare
una ragazza che non lo riconosca.
Io potrei riconoscerlo? disse Buddy.
Ascolta,  urgente. E che non sia una prostituta. Una che sia disponibile.
Una principessina del cocco.
C'era proprio una ragazza cos, Puamana Wilson, che si aggirava
nei pressi dell'hotel cercando lavoro. Buddy la inquadr subito mentre
correva e fu molto protettivo con lei. Era stata educata in un convento
nel continente, ma era scappata via e si nascondeva ancora dalla sua famiglia a Hilo.
Le dette un lavoro occasionale in cucina, per non farla entrare
nel bar, sotto la protezione di Peewee. La mise su in una stanza nel
retro in modo da poterla tenere d'occhio. Se fosse stata tenuta fuori
dai pasticci, l'avrebbe potuta sposare quando sarebbe diventata un
po' pi grande. Era ancora una ragazza, vent'anni o gi di l, immatura
per la sua et a causa del convento, lentigginosa, buffa, ma con
esperienza, come Buddy sapeva. Era dolce, non particolarmente intelligente,
con quel broncio seducente tipico delle isolane a met tra
una sirena e una bisbetica. Era semplice e volenterosa. Ma Buddy disse: Io la rivoglio.
Puamana fu mandata a chiamare dalla cucina. Era graziosa anche
con il viso madido, nel suo grembiule.
C' bisogno di te dall'altra parte della citt, disse Buddy.
Cosa devo fare?
Solo essere carina.
Non ci fu bisogno di aggiungere nient'altro lei aveva gi capito e sapeva
cosa fare.
Mentre si lavava e vestiva, Sparky offr a Buddy una mancia, che lui
rifiut offeso dall'insinuazione di non essere considerato parte di un accordo
ma solo parte di un affare.
Era un qualcosa tra amici, gli disse.
Con un fiore dietro l'orecchio e indosso un pareo, Puamana part
per il Kahala con Sparky Lemmo. Al suo rientro Buddy dormiva. Pi
tardi quel giorno la vide in cucina - ancora una volta in T-shirt, grembiule
e sandali di gomma - e le chiese come fosse andata.
Una stanza bellissima, disse Puamana. Era una suite.
Era tipico di Puamana fare commenti sulla stanza e non dire nulla sull'uomo o sui soldi.
Cos Buddy le chiese di lui.
Era eccitato.
Non disse altro. E divent calma, rimase nella sua stanza come se covasse un uovo.
Sei mesi dopo, Puamana confess.a Buddy di essere incinta. Quando
la piccolina nacque, Puamana disse:  una hapa - per met isolana
e per met haole. Puamana la chiam Ku'uipo, Innamorata, e con la sua nascita si trasform in una mamma seria.
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NOTA: In inglese Sweetheart, cuore dolce, da cui il nome Sweetie. FINE NOTA.
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Smise di amoreggiare, cominci a risparmiare e dedic se stessa alla figlia, una bambina adorabile che
ancor prima di raggiungere il primo anno di et sapeva camminare barcollando
per la hall dell'hotel e fare i movimenti della hula senza cascare per terra.
Quello stesso anno il Presidente Kennedy venne assassinato. Sparky
fece un salto all'hotel e trov Buddy Hamstra ubriaco e in lacrime. Ho
combattuto nel Pacifico con quell'uomo! Non era vero.
 l'uomo con cui Pua se l' spassata al Kahala Hilton, disse Sparky.
Buddy rispose: Non ci credo.
Un ricordo di questo tipo sembrava fuori luogo in un giorno in cui
un'intera nazione piangeva un uomo la cui bara era parata a lutto con la
Old Glory e tirata da sei cavalli su di una carrozza grigia.
Buddy disse: In tutti i casi non conosceremo mai la verit.
Poco tempo dopo l'accaduto, Buddy domand a Puamana se l'uomo
del Kahala potesse essere il padre di Sweetie.
Non ho dormito con nessun altro uomo quel mese, rispose.
Buddy la osserv attentamente. La maternit l'aveva resa intransigente.
Le chiese: Sai qualcosa di lui?
Lo straniero, disse Puamana. Sorrise pensando all'uomo che aveva
fatto l'amore con lei quella notte. Del continente.
Questo  tutto ci che ricordi?
Sorrideva e si intuiva che la sua concentrazione era rivolta verso un ricordo particolare.
Aveva un bellissimo letto, disse ridendo un po'. Ma non ha voluto
farlo a letto. Lo abbiamo fatto nella vasca da bagno, nell'acqua calda,
con lui steso e io sopra. E dopo averlo fatto cos, lo abbiamo fatto in
piedi appoggiando la sua schiena contro il muro.
Non me lo avevi mai detto.
Era pazzesco. Ricordava qualche altro particolare. Diceva di avere mal di schiena.
Quell'unico dettaglio su Kennedy, la cos chiamata posizione della
Casa Bianca, era nota a tutti, a chiunque conoscesse bene Kennedy.
Sebbene Puamana quando lo incontr fosse una qualsiasi sempliciotta
conosciuta nell'isola e fosse una madre molto premurosa, quell'unica
notte d'amore sembrava in qualche modo averla corrotta. Quando
entr nel mondo della prostituzione, Buddy prov un interesse maggiore
per Sweetie, la ragazzina, e per un certo periodo lei divent la
sua hanai, la figlia adottiva, secondo il sistema di adozione molto libero delle isole.
Buddy mi narr questa storia quasi trent'anni pi tardi, dopo essermi
innamorato di Sweetie e avere avuto una bambina. Sweetie desiderava
chiamarla Taylor, Brittany o Logan. Logan? Ma io proposi Rose, e
Sweetie fu d'accordo con me, sebbene non sapesse che fosse il nome della bisnonna paterna della bimba.
...
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Il battesimo.
...
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...
Il mio libro, definito dal personale hawaiano pesante per le sue dimensioni
pretenziose - zeppo di paroloni - era l'edizione Penguin di Anna
Karenina che io custodii gelosamente durante il mio primo mese all'Hotel
Honolulu in modo da poter infilare di tanto in tanto il naso nelle
sue pagine e ossigenarmi. Le Hawaii erano una localit piacevole e soleggiata,
ma agli occhi di uno straniero come me, finch non conobbi l'amore,
non erano che una macchia vuota scottata dal sole.
Il problema con il mio corposo Penguin era il suo volume difficile
da nascondere, reso molto pi consistente perch l'aria umida lo
aveva gonfiato. Tutti i libri aumentano di spessore in prossimit del mare.
Sedevo a studiare quelle onde enormi che rollavano miti verso
Waikiki: salivano lentamente dal mare calmo, allineate in schiere, prendendo
forma vicino al litorale per sbiancarsi in creste prima pendenti e
morbide, che poi si rovesciavano e morivano, in uno schianto di schiuma
ribollente, scaricandosi sulla sabbia fradicia. Era come se l'intero
svolgersi di ogni onda distinta fosse cominciato quando un'enorme mano
invisibile distante dalla riva avesse schiaffeggiato l'oceano, spingendo
l'acqua, creando onde, un'immagine che conduceva a una splendida conclusione.
Il mio Tolstoj era considerato un ostacolo e una seccatura evidente
disapprovata a voce alta per potermi canzonare con ironia. Cosa
mai farai con quel libro? Ti terr veramente occupato.  pi grande
della Bibbia, disse Keola un giorno prima che fissasse un irrigatore
in maniera cos distratta che il suo getto entrando dalla finestra scrosci
violentemente sulle pareti del mio ufficio e mi infradici tutto. Si
inzupp anche il libro gonfiandosi ancora di pi e l'affilata curvatura
del dorso rimase pi spessa anche dopo che le sue pagine si furono asciugate.
Dissi a Keola intento a innaffiare i mazzi di fiori di zenzero vicino alla
parete della piscina: Un uomo si reca dal medico per un parere sulla
sua malattia: Dottore a che stadio ? chiede. Il medico gli risponde:
Mettiamola cos. Non cominci un libro troppo lungo.
Con una smorfia tra l'interrogativo e il dubbioso e dicendo Eh?
Keola mi si volt di fronte, punt il tubo e innaffi me e il mio libro. Era
un credulone che qualche volta estraeva i pungiglioni ricurvi dalla coda
di un centopiedi, e con il centopiedi in bocca sorrideva a uno straniero
dischiudendo le labbra per permettere all'insetto di scivolare e arrampicarsi
sulla sua guancia scura.  a questo che somiglia il diavolo. Keola aveva scoperto Ges.
I giorni torridi passarono a Waikiki e io ero gi stufo di ascoltare Pearly Shells e Tiny Bubbles e Lovely Hula Hands.
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NOTA: Sono titoli di famose canzoni popolari hawaiiane. FINE NOTA.
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Durante quei primi giorni ero ancora single e celibe e credevo ancora che stavo per cominciare
di nuovo in un'epoca in cui nulla ormai sembrava pi essere nuovo.
Ero Rimbaud che lavorava e sudava in Abissinia. Avevo detto no
alla vita da scrittore. Gli scrittori che avevano abbandonato la scrittura
per occuparsi di altro erano diventati i miei santi patroni: Melville,
Rimbaud, T.E. Lawrence, Salinger, lo stesso Tolstoj. Di tanto in
tanto Buddy si faceva vivo per discutere qualche problema relativo all'hotel.
Un giorno bisognava trovare il modo per riuscire a far entrare
il vecchio attore televisivo Jack Lord nell'hotel una volta alla settimana
(cibo e bevande gratis), in modo che Madame Ma, la giornalista
che alloggiava presso di noi, potesse citare l'evento in una rubrica
del suo giornale. La gente l'avrebbe visitato per il semplice fatto di avvicinare il vecchio divo di Hawaii Five-O.
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NOTA: Il pi lungo serial poliziesco della TV americana. Interamente girato alle Hawaii and in onda dal 1968 al 1980. FINE NOTA.
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Ma Lord, che era un tipo solitario, rifiut di mostrarsi in pubblico. Buddy disse: Tom Selleck
ha degli interessi nel Black Orchid ma George Harrison vive a
Maui. Questa s che  una notizia per un ottimo articolo. Un Beatle pranza all'Hotel Honolulu.
Cosa abbiamo da offrirgli?
Noi stavamo mangiando del poi color porpora gommoso e del maiale alla salsa piccante kalua, grasso e cucchiaiate di pasta fredda.
Buddy masticava e sorrideva.
Come Vronsky aveva una bellissima fila di denti bianchi, ma i suoi problemi erano quelli di Oblonsky.
Stavo pensando a un buffet libero, disse Buddy leccandosi la punta
delle dita, e senza prendere fiato aggiunse: Non ti viene mal di testa a leggere un libro come quello?
Mi verrebbe mal di testa se non lo leggessi.
A quel tempo, nei primi giorni io ero ancora infatuato di Sweetie,
aspettando l'occasione giusta per fissare un appuntamento con lei -
non mi andava di espormi e consideravo di cattivo gusto corteggiare una dipendente.
Puamana  la tipica Donna dell'ukulele, lui disse. E partita come principessina del cocco.
Io non credo che sia molto sveglia.
A quanto pare per te questo non  un pregio.
Probabilmente  analfabeta.
I libri non sono tutto. Lei possiede mana, come il suo nome. Energia
spirituale. Buddy sniff e disse: Pi vivrai qui a Whyee, pi ti renderai
conto che il quoziente d'intelligenza basso in una donna pu concorrere alla sua bellezza.
Ma tua moglie  intelligente.
Stella non  mia moglie,  la mia wahine.  solo sesso con lei. Infatti
non ho ancora trovato la mia donna ideale. Stella  sul punto di
ammazzarmi. Tuttavia io continuo a pensare che sia una donna meravigliosa.
Avevo voglia di dirgli quanto lo trovassi simile a Oblonsky, solo per
vedere cosa avrebbe detto. Ma dopo pranzo passeggiando dalla sala da
pranzo alla hall Buddy disse: Vieni qui un momento. Voglio che tu osservi
attentamente una cosa. Si inginocchi accanto alla piscina e lo
stesso feci io, accanto a lui. Disse: Vedi quella cosa scura sul fondo, accanto al tubo di scarico?
Mi piegai a osservare, ma non notai nulla, mi piegai di pi. Nel compiere
questo gesto, in disequilibrio, Buddy mi spinse dentro.
Te lo sei cercato! disse Buddy quando emersi, tutto sgualcito e
con i miei abiti pesanti impregnati di acqua.
Burlone, esclam Lester Chen mentre passavo accanto alla Reception, inzuppato.
Dopo ci, ogniqualvolta Buddy mi incontrava sembrava rievocare
questo incidente della piscina. Nei suoi occhi la memoria era un velo malinconico,
e io non potevo fare a meno di notare una certa particolarit di
espressione, una specie di fulgore soffocato sul suo volto e su tutta la sua
persona. Era Oblonsky nella Karenina, quando, a colazione con Levin,
mangiando ostriche e chiacchierando di amore e matrimonio, celava il
problema della sua donna, il fatto che lui avesse una relazione con l'istitutrice francese.
Fu pi o meno quella volta che Keola disse: Ges  il Signore. Senza
Ges sarei in grossi pilikia. Lessi l'espressione di fede di Levin: Che
cosa sarei e come avrei vissuto la mia vita, se non avessi avuto questa fede,
se non avessi saputo che bisognava vivere per Dio e non per i propri bisogni?
Avrei rubato, mentito, ammazzato.
Come Levin, Keola aveva scoperto Ges e io fui cos commosso dalla
sua fede che un giorno, assicurandomi di essere al riparo dall'acqua
della fontana accanto alla toilette, mi ritrovai a interrogarmi sulla natura
della sua fede e a meditare sulla sua passione.
Ges come cibo. Se non mangi tu muori, disse Keola dando un'ultima
torsione al dado di cromo della fontana. Matrimonio per uomini e
donne. In Whyee non vogliamo matrimoni gay. Ehi, non ce l'ho con i gay.
Io li perdono, se si pentono. Alcune persone cos stupide. Come bambino.
Non uno che sceglie. Uno  una persona non una scimmia. Io no dire per
la scuola cosa insegnare. Ma quella balla che noi deriviamo dalle scimmie
 solo un altro modo di allontanare Dio dalle nostre vite. Bevi, capo.
Bevvi, e il getto d'acqua della fontana mi schizz il viso fino al naso.
Ti fa bene, disse Keola.
Ero redento? Keola desiderava sapere. Risposi che ero stato battezzato.
Non era sufficiente?
Rise appena, una risata pietosa senza allegria del Cristiano rinato.
Tu mai salvo! Tu peccatore! Solo leggere libri tutto il giorno, libri peccaminosi
come quello.
L'uomo che ha scritto questo libro pensava la stessa cosa, strano a dirsi.
Il tipo howlie.
Trovo che sia giusto per te dire che Tolstoj era un howlie. In tutti i modi, ha trovato Ges come te.
 molto meglio se tu rinasci. Prendi il battesimo, in questo modo.
Dette un buffetto di acqua sul mio viso. Fai un'immersione.
Vedendo Kawika avvicinarsi con un secchio da circa venti litri di riso
appiccicoso per mano, Keola strizz l'occhio e pieg le braccia alla
maniera dei culturisti e url: Ehi, Rambo!
Quando Rimbaud si trovava a Harar, scrisse a casa: Mi annoio molto,
sempre; anzi, non ho mai conosciuto nessuno che si annoi quanto me.
E poi, non  forse miserabile, questa esistenza senza famiglia, senza nessuna
occupazione intellettuale, perduto fra i negri dei quali vorremmo migliorare
le sorti e che, a loro volta, cercano di sfruttarti e ti mettono nell'impossibilit
di concludere gli affari a breve scadenza? Costretto a parlare
il loro ostrogoto, a mangiare le loro schifose pietanze, a subire i mille
disagi che giungono dalla loro pigrizia, dal loro tradimento, dalla loro
stupidit! E la cosa pi triste non  nemmeno questa.  il timore di diventare
a poco a poco abbrutito anch'io, cos isolato e distante da ogni societ intellettuale.
Ma io adoravo l'eufemismo che usava Keola per il battesimo - un'immersione.
Trey, il barman, disse: Tu credi che i samoani siano violenti? Solo
quando sono in gruppo. A confronto diretto, singolarmente sono dei codardi.
Ricorda, sono grandi ma non sono violenti.
Spruzzava dell'acqua di seltz nel mio drink dal distributore di bevande e mi bagn il mento.
Peewee, lo chef, disse: I popolos vanno a fondo in piscina, usando
la parola locale per definire le persone di colore. Chiedi a qualsiasi bagnino.
Chiedigli qualcosa sui popolos, loro non galleggiano.
I fratelli neri non surfano, disse Trey.
Nell'ascoltare simili discorsi mi domandavo perch avessi scelto
questo lavoro, il che mi rimandava al mio romanzo e a un mondo pi penetrante
e di un pi alto spessore: Vronsky mentre meditava, in un momento
toccante e doloroso sulla gelosia di Anna. Egli la guardava ora come
un uomo guarda un fiore da lui colto e gi appassito, nel quale a stento
riconosce la bellezza che lo ha spinto a coglierlo e a distruggerlo. Malgrado
questo, sentiva che allora, quando l'amore era pi violento, egli
avrebbe potuto, se l'avesse voluto fermamente, strappare quell'amore dal
proprio cuore, ma adesso, quando, come in questo momento, gli pareva di
non sentire pi amore per lei, egli avvertiva che il legame che esisteva tra
loro non poteva pi essere spezzato.
Quel libro pesante occuparti tanto, disse Keola.
Avevo bisogno del romanzo come sostentamento. Le contraddizioni
presenti in questo luogo venivano attenuate dalla lettura, specie quando
Buddy era agitato e aveva bisogno di compagnia. Ci avrebbe chiesto di
andare al suo locale di spogliarelli preferito, il Rat Room, dove lui si sarebbe
seduto bevendo rum sul bordo della pista specchiata per incitare
le donne ad accovacciarsi davanti a noi. Infilava bigliettoni da cinque
dollari nelle loro giarrettiere e rimaneva a bocca aperta tra le loro gambe, dandomi delle gomitate.
Guarda Abe Lincoln senza denti.
Al rientro nella mia camera leggevo la riflessione di Levin: Se il bene
ha una causa, non  pi bene; se ha un effetto, una ricompensa, pure bene non .
Il romanzo continuava a rappresentare il mio ossigeno e quando
il coraggio di far l'amore con Sweetie aumentava fuggivo sulla spiaggia,
dove potevo nascondermi su qualche sdraio, leggendo al sole
mentre le onde si infrangevano sulla sabbia, sentendo che stavo appagando
il sogno di Lytton Strachey di leggere tra le zampe della
Sfinge. Di tanto in tanto sollevavo lo sguardo per osservare le natiche
bruciacchiate dei fannulloni sdraiati sulla spiaggia che si rialzavano,
le donne - ma solo quelle magre - sempre intente a tirare e aggiustare
i loro costumi, spalmandosi lozioni sulle braccia, sedendo
con le gambe incrociate o passeggiando con quell'andatura che sembrava
scalare la sabbia con passo sculettante. Le onde lavavano la
battigia, lo splendore del sole in lontananza riempiva di lucentezza
l'intera superficie marina. Sulla spiaggia tutto si riduce al corpo,
nient'altro che alla carne, indistinguibile l'una dall'altra, come un'enorme
pallida trib di scimmie glabre. Mi ritrovai a fissare il tessuto
minuscolo pulito tra le gambe delle donne, intento a fissare nient'altro
che lo spazio, anche perch l non vi era nulla da vedere, niente
di particolare solo una grinza, un sorriso labiale nella levigatezza,
perch l'estremit di un bikini rappresenta sia un vortice sia un punto in cui tutto scompare.
Mi capitava a volte, fissando in questo modo, di struggermi per
amore. E struggendomi mi appisolavo. Mi stendevo sul dorso a dormire
sulla sabbia bollente russando. Beatitudine.
Mi risvegliavo sempre sbavato e sudato, con la schiena ricoperta da
granelli di sabbia, come un naufrago, qualcuno che viene restituito dal
mare sentendosi distante. Tuttavia, ero molto pi riposato e sveglio che
se avessi dormito nel letto: la calura aveva su di me un effetto terapeutico.
Il mondo era lontanissimo. Qui, in questo luogo semplice, incompiuto,
solo un grande vulcano verde sperduto in mezzo al mare, io ero
un uomo nuovo. Cercavo di rifarmi una nuova vita, ma percepivo qualcosa
di cos irreale, cos malinconico quasi vicino alla solitudine nello
splendore del sole che mi faceva sentire finto.
Non ci sono condizioni tali a cui l'uomo non possa abituarsi, in particolare
se vede che tutti quelli che lo circondano vivono nello stesso modo.
Levin tre mesi prima non avrebbe creduto di potersi addormentare tranquillamente
nelle condizioni in cui era quel giorno.
Cos Levin si ritir nella sua tenuta.
Un giorno ero in spiaggia intento nella lettura di Anna Karenina
quando udii cantare un inno vigoroso, sollevai lo sguardo e vidi una
processione che si faceva strada tra gli stessi giapponesi che si abbronzavano,
i bambini che giocavano e i venditori di gelati. Keola era in testa
al corteo cantando a gran voce insieme a una donna vestita di bianco
con in testa fiori e una lei (ghirlanda di fiori). Altri li seguivano, riconoscevo
qualcuno perch era dell'hotel: Puamana, Sweetie, Kawika,
Peewee, Trey e i componenti del Sub-Dude, Marlene e Pacita della servit,
Wilnice e Fishlow della sala ristorante e Amo Ferretti il fiorista.
Ce n'erano altri che ancora non conoscevo - Godbolt il pittore dalla
Big Island, Madame Ma che teneva per mano suo figlio Chip e i ragazzi
ormai cresciuti di Buddy, Buia e Melveen - ognuno di loro viveva a
modo suo questa manifestazione. Keola camminando verso l'onda, afferr
dal braccio la donna vestita di bianco la pieg per immergerla urlando
una preghiera. La donna era immersa e gioiosa, faceva zampillare l'acqua e sollevava le braccia.
Osservavo, paralizzato. Questo battesimo riempiva di significato
l'intera isola. Ora acquistava le sembianze di un luogo reale, una fonte
naturale in mezzo all'oceano, creata per questo sacramento. Sebbene io
non condividessi minimamente nessun aspetto di tutto il rito, la loro
convinzione mi commuoveva. Assistevo a una fortissima espressione di
fede. Mi avvicinai di pi con l'indice nel mio libro, per non perdere il segno.
Un'improvvisa onda violenta si precipit con forza su di me e mi invest,
strappandomi il libro e avvolgendomi completamente. Lottai per
respirare, cercando di raddrizzarmi e mi tuffai dentro per salvare Tolstoj,
ma fui battuto inesorabilmente da una nuova ondata, che mi avvolse
nuovamente indebolendo la mia capacit di salvarmi. Diverse onde spostarono
il mio corpo su e gi prima di spingermi sulla sabbia. Tutto questo
si svolse nei pochi secondi che ci vollero per battezzare quella donna.
Il mio libro malridotto e gonfio che galleggiava pi di me danzava
nella schiuma della spiaggia squassata.
...
.
...
Gli amanti del piano superiore.
...
.
...
All'inizio quando avevo chiesto a Sweetie: Ti va di fare l'amore? e lei
aveva detto: Una parte di me lo vorrebbe non l'avevo presa come una
battuta bens come un atto di cortesia. Aspettai con pazienza che anche
lei lo desiderasse con tutta se stessa. Dopo le avrei indicato la stanza 409
e avremmo fatto l'amore con un impeto sessuale che lei nell'affanno defin
una scopata lampo. Possedeva una splendida risata incoraggiante e
piena di desiderio. Il fatto di poter essere sorpresi mentre lo facevamo
per lei era la cosa pi eccitante e la sua eccitazione mi contagiava. Poich
i piani dell'hotel erano gremiti e affollati noi avevamo dei vicini.
Il bungalow verde chiaro stile piantagione alto quanto un albero di
cocco, visibile dalla strada, con un'insegna con su scritto Hotel Honolulu
era un'illusione ottica. Babe Ruth avrebbe ancora riconosciuto la costruzione
originale in cui aveva soggiornato. Ma Buddy Hamstra aveva
costruito alle sue spalle una torre abusiva pi alta di ottanta camere.
Cosicch quello che appariva come un incantevole alberghetto dell'isola, con un cartello dondolante e un Albero della pioggia di fronte, era in realt un hotel di trentacinque anni.
.
NOTA: Albero della pioggia: In inglese monkeypod tree. Si tratta del Samanea Saman, pianta nativa dell'America Tropicale. FINE NOTA.
.
Dall'aspetto abbastanza sgradevole, alto dodici piani, con un giardino pensile (rivestito in sughero, con palme, mobili da giardino) che trovandosi al tredicesimo piano era raramente frequentato dai clienti. Solo una volta entrati si pu comprendere appieno l'Hotel Honolulu..
Stretto e torreggiante come un libro alto su di una mensola bassa,
l'hotel era uno dei tre sul lato della nostra strada - il Waikiki Hotel alla nostra
destra, il Kodama alla nostra sinistra. Il nostro atrio al pianterreno era
vantaggiosamente piccolo. Riuscivo a vedere coloro che entravano in modo
da poter distinguere i clienti dagli esterni e poter origliare. Fare il direttore
di questo posto era come vivere dentro un'imprevedibile baraonda
di episodi e di personaggi di cui io solo conoscevo il filo del racconto.
La sala bar del Paradise Lost era piuttosto insolita a Waikiki per avere
successo con la gente del luogo soprattutto quando Buddy present i
suoi spettacoli preferiti sul lanai del lato della piscina: le ballerine
tahitiane, la hula in topless, l'enorme samoano in camicia hawaiana che sgusciava
noci di cocco con i denti. Il lanai aveva una duplice funzione come
bar dell'isola (con tetto coperto, uomini volgari accigliati dall'aspetto
costipato, vetri scorrevoli). Solo all'interno, divisa con la cucina di
Peewee, c'era la terrazza della sala da pranzo, chiamata officiosamente di Buddy.
La piscina dell'hotel era molto pittoresca ma altrettanto pericolosa,
a cominciare dai tubi ampi e ai bordi scivolosi per finire alla scaletta
arrugginita e allo scarico insufficiente. La stessa acqua era piena di
alghe e di germi o altrimenti troppo trattata con il cloro s da apparire
tossica. Fortunatamente, molti pensionanti andavano in spiaggia, due strade pi in l.
L'ufficio del direttore - il mio angolino - dava sull'ingresso, dove
Lester Chen sedeva al ricevimento, con le mani puntate sul calcolatore
come se stesse guidando. Tutti ricevevano una lei di frangipani al momento
della registrazione, un bacio da Marlene e un buono per la consumazione di un happy hour al Paradise Lost.
L'uomo che preparava il centrotavola con i fiori di zenzero nel grande
vaso della hall era Amo Ferretti, il nostro fiorista; invece il giovane
che diceva: Smettila di agitarti, testone! era il suo amante Chip.
L'hawaiiano con la scopa e il secchio era Keola e il gatto che occupava la
maggior parte del sof della hall, Popoki, era di mia suocera Puamana.
Per tutto il giorno si ascoltavano nastri di chitarra hawaiana soprattutto
quella di Gabby Pahinui. La maggior parte dell'arredo apparteneva a
Buddy: poster di navi da crociera, ghirlande di piume incorniciate, reti
da pesca trasformate in lampade, anticaglie tipo insegne dipinte vivacemente
con su scritto: Duke Kahanamoku's e Boat Day e il piccolo acquario gorgogliante di pesci esotici.
La donna che entrava nella hall sui roller era mia moglie Sweetie, e
il motivo per cui non sentiva nessuno era il walkman che indossava per
ascoltare gli audio libri di Stephen King.
Questi gli odori dell'atrio: il pane fresco di Peewee, le gardenie tipiche
del luogo di Amo Ferretti e la puzza ripugnante della protezione solare
dei clienti. Le risa provenienti dal Paradise Lost erano quelle di
Buddy e dei suoi amici Sam Sandford, Sparky Lemmo, Earl Willis, e lo chef Peewee Moffat.
L'ascensore era talmente inaffidabile che d'abitudine sistemavamo
i pensionanti ai piani pi bassi, in caso ci fosse stato bisogno di usare
le scale antincendio. Gli americani di una certa et ossessionati dal timore
di un probabile incendio preferivano in ogni caso questo genere di disposizione.
Una targa affissa sulla parete della hall rendeva noto con una certa
millanteria che l'hotel era ubicato laddove un tempo sorgeva il capanno
da spiaggia in cui aveva soggiornato Robert Louis Stevenson nel 1889, e
vi aveva scritto Il Signore di Ballantrae all'epoca in cui Waikiki era una palude.
Alcuni clienti li vedevo a malapena - li notavo solo perch sbattevano
la porta o per qualche rumore ambiguo - ma quelli della gente del
piano di sopra, precisamente della 509, non erano affatto ambigui. I loro
erano i rumori pi espliciti che avessi mai ascoltato, me ne accorsi sin dalla mia prima notte in hotel.
Erano un qualcosa di pi di un semplice rumore. Era un movimento
fisico, le pareti parlavano, la stanza sobbalzava. Avevo familiarit
con questi rumori. Una volta, al college, vivevo a spese dell'universit
al piano di sotto di una coppia di sposini - lei giovane, lui un uomo
di mezza et - e per un anno intero appresi il ritmo e lo sviluppo di
questi suoni: l'accrescersi delle voci ripetitive, i bicchieri tintinnanti e
le risa, le assi di legno del pavimento che rimbombavano e lo schiocco
dei tappi, il lamento irritante della donna, quello pi gutturale dell'uomo
una specie di trambusto decrescente - i passi rappresentavano gli
interi corpi, i silenzi rappresentavano i segnali, e il cambiamento dai
mormorii umani a quello degli sbuffi delle suppellettili di mobili forzati,
il cigolio delle molle delle sedie, il tintinnio delle molle del letto,
l'ondeggiare dello stesso letto, il delirio di pappagalli in gabbia in un negozio di animali.
A questi rumori io aggiungevo l'uomo e la donna. Il tutto seduceva
la mia immaginazione. Lui era un amante maiale, lei una di quelle che
supplicano - gemeva, si spostava, le sue grida ben distinte dal cigolio del
telaio del letto. Un solo gemito della donna era come assistere a un tavolo
che viene completamente ridotto in schegge di compensato.
Avevo una ragazza a quel tempo. Incapace di sopportare quella furia
sessuale del piano di sopra mi svegliavo e l'assalivo con il mio desiderio.
Lei rideva sommessamente, si ripiegava formando una culla con le
sue gambe e mi dondolava finch anche i nostri letti diventavano un'officina cigolante.
Sweetie e io ci incontrammo durante il mio primo giorno di lavoro.
E quella stanza, la 409, fu una delle prime che mi mostr. Udivo i mormorii
incalzanti, le voci vogliose, le strane grida dell'uomo, e l'improvviso
suono di segatura del letto in cui gli amanti del piano di sopra stavano fremendo.
Sweetie fingeva di non sentire, ma quando la toccai vicino alla finestra
- mi stava mostrando come si aggiustano le stecche delle persiane - non riusc a resistere alle mie mani focose.
Dissi: Buddy mi ucciderebbe se sapesse quello che sto facendo.
Buddy si divertirebbe, rispose.
La fissai.
Non lo dico per essere spiritosa, disse.
Quando pronunci quella parola buffa, con le labbra ancora umide,
la osservai e dissi: Oppure potrebbe essere tua madre a uccidermi.
Puamana viveva al terzo piano nel retro in modo che i suoi clienti potessero andare e venire senza passare dalla hall. Sweetie era stata allevata nell'hotel e Buddy rappresentava lo zio amico in questo tacito accordo.
Sweetie disse: Mia madre dice di te che sei un abile parlatore.
Visto che gli unici contatti che sua madre aveva con gli uomini erano
limitati a incontri di letto di mezz'ora non apprezzai molto l'idea di
essere considerato un ottimo oratore da Puamana.
Trovandomi per la prima volta nell'isola non riuscivo a stimare l'impressione
che facevo. Gli isolani sembravano gentili, ma ridevano per un
nonnulla ed erano incapaci di esprimersi. Potevano rimanere seduti per
ore senza parlare. Il mio modo di far conversazione li sfiniva. Le mie domande
li mettevano a tacere e qualche volta li rendevano sospettosi.
Il dialogo faceva diventare Sweetie ansiosa, cos le compravo dei
doni - adorava i fiori e i gingilli. Portavo la sua macchina al lavaggio
samoano. Per lei queste erano manifestazioni di amore. La sua nozione
di attivit intellettuale era pattinare insieme ai corridori sulla passeggiata
della spiaggia di Ala Moana ascoltando un libro dell'orrore di Stephen King.
Ma mi rendevo conto che sarebbe stato fatale per me sostare a lungo
nella stanza 409 con questi rumori provocanti che si propagavano dal
soffitto. Inizialmente, quando mi ero trovato nella stanza avevano avuto
su di me un effetto eccitante e, ispirato dalla sensuale polifonia proveniente
dal piano di sopra, arricchita da un desiderio reciproco, avevo toccato Sweetie per la prima volta.
Dissi: Se non ce ne andiamo adesso avrai dei seri problemi.
Lei si limit a ridere. Non mi allontan. Il solo fatto di essere in una
camera di albergo mi turbava, ma mi trovavo con una ragazza di ventisette
anni e la gente che alloggiava di sopra stava gemendo nell'atto d'amore.
Si strinse nelle spalle sorridendo e non disse nulla. Il che era molto
incoraggiante e riusc a tranquillizzarmi. La guardai per un'altra possibilit.
Buddy mi aveva raccomandato di essere vigile. Io avevo un ufficio,
Peewee era in cucina, Lester Chen al ricevimento, Sweetie si occupava
del personale di servizio, Tran al bar, Keola alla manutenzione, Kawika
era in giardino, Amo Ferretti curava la sistemazione dei fiori del lanai
accanto alla piscina, la hall limitata, le palme, l'Albero della pioggia all'ingresso,
la musica di chitarra hawaiana. Era settembre.
Stagione morta. Buddy mi aveva messo in guardia, periodo calmo.
Avevo la sensazione che anche una piccola mossa con Sweetie mi
avrebbe fatto correre un grosso rischio, cos sfiorai delicatamente l'argomento
con Buddy durante un giorno di paga in un momento in cui aveva fatto un salto per distribuire gli assegni.
Dissi:  molto graziosa.
Non  interessata a me. Forse a te andr meglio. Pare che tu le piaccia.
Non avrei mai messo a repentaglio il mio lavoro approfittando del personale.
Buddy scoppi a ridere in modo canzonatorio. Sweetie  libera di
fare quello che vuole. Se fossi nei tuoi panni, farei di tutto per portarmela
a letto. In tutti i casi, qualora ti si dovesse concedere senz'altro ti stimer di pi.
Dopo questo discorso andai alla ricerca di un'opportunit e la camera
409 divenne il simbolo del mio desiderio.
In un caldo pomeriggio mi recai nella stanza da solo. I rumori del
piano superiore mi destarono. Con le dita intirizzite chiamai il personale
di servizio. Sweetie sapeva del perch la stessi chiamando e sebbene
sembrasse indugiare un pochino, buss alla porta pochi minuti dopo.
Sembrava non accorgersi dei rumori provenienti da su, sentiva solo
me. Io riuscivo a malapena a parlare. Cosa c'era da dire? Era evidente
che la desideravo. La baciai; fu quello il modo in cui la supplicai. Lei lasci
che la spogliassi. Le dissi: Ti far innamorare di me.
Incastrammo i nostri corpi e ci cullammo finch il nostro letto cominci
a muoversi in sintonia con quello del piano superiore. Dopo questo
episodio, trovai una scusa per riuscire a fare l'amore con lei ogni giorno,
sempre in quella stanza. Per tutto quel tempo riservai la camera solo per noi due, non la assegnai mai a nessun altro.
Quando Sweetie mi confess di essere incinta, ne fui felice. Era questa
la nuova vita di cui avevo bisogno, migliore perch non l'avevo cercata.
La bimba fu una sorpresa e un piacere. Avevo ancora l'et per tirare
su un figlio e vederlo andare al college - solo questo contava. Anche
a Puamana fece piacere; era importante che mi ammirasse. Lei s che conosceva bene gli uomini.
Disse: Sar una femmina.
Buddy disse: Fare un figlio alla tua et  come mettersi un'ipoteca di trent'anni.
Dopo che Rose nacque, Buddy mi raccont della notte che Puamana
aveva trascorso all'Hilton con il presidente Kennedy, e di come solo
lui poteva essere il padre di Sweetie, sebbene per Puamana fosse solo un
haole del continente con il mal di schiena. Sweetie non ne era al corrente.
L'uomo che aveva combinato il tutto, Sparky Lemmo, non l'aveva collegato. Solo Buddy e io lo sapevamo.
Dissi a Buddy: Niente di tutto questo sarebbe accaduto se quelli
della 509 non fossero cos rumorosi quando fanno l'amore.
Non c' nessuno nella 509, disse Buddy.  un bastardo di nome
Roland Miranda.  un carpentiere. Quella  la sua falegnameria. E rifiuta di andarsene.
...
.
...
Miranda il carpentiere.
...
.
...
Roland Miranda mormorava al suo banco di lavoro, smerigliava come se
sospirasse, segava come se facesse dondolare il telaio del letto. Viveva e
lavorava nella stanza 509 e non se ne allontanava quasi mai. Era stato un
segreto, un'altra scommessa di Buddy, ma una di quelle che aveva perduto.
Il vecchio Miranda aveva fatto dei lavori per Buddy quando questi
era in uno dei suoi allegri capricci: l'eventualit di un debito lo rendeva
creativo. Il lavoro di restauro fatto da Miranda era stato pregevole.
Aveva fatto lavorare quattro dei suoi uomini per sei mesi, il conto era salito
notevolmente, Buddy proprio non poteva permetterselo e quando
giunse il giorno di saldare, disse: Ho una proposta da farti. Miranda
avrebbe potuto scegliere se essere pagato immediatamente o, diversamente, avere una camera a vita.
Miranda accett senza esitare. Buddy non se ne preoccup pi di
tanto - pensava a tutti quelli che avevano lavorato per conto suo: Miranda
era anziano e sistemato e aveva un tal da fare che raramente avrebbe
usato la camera. Ma Miranda vendette la sua casa e la sua impresa e
si trasfer all'Hotel Honolulu con i suoi attrezzi. L'alternativa per un altro
della sua et sarebbe stata quella di ritirarsi in una casa di riposo
chiamata Arcadia vicino a Punahou School, piena di anziani dove nella
sua aria silenziosa si mischiavano gli odori di polpettone, marmellata e di
mortalit. Miranda che era solo al mondo, usciva per procurarsi da mangiare.
Nessuno poteva entrare nella sua stanza. Era un inquilino dimenticato,
solo una serie di rumori allettanti.
Miranda al suo tavolo di lavoro e io che l'avevo scambiato per una
coppia di innamorati. Basandosi sullo stesso effetto, altri pensavano che
questi rumori fossero provocati da bambini irrequieti lasciati da genitori
egoisti che li lasciavano per trascorrere tutta la giornata a Waikiki o da
qualche non udente che forzava i tiretti dell'armadio. La gente che conosceva
Miranda supponeva che stesse facendo dei lavori per migliorare
la sua stanza, e diceva: Credi che finir un giorno? Dopo un po' fu
evidente che Buddy aveva avuto la peggio nell'affare; Miranda dur pi
a lungo degli impiegati pi vecchi. Buddy non voleva neppure sentire il
nome di Miranda. Nelle note del libro mastro accanto alla 509 leggevo
Occupato e Residente e Non in servizio. Gli addetti alle pulizie rimanevano
alla larga dalla stanza.
Quattro anni erano trascorsi dal suo trasferimento e Miranda continuava
a fare i rumori da carpentiere nella 509. Gli altri clienti si lamentavano,
ma lui non si azzardava a usare il martello dopo le sei o sei e mezza
del pomeriggio, quindi non avevo nulla da obiettare. Tuttavia, cos'era
tutto quel martellamento?
Lo avevo preso per preliminari e passione - quanto mi sbagliavo -
ma rispetto alle altre era la migliore supposizione (sta appendendo
qualcosa, E in collera, Sono i ragazzini) e aveva l'effetto di avvicinarmi
sempre di pi a Sweetie.
Chiesi: Non entra mai nessuno in quella stanza?
Lui non permette di entrare, disse Buddy. E dopo, pieno di risentimento:
Non avrei mai pensato che durasse cos a lungo.
Diversi anni dopo Buddy gli propose di rilevarlo. Gli offr la stessa
somma di denaro che gli doveva, i centomila per il lavoro che Miranda
aveva svolto. La risposta fu no. Miranda non volle nemmeno prenderlo
in considerazione. E quando parlava di questo pensionante cocciuto - il
che accadeva di rado visto che l'argomento non era gradito - Buddy incupito
finiva sempre col dire: Se solo potessi sbarazzarmi di lui.
Per via del baccano, si giustificava Buddy. Nuoceva al lavoro. Non
che sia forte...  una raschiatura insolita. Io so che probabilmente sta sabbiando,
ma suona come se qualcuno stesse grattando sulla pelle secca.
O stesse facendo l'amore in un letto cigolante.
Tu hai un'immaginazione molto fervida.
Mi resi conto di aver parlato troppo. Aggiunsi: Sono sicuro che sta
costruendo qualcosa.
Sicuramente star costruendo qualcosa.  coperto da un panno.
L'ho visto, gli ho dato una sbirciatina. Tiene le tendine tirate. Kawika,
prima quando si occupava della pulizia delle finestre aveva pensato che
stesse costruendo una canoa. Poteva essere cos all'inizio. Forse lavora
sulla stessa cosa da anni.
Come pu impiegare tanto tempo?
Buddy disse: Detesto la gente quando mi pone le stesse domande
che mi faccio io.
Ma qualcosa l'aveva compiuta. Nella camera sotto quella di Miranda,
sotto il fascino dei suoi seducenti rumori, Sweetie e io avevamo fatto l'amore,
e una bimba era stata concepita e ora noi vivevamo insieme nell'hotel
con nostra figlia, Rose. Avevo ricominciato da zero: la mensola dei
libri, il conto in banca, la carta di credito, la macchina, la patente di guida
abilitata per le Hawaii - un'altra vita, un circolo pi ristretto, aspettative
differenti. Lei  il nonno della bimba? domand l'infermiera del
Queen Medical Center quando vi portai Rose per una vaccinazione.
Essere il direttore di un hotel in cui uno dei clienti era invisibile non
era cos strano, diceva Buddy. Aveva conosciuto molti pensionanti solitari
negli anni. C'era un'anziana signora canadese nella 1110, Melva Jean
McHorn, arriv da Calgary poco prima del Natale e vi rimase fino a marzo;
si vedeva cos di rado che un giorno la fermai nella hall e le chiesi
esplicitamente in cosa avessi potuto aiutarla, non rendendomi conto che
era stata per mesi una cliente dell'hotel. Sono colpita da malesseri di
stagione, rispose. Altri pensionanti uscivano solo di sera.
Buddy aveva detto: Farai l'abitudine.
Secondo Buddy Roland Miranda era molto meno bizzarro di altri.
Poteva darsi che uno di quegli anziani decisi che attraversavano l'atrio
senza guardarsi intorno fosse Miranda. Smisi di chiedere.
E il toc-toc-toc di un martello sul legno mi colpiva ancora come il
possibile incitamento di un amante premuroso. Da questo unico suono,
dalla sua fisicit, capivo che si trattava di un lavoro antico - nessun attrezzo
potente, nessun rumore stridulo, solo il dondolio e il cigolio che,
quando l'udivo dal piano di sotto, aveva tuttavia il potere di eccitarmi.
 come una specie di cassa delle Whyan, rispose il nuovo addetto
alla pulizia delle finestre quando glielo chiesi. Non riuscivo a contenere la
mia curiosit. Continuavo a domandargli i dettagli.  su due cavalletti.
Nella sua stanza?
Cosa c' che non va?
Il personale si annoiava delle mie continue domande sull'attivit di
Miranda. Sapevano che avevo il diritto di fare quello che volevo e provavano
una certa soddisfazione al pensiero che Miranda, il loro conterraneo
che aveva messo nel sacco Buddy e l'haole continentale, avesse
messo nel sacco tutti.
Riuscivo a sopportare Miranda solo rimanendo fuori della stanza del
piano di sotto, la 409, non sentendolo non me ne preoccupavo. Quando
assegnavo la stanza, i clienti o si lamentavano del chiasso o sorridevano
alludendo, senza dire nulla, avendo trovato i rumori di ispirazione per la
loro passione come era capitato a me. Miranda era stato pi abile anche
di me. Non c'era nulla da fare. L'unica soluzione era quella di lasciarlo
alla sua privacy e considerarlo come un altro personaggio dell'Hotel Honolulu.
Sebbene mi veniva in mente anche che Miranda avesse trovato un'amante e i rumori che sentivo erano esattamente quello che sembravano: due persone che fanno l'amore, una giovane donna che aveva acceso la passione di Miranda.
Un giorno un nuovo cliente disse: Ci sono di nuovo gli sposini in luna di miele.
Era Ed Figland di Sunnyvale, California, che aveva occupato la 409 per due settimane con sua moglie, Lorraine. La sua mogliettina molto noiosa: Lorraine era diventata l'oggetto di frequenti e inaspettate avances da parte di Ed. Era rassicurante scoprire che non ero l'unico sensibile.
Dissi: Vuole che la trasferisca?
Rispose di no e sorrise, ma il giorno dopo rifer che gli amanti si erano fermati. Sapevo in tanti anni che lavoravo l che era la prima volta che Miranda cessava la sua giornata da carpentiere da me associata a quel piacevole pomeriggio.
Dopo che i Figland partirono andai in camera e ascoltai. Niente.
Aspettai alcuni giorni dopo di che bussai alla porta di Miranda. Nessuno rispose.
Usai il mio passe-partout ed entrai. Lo trovai disteso nella cassa da morto, non avevo mai visto una cassa da morto intagliata in maniera cos elaborata, con tutti i trucioli e la segatura intorno a essa, mucchi di schegge. Era solo e hownah, come si direbbe in pidgin: puzzava. Finalmente aveva terminato la sua bara ed era arrivato il suo momento di entrarci per spirare.
...
.
...
Il gioco della bimba.
...
.
...
Il cliente californiano disse a Rose: Devo fare una telefonata. Raccolse
una banana, se la mise sul lato del capo e cominci a parlare con tono
serio dicendo: Pronto sono Ed Figland, devi portare dei giocattoli
all'hotel immediatamente  molto importante c' una graziosa ragazzina che desidera riceverli.
Rose aggrott le ciglia. Disse: Quello non  un telefono.
 un cellulare.
Un'altra pensionante, la signora Charmaine Becker, nell'ascoltare
questo battibecco scoppi a ridere nascondendosi nel suo giornale e facendo
sbatacchiare le pagine rumorosamente.
 una banana, disse Rose.
E i giocattoli? disse Figland e questa volta il tono di supplica della
sua voce sembr autentico, come il sintomo di una malattia.
Se quello non  un telefono, come possono essere veri i giocattoli?
rispose Rose quasi sul punto di piangere per l'esasperazione.
Figland, cercando di recuperare ma tenendo sempre la banana come
se fosse un telefono, disse alla signora Becker: Scommetto che
quando vedr i giocattoli si convincer che questo oggetto funziona per davvero.
Che genere di giocattoli? domand Rose.
Quelli belli. Bamboline che parlano.
Non parlano davvero, hanno un dispositivo all'interno che produce una voce.
Come fai a sapere che non si tratta di una voce vera?
Perch  un dispositivo e perch ripete sempre la stessa cosa, disse
Rose con una voce da oca. Lottava per far valere il proprio punto di vista sull'uomo.
Ma tu puoi fingere che sia vera, disse Figland.
E allora lei strill: Non  vera!
Parlando nella banana, Figland disse: Ma qual  quella bambina che non ama le bambole?
A me piacciono, rispose Rose mostrando il suo Big Jim nella sua
divisa da combattimento. Ma so che non sono vere.
Sollevando lo sguardo dal suo giornale, la signora Becker che ogni
tanto cercava anche lei di giocare con Rose, disse: Quella  una bambola, ragazzina.
E un personaggio da combattimento, disse Rose.
Chi ha detto che sono veri? domand il signor Figland.
Tu l'hai detto. Hai detto che parlano.
Non volevo dire che parlano veramente.
Cosa volevi dire? Rose fissava Figland che balbettava. La signora
Becker per incoraggiarlo mosse le labbra. Negli occhi di Rose si leggevano
rabbia e piet, sebbene questo uomo ignorante e brutto la stesse raggirando. Disse: Posso averla?
Vuoi fare una telefonata?
No. Voglio mangiarla.
In un'altra occasione, una sera tardi quando Rose aveva un po' di
raffreddore ma si sentiva ancora abbastanza bene da seguirmi mentre accendevo
l'allarme nella hall, un'altra cliente, Harriet Najeeby, appena arrivata
al bancone della reception, not Rose e con gli occhi spalancati
disse: Ce l'ho fatta! Se non avessi avuto fretta quella macchina si sarebbe
trasformata in una zucca.
Con gli occhi febbricitanti, Rose osserv la donna dai capelli bianchi e disse:  un taxi.
Ma a mezzanotte si trasforma in una zucca.
No, non lo fa.
Come lo sai?
Perch  un taxi, rispose Rose con voce rauca. La zucca  quella cosa che si mette nelle torte.
E tu paghi delle taxi allo Stato.
Tasse, disse Rose.
E se ti dicessi che il taxi era spinto da venti topini bianchi, proprio
sotto il cofano?
Il suo volto si avvil, Rose si allontan da Harriet Najeeby ed
esclam: Pap!
Che bambina vispa, dicevano i clienti, ma io sapevo che non ne
erano convinti. Ai loro occhi Rose appariva testarda e insensibile. Priva
di immaginazione. Una pensionante che non aveva avuto successo
con Rose mi disse: Si presuppone che i ragazzini sognino, e Figland
dopo il suo incontro sembrava detestarla, sebbene non si arrendesse.
Poich il problema riguardava mia figlia cominciai a osservare Figland
pi attentamente. Grattava le orecchie dei cani, raccoglieva gatti randagi
e li accarezzava, chiacchierava scherzosamente con le cameriere,
strappava via le foglie dalle palme, attirava altri bambini nella conversazione
- tutto questo, supposi, per attirare l'attenzione su di s. Ma mi
rendevo conto che non vi era malizia, sapeva essere sinceramente giocoso.
Sua moglie si accorse che l'osservavo e disse: Dentro  un ragazzino.
Cos non intervenni. Tuttavia, Rose sapeva badare a se stessa. In fondo
non era una bambina. Era pensierosa, profonda, un'ascoltatrice, un'osservatrice,
si ricordava di tutto, cercava di dare un significato al mondo
dal suo punto di vista infantile, lei che non era alta nemmeno un metro.
La signora Becker e la signora Najeeby sostenevano che Rose fosse
un amore. Figland diceva:  una ragazzina bellissima. Pensavo lo facessero
per rassicurarmi, perch lei era di razza mista, una hapa hawaiana.
Bisogner abituarsi a questo, mi dicevo.
Ma Sweetie gestiva il personale di servizio, e Puamana continuava a
fare degli strani orari e tranne che per fare ginnastica e per il suo lavoro
idiosincratico, rimaneva nella sua stanza al terzo piano con il suo gatto,
Popoki. Non avevo rivelato a nessuno che il nonno di Rose fosse John F.
Kennedy, ma riuscivo a vedere in lei i tratti dello scomparso presidente,
nel suo volto c'era molto di irlandese ma anche tanto dell'isola, soprattutto
nella bocca e nella vivacit degli occhi. Io mi occupavo spesso di
Rose, non le vietavo di giocare nella hall. Altri bambini vi scorrazzavano,
anche se non erano tanti. L'Hotel Honolulu era meglio conosciuto per i
suoi scandali che per i programmi infantili (Buddy, che amava le oscenit,
mi disse: Nessuna lezione di buia a meno che non siano orizzontali)
e cos molti turisti delle Hawaii, la signora Becker e i Figland lasciavano
i loro bambini a casa, se ne avevano.
Che uomo sciocco, disse Rose. E quella donna  una lolo.
Figland diceva: Questa  una bacchetta magica.
 una canna da pesca.
Il fatto che somigli a una canna da pesca non vuol dire che non
possa essere una bacchetta magica, disse Figland. Perch non pu essere
tutt'e due?
Perch non vi  niente di simile a una bacchetta magica, rispose Rose.
Controllandosi - Vorrei vedere le sue spalle salire intorno al suo collo - Figland afferr la canna da pesca come fosse un frustino.
Quindi  una canna da pesca, ribad Rose.
Ma Ed Figland alla ricerca di amicizia, perseverava e un altro giorno,
durante un tuono, disse a Rose: Mia madre mi raccontava che il tuono era il rumore delle bocce degli angeli.
Perch mi prendi in giro? disse Rose con tono severo, non per aspettarsi una risposta ma per metterlo a tacere.
Fa meno paura, disse Figland.
Era un uomo alto e doveva accovacciarsi per sostenere questa conversazione.
Di cosa avevi paura? Rose arricci il naso e guard in alto verso
l'uomo piegato.
Del rumore.
E ora hai paura?
Un pochino, disse Figland, esitando.
I tuoni non fanno male, disse Rose con la cantilena tipica dei bambini
che ben si intona con la pedanteria dell'infanzia, ma il fulmine s.
 elettricit. L'elettricit pu ucciderti. Bada di non infilare mai il dito
nella presa del muro altrimenti prenderai la scossa.
Quindi anche tu hai paura, disse Figland, rallegrandosi.
Rose si mise di fronte a lui, stringendo gli occhi in segno di diffidenza
come se lui l'avesse ingiustamente messa con le spalle al muro: e
allora sollev la testa e con una grossa smorfia che solo un bimbo riesce
a fare, disse a Figland: Io ho paura della gente trasandata con gli abiti
sudici che urla parolacce e fa a botte per strada.
Anche la signora Becker ci prov. Mostr a Rose una pianta di orchidee
e disse: Questa  una piantina felice.
Le piante non hanno i cervelli, obiett Rose.
Tuttavia, una pianta pu essere felice.
Vorrai dire sana.
Invece di intervenire ascoltavo semplicemente e attendevo l'arrivo
di Sweetie, con il suo spiazzare Rose in prima serata dicendo:  l'ora
del tuo bagno, Rosebud e la mia intransigente, colta figlioletta si trasformava
nel ritratto della sorridente placidit.
Da' la buonanotte, Rosebud.
Buonanotte.
La signora Becker sorrise alla mamma e alla bimba. In un piccolo
hotel lontano da tutto tra palme e vulcani, a questi turisti piace conservare
il ricordo dei rituali pi prosaici della vita familiare anche pi che
ricordare le palme e i vulcani.
 ora di andare a fare una nuotata, disse la signora Becker.
Non una nuotata, precis Rose. Lanci uno sguardo truce alla signora
Becker. Un bagno.
Ed Figland che si trovava a passare dalla hall con l'asciugamano sotto
il braccio ud il diverbio e disse: Quando ero piccolo, avevo paura di
finire nello scarico della vasca da bagno quando mia madre faceva andare
gi l'acqua di sera.
Mentre la signora Becker rideva delicatamente e toccava il braccio
del signor Figland in segno di stima come se avesse risvegliato in lei un
ricordo d'infanzia, Rose disse: Nessuno  abbastanza piccolo per finire
nello scarico.
Di sopra nella vasca da bagno si irrit di nuovo al solo sentire nominare
il signor Figland e disse che non voleva n vederlo n parlargli.
Non us le parole, non ne aveva bisogno, ma era evidente che considerasse
Ed Figland e la signora Becker come degli irrazionali, dei superficiali,
che si spaventavano per un nonnulla, per una frivolezza che li rendeva
inattendibili, provocatori e per nulla divertenti.
Rose disse: Non mi piacciono.
Dopo questo episodio si allontanarono da Rose. Figland era molto
pi felice quando sua moglie si faceva viva e lo accompagnava. Andavano
ovunque, in completini abbinati con fantasie hawaiane.
Questa  la ragazzina di cui ti parlavo, disse un giorno.
La signora Figland guard Rose con disapprovazione e non disse nulla.
Era a conoscenza dell'intera storia.
Non ti fa piacere che noi non abbiamo mai avuto figli? disse e subito
dopo i Figland strinsero amicizia con la signora Becker e la signora
Najeeby. Ascoltavo spesso le loro risatine soffocate durante i pasti e le loro grida quando si tuffavano in piscina.
...
.
...
I camerieri claudicanti.
...
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...
La gente ne parlava come se fosse un evento eccezionale che due dei nostri camerieri, tra l'altro amici, fossero contraddistinti dalla stessa invalidit, entrambi una gamba pi piccola dell'altra - Wilnice la sinistra, Fishlow la destra. Dondolavano e saltellavano, urtando l'uno le spalle dell'altro, ma non era una coincidenza. Si erano conosciuti in una corsia di ospedale dove c'era molta altra gente affetta dallo stesso handicap ed essendo compagni di stanza nella divisione di ortopedia, avevano fatto amicizia durante la riabilitazione. L'invalidit che li accomunava aveva favorito il loro rapporto e creato le basi pi semplici per una comprensione reciproca, come se si fosse trattato di un vivace tratto etnico.
Ma non era questo il loro legame. Nessuno tranne me sapeva che il loro legame era pi singolare, un'invalidit pi profonda.
Erano lavoratori stagionali. I nostri mesi pi caldi in hotel vanno da novembre a marzo e la frenesia del Golden Week giapponese, da fine aprile agli inizi di maggio, ci costringe ad aggiungere pi personale tra i camerieri.
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NOTA: Golden Week: Settimana d'oro: Termine usato in Giappone per indicare il ponte che si crea tra le tre festivit nazionali: 29 aprile festa del Verde; 3 maggio, Festa della Costituzione, 5 maggio festa dei Bambini. FINE NOTA.
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Ogni anno, dalle loro case in Texas, dove la stagione ferma
era l'inverno, io assumevo questi due uomini. Avevano una quarantina
d'anni, Charlie Wilnice e Ben Fishlow e arrivavano in due ma non erano
una coppia. Vi arrivavano pedalando a tutta forza. Avevano chiuso con
il Waikiki Pearl, il nostro hotel vicino e dissero che mi avrebbero motivato
il perch, a patto che io non avessi mai chiesto le loro referenze.
Compresi che questo significava che la stessa spiegazione li avrebbe rivelati,
come quando qualcuno che desidera manifestare qualcosa dice risolutamente:
Lascia che ti racconti una storia.
Wilnice era stato al servizio di una giovane donna giapponese.
Avrete fatto caso che a causa degli sproporzionati cappelli flosci sulla loro corporatura magra e affusolata ricordano nell'aspetto dei fiori ornamentali.
Questa con timidezza ma cortesemente, come una formula che aveva gi provato pi volte, disse: Per favore, consegni questa nella mia stanza, passandogli una borsetta. Wilnice lo fece dopo il lavoro e se la ritrov davanti alla porta. Fu sorpreso di vederla - qual era dunque lo scopo della consegna? - dopo un po' comprese. Lei era vestita - o, meglio, svestita - indossando una vestaglia, un happi coat, slacciato, aperto sul davanti, sbottonato.
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NOTA: Costume tradizionale giapponese. Lunga giacca stretta in vita da una fusciacca. FINE NOTA.
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I suoi capezzoli erano i bottoni; la giovane donna era nuda. Come una di quelle disegnate sui cuscini, disse Wilnice. Si riferiva ad alcune piccole, erotiche e meticolose stampe giapponesi, chiamate shunga che ritraggono donne con il volto a forma di uovo non abituate a denudarsi mentre osservano il naturale orrore dei loro peli, e anche alla passione per il tessuto sgualcito, alla sottomissione della donna decorosa resa impudica, alle fantasie di violenza carnale dei soggetti di Hokusai incisi nei blocchetti di legno.
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NOTA: Katsushika Hokusai (1760-1849), pittore e xilografo giapponese. FINE NOTA.
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Questa giovane donna coi modi di una cortigiana seduceva Wilnice sembrando mansueta.
Prego tu accomodare. E tuttavia si fece piccina. La sua pessima grammatica la faceva apparire pi innocente e indifesa.
Wilnice indietreggi, si mosse con scatto sulla gamba difettata e and via, saltellando su una gamba sola, ogni passo un salto, ogni passo un salto.
Pi tardi lo raccont a Fishlow, e vide il suo amico sorridere: Wilnice
non poteva immaginare che nonostante lo shock, la sua riprovazione
puritana, ricordasse tutti i dettagli dell'incontro fugace - l'affare
del bottone, le gambe di lei leggermente curvate, la pallida incavatura
del suo interno coscia, i suoi zoccoli con la grossa suola, le unghie dipinte
di nero e il rossetto scuro. E lui lo ripeteva, rispondeva a domande
(Era una piccola suite... S, lei era sola) credendo che anche Fishlow fosse sconvolto.
Il giorno dopo, Fishlow and a trovare la giovane donna, fece tutto
il possibile per esserle utile. Sembr che lei si fosse accorta della sua
gamba, del modo in cui camminava, di come barcollasse verso di lei, scontrandosi con la gente che passava.
Gli chiese del t. Fishlow lo port al suo tavolo con solennit. Lei gli
offr la borsetta descritta da Wilnice e rinnov la formula: per favore consegni questa nella mia stanza.
Azzardando un inchino come usano i giapponesi, Fishlow si pieg
in maniera contorta, sollevando le braccia per mantenere l'equilibrio. Alle
quattro, quando cess di lavorare, sal nella camera della donna dall'ascensore
di servizio. Fu lei ad aprire la porta. Tutto corrispondeva perfettamente
alla descrizione di Wilnice, come una promessa mantenuta.
L'happi coat slacciato, la nudit, la pelle come seta, senza peli, levigata,
senza un segno particolare, il piede dipinto di nero nello zoccolo rosso.
Lo invit a entrare.
Siedi tu qui? gli chiese esitante, battendo il sof accanto a lei.
Fishlow accett di buon grado. Senza alcun preliminare - Wilnice li
aveva forniti - la baci. Lei gli si avvinghi, lo palp attraverso gli abiti,
ma ponderatamente, come se stesse premendo un frutto per controllarne
la maturit. I movimenti della sua mano simili a un massaggio quasi senza pressione lo eccitarono.
Lei improvvisamente si alz, and alla finestra, spunt dalle tendine,
volgendogli le spalle. Se avesse sentito il cassetto aprirsi e chiudersi avrebbe fatto finta di nulla.
Tenendo la Bibbia della Gideons International, Fishlow arriv dondolando e ondeggiando dietro di lei, sollev il suo happi-coat, le spost i piedi pi lontano e mentre lei si inchinava in avanti per accoglierlo.
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NOTA: La Gideons International  un'associazione internazionale presente in pi di 170 nazioni nel mondo, composta esclusivamente da liberi professionisti e uomini d'affari di fede cristiana, che dedicano parte del loro tempo libero alla divulgazione gratuita di Bibbie, Nuovi Testamenti e Salmi in hotel, scuole, ospedali, carceri e caserme. FINE NOTA.
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Fishlow gett la Bibbia sul pavimento, vi poggi sopra il piede per far forza sulla sua gamba pi corta e in questo modo, supportato, la penetr sollevandola. Cos lei reag come se fosse stata sollevata su di un piolo.
No! No! url, tanto da spaventarlo. Lui si ferm, temendo che il
suo appello potesse essere udito anche attraverso la finestra chiusa. Ma
con una voce pi dolce lei lo implor di continuare. Per tutto il tempo
rimase distante da lui, non disse pi nulla, non sembrava accorgersi di
lui mentre in equilibrio su di una gamba si sforzava di tirar su i pantaloni
prima di precipitarsi fuori dalla stanza, ogni salto un passo, ogni salto un passo.
Imprudente, sfidando le regole dell'hotel, la incontr di nuovo. Non
poteva farne a meno. Il loro modo di fare l'amore era caratterizzato dal
fatto che Fishlow non vedeva mai il suo volto, lei riusciva a escogitare
sempre qualcosa per nasconderlo; e avveniva sempre in piedi, cos la Bibbia della Gideons International divenne un'altra componente. Insieme
a il No! No! E al suo raggiungerlo alle spalle e al suo graffiarlo come un gatto. Come gli amanti che di domenica dormicchiano in piedi per i musei quasi per prendersi una pausa dal letto, loro andarono al cinema e in un locale a mangiare il sushi - superficiale, insignificante, lei praticamente non parlava una parola d'inglese. Comunicava con il suo corpo. Il suo corpo diceva: Per salvaguardare il mio pudore, io devo fingere che questa sia una violenza carnale, ma non lasciarti ingannare... guarda attentamente e vedrai che estasi.
Estasi? chiese Wilnice e lo osserv in maniera cos offesa che Fishlow tacque.
Lavorarono ancora, servendo ai tavoli. L'intensit del desiderio di Fishlow rasentava l'ossessione. Non aveva parole per descriverla; ne era posseduto. Ci che desiderava dire era un qualcosa di insano: io comprendo il cannibalismo. Cosa voleva dire? Dunque, erano passati sei giorni da quando aveva incontrato la donna, la sua vacanza si concludeva, il Golden Week era finito.
Prendendo furtivamente il suo nome dal registro dell'hotel, Fishlow decise di scriverle. Il suo indirizzo corrispondeva a un paragrafo incomprensibile di parole brevi e numeri lunghissimi. Non vi fu risposta.
Fishlow le telefon. In quel momento non riusciva a ricordare se lei gli avesse mai parlato in inglese. Gli rispose qualcuno urlando in giapponese, un altoparlante asessuato, che rispondeva alle sue domande supplichevoli. Durante i suoi attacchi isterici di pianto Wilnice non sapeva cosa fare. Non era sicuro di come la bambola attraente avesse ammaliato il suo amico fino quasi al punto di annientarlo. Fishlow era stato cos felice, cos bramoso. Lei lo aveva reso un cane ubbidiente, e ora che era andata via lui continuava a essere un cane, ma un cane che piagnucolava disperato con la lingua penzoloni. Era il peggiore degli amori.
La sua ultima spiaggia era chiedere aiuto al suo amico claudicante Wilnice, che aveva incontrato la donna prima di lui. Cos un giorno mentre erano fuori a passeggiare - dondolando e saltellando - glielo raccont.
Fishlow ne fu talmente addolorato perch la sua storia aveva la meticolosit del rimpianto, della colpa e dell'accusa, annotava ogni dettaglio incriminante: il di dietro della sua testa e del suo collo quando si allontanava, il modo in cui aveva afferrato e scaraventato a terra la Bibbia, il suo montarla da dietro, il corpo di lei cos gracile, il modo in cui aveva fatto finta di resistergli. Era preciso e autoironico perch ferito.
Cosa vuoi dire con alla finestra? chiese Wilnice spalancando la bocca.
Supponendo che potesse essere lui l'uomo desiderato da lei, che la giovane donna giapponese non li riconoscesse separatamente - in quanto il loro barcollare e zoppicare li rendesse uguali ai suoi occhi - Wilnice fu invidioso e la sua invidia gli aggrovigliava le budella, rendendolo malinconico per il dispiacere di essersi allontanato dalla porta della donna.
Prov uno spiacevole diletto nell'ascoltare la descrizione di Fishlow della cupidigia della donna. Come un gatto! Da dietro! Come se premesse un frutto! Barcollando sui suoi zoccoli! Wilnice si pianse addosso, sono sempre stato privo di convinzione.
Ma Fishlow invidiava la padronanza di s che aveva Wilnice, il modo in cui l'amico aveva respinto la donna, questa donna che opprimeva la sua memoria - e in pi lo riempiva di dispiacere, un'umiliazione, come un demone distratto. Mentre Wilnice non poteva liberare la mente dai dettagli che Fishlow gli aveva riferito, Fishlow a sua volta era ossessionato dalla visione di Wilnice nel loro piccolo appartamento, che si toglieva le scarpe, una con la suola pi spessa dell'altra, si riscaldava nel microonde un po' di cibo messicano e mangiava con il cucchiaio di plastica, tutti questi innocui risparmi, sedendo come un bambino davanti al televisore, mentre lui rimaneva curvo in piedi nonostante la Bibbia, con i pantaloni intorno alla caviglia, nudo in camera della donna nuda, lei che urlava No, No! allontanando il viso. Fishlow lo invidi e pens, sono sempre stato troppo impulsivo - e questo mi accorcer la vita. E Wilnice pensava: ho paura. Non so come si vive. Entrambi erano consumati dal rimpianto, uno per aver respinto la donna, l'altro per aver fatto l'amore con lei. Entrambi credevano di aver fallito, e il modo in cui camminavano era vissuto come un'enfasi, come se cercassero in questo modo di calpestare la memoria della donna.
...
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Il gioco dei dadi.
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Lasciando la saletta del nostro Paradise Lost, facendosi largo con le spalle,
il giovane incontr i miei occhi e disse: Ora ho sentito tutto! in modo
provocatorio, troppo chiassoso, attirando la mia attenzione. Speravo
che il mio silenzio e il mio mite sorriso l'avrebbero quietato.
Posso aiutarla? dissi. Sono il direttore.
Un uomo di bell'aspetto, sulla trentina - con i capelli mossi - indossava
una camicia scura che dava risalto al rosa del suo viso intollerante.
Ansioso e agitato aveva l'aspetto di qualcuno che ha appena subito
un insulto inaspettato. Come un uomo che  stato schiaffeggiato da una donna.
Vedi quel tipo? E fuori di testa!
Se ne era andato prima che potessi dirgli che l'uomo che aveva indicato,
Eddie Alfanta, era un cliente abituale del bar, che veniva sempre
con sua moglie Cheryl, che lui adorava ed era un noto commercialista
del centro - superserio ma di successo con uno studio in Bishop Street.
Quello che mi piaceva maggiormente di lui era la sua passione per il gioco
d'azzardo. Eddie non era il primo commercialista che conoscevo che
giocava d'azzardo, sebbene i rischi del tavolo da gioco e la solennit del
libro mastro lo facevano sembrare paradossale e sicuro di s. Le sue poste
erano modeste. Di solito vinceva. Diceva di avere un sistema.
Eddie era cos intento a guardarsi intorno al bar che non mi vedeva.
Dove si trovava sua moglie? Cheryl era una donna bassina, quasi simile
a un elfo - capelli corti, ossatura delicata, mani e piedi piccolissimi, molto
ordinata, vestita sempre con buon gusto e pallida specialmente in contrasto
con l'enorme, scuro Eddie Alfanta, che si vantava della sua folta capigliatura.
Che Eddie fosse fiero anche di Cheryl, il suo trofeo haole, era evidente.
Lui possedeva il comportamento leggermente pignolo di chi si lascia
dominare dalla moglie rendendo cos pi evidente l'etnia della compagna,
il che era tipico di molti matrimoni interrazziali hawaiani. Ne era
consapevole, ansioso di fare la cosa giusta ma non era mai sicuro quale
fosse questa cosa e aveva il complesso inquietante di essere osservato dalla gente. E cos era.
La volta successiva che controllai il bar, vidi Eddie con il bussolotto
in mano, l'agitava, procurando un rumore simile a un riso soffocato.
Buddy Hamstra aveva portato il bussolotto di cuoio e un paio di
dadi da Bangkok dove uomini nei locali lanciavano i dadi per decidere
chi avrebbe pagato il giro successivo di bevande. Osservavo spesso
i volti attenti, fissi e i denti stretti degli uomini che vi andavano e pensavo
a quanto diventiamo aggressivi, competitivi e animaleschi nei nostri giochi.
Quello che ho notato stanotte non  stato il gioco ma l'avversario di Eddie.
Noi vedevamo raramente i surfisti nel Paradise Lost. S, il migliore
tra i surfisti, uno degli amici di Trey, che andava fuori per una settimana
a catturare le onde ma mai un hawaiano come questo che si faceva
tutta la stagione - scalzo, con le spalle larghe, le gambe storte, tatuaggi
sui reni e un altro tra le scapole dove aveva inciso il nome cody,
mostrandoli tutti attraverso la camicia strappata. Il berretto all'indietro,
i capelli lunghi, schiariti dal sole, stopposi, lo sguardo spento e distratto,
la pelle scottata, la massa di lentiggini, grandi e piccole, contribuivano
a rendere ancora pi sciatto il suo aspetto. Era giovane, probabilmente
non aveva pi di ventidue o ventitr anni. Eddy Alfanta
aveva superato i quaranta. Era una scena divertente assistere ai due uomini
che si contendevano il bussolotto: il commercialista bruno con la
camicia rimboccata e due penne nel taschino sul petto, il giovane in camicia
sbrindellata, cappello Stussy, pantaloncini Quiksilver, camicia
Local Motion. I suoi piedi erano sporchi con le dita contuse.
Un topo d'acqua.
I due uomini stavano sopra ai dadi ruzzolanti sul banco e io pensavo
anche alla tristezza dei giochi per le loro regole e rituali, per il loro
renderci scioccamente pieni di speranze, per il loro essere prevedibili,
per il loro fine patetico che ci distraeva giusto il tempo di una partita.
Tutti i giocatori mi sembravano dei falliti disperati; i giochi erano il passatempo
della gente - sempre uomini - che non sopportava la solitudine,
che non aveva l'abitudine di leggere. Esisteva un pathos brutale nel
gioco dei dadi, la risatina soffocata, lo scuoterli, il tintinnio, l'ossessiva
importanza che si attribuiva al risultato.
Oppure era solo un innocuo divertimento fine a se stesso? C'era
qualcosa di sbagliato nel mio preoccuparmene, o perfino nel notarlo, cos
io distoglievo lo sguardo e mi concentravo su quello che era pi evidente:
per la prima volta la moglie di Eddie non era con lui al bar. Il suo
modo di ridere lo evidenziava, e lui stava addosso al surfista agitando il
bussolotto, facendo battere i dadi, con la bocca un po' troppo spalancata,
con la risata un po' troppo fragorosa toccando il braccio del surfista
ogni qualvolta questi vinceva. Eddie scuro e cotto dal sole, il giovane
chiaro e ustionato - io sentivo l'attrazione. Ma ero felice quando ridevano
l, mi piaceva l'idea che il mio hotel fosse un rifugio.
Tornato al bancone, chiedendo informazioni accennai a Chen che Eddie Alfanta era solo al bar.
Sua moglie  di sopra, disse Chen. Gli ho assegnato la 802. Hanno
fatto la registrazione dieci minuti fa. Per una notte.
Era molto insolito, la coppia di Honolulu che soggiornava in un hotel
di Honolulu per una notte. Forse ci significava che la loro casa era
stata ricoperta di tende e fumigata, ma se fosse stato cos avrebbero fatto
il lavoro durante il fine settimana, o altrimenti avrebbero trascorso il tempo in un'isola vicina.
Questi fiori sono indirizzati proprio alla signora Alfanta.
Il bouquet era sul bancone. Sul biglietto di auguri c'era scritto: Buon
compleanno, tesoro. Con tutto il mio amore, Eddie.
Una parentesi per un romantico compleanno - questo spiegava tutto.
Controllai il registro delle prenotazioni del mese che si trovava nel
mio ufficio e pi tardi alla ricerca di un drink, notai Eddie solo al bar,
coccolava un bicchiere di birra e aveva l'aria pensosa. Non vi era nessuna
traccia del surfista e io mi ricordai di ci che l'uomo nervoso aveva
detto riferendosi a Eddie poco prima quella sera: E fuori di testa.
Ma Eddie era il ritratto della serenit. Un po' pi calmo del solito,
forse, solo ma contento. Forse il gioco lo aveva reso pensoso? In tutti i casi il gioco era alla fine.
Che fosse stato rifiutato dal topo d'acqua?
L'ultima volta che l'avevo visto stava spingendo contro il giovane come
i dadi che si acciottolavano sul bancone, urlando per le bevande, battendo sul braccio tatuato del ragazzo.
Evitai di trarre delle conclusioni affrettate, ma ero profondamente
convinto che si trattasse di un corteggiamento amichevole, i due uomini
che si davano delle gomitate contro il banco in una danza selvaggia di accoppiamento, ridendo sul gioco dei dadi.
Dissi: Chi vince? poich Eddie era ancora assente intento ad agitare il bussolotto.
Stiamo trascorrendo tutta la notte, mi rispose e il suo riso soffocato somigliava al rumore dei dadi.
Lo vedo, dissi e per metterlo alla prova, in quanto io gi lo sapevo, chiesi: Un festeggiamento?
Il compleanno di Cheryl. Lanci i dadi, aggrottando le ciglia nel
vedere la combinazione e li raccolse velocemente.  uno di quelli importanti.
Il suo quarantesimo. L'anno scorso siamo andati a Las Vegas.
Cheryl  fortunata. Vinse cinquecento dollari al tavolo da gioco. Un tizio
le si strusci contro come portafortuna.  il tuo momento, dicevano.
Avresti dovuto vederlo.
Si interruppe e vide un mezzo sorriso di concentrazione sul mio viso.
Stavo pensando: le si strusciava contro come portafortuna? Intu il tacito interrogativo che mi passava per la mente.
Mi piacque, disse.
La piccola, pallida Cheryl con le sue scarpette circondata da enormi,
speranzosi giocatori ed Eddie che lanciava sguardi pieni di cupidigia
come il vincitore di una mostra canina.
Il compleanno precedente a quello, trascorremmo il fine settimana
prendendo lezioni di immersione col sommozzatore. Conseguimmo
il brevetto. Fu tremendo. Io me lo immaginavo come un gioco d'azzardo.
Ero in preda al panico e stavo quasi per annegare. Ovviamente
i presenti si stupirono della facilit con cui Cheryl impar. Le stavano
tutti addosso. Avresti dovuto vederla, era uno schianto nella sua tuta da sub. A pelle.
Soddisfatto del ricordo, si tocc le cosce come se tracciasse una tuta
e raccolse di nuovo i dadi. Un'altra risatina soffocata e li lanci.
Per il suo trentacinquesimo compleanno ci siamo divertiti da morire.
Io e il mio amico la portammo a Disneyland. Sembrava una ragazzina.
Sorrise al ricordo e ansim con soddisfazione. Lo strem!
Agit il bussolotto, e li tir di nuovo.
Dov' lei ora?
Le ho preso un surfista. Sono di sopra. Guardava felice. Stava ancora tirando i dadi.
Chi ha vinto?
Tu che dici?
Il giovane con la camicia strappata entr in camera, le dita dei piedi contuse sul tappeto, le luci soffuse, Cheryl con indosso la lingerie comprata appositamente per il suo compleanno, non pi grande di una bimba ma disposta a prestazioni di questo tipo, e il tutto avveniva quasi senza parole - cos me lo immaginavo io. La coppia si agitava sul letto con Eddie al piano di sotto. E alla fine di tutto un certo timore perch nessuno aveva idea di cosa sarebbe accaduto dopo. In questo consisteva la tristezza del gioco.
Non ne ho idea, dissi.
Eddie sorrise appena. Aveva dimenticato la domanda.
Mandai Keola e Kawika su per controllare il corridoio vicino alla camera di Alfanta in caso ci fossero stati dei problemi. Pi tardi mi raccontarono in quale stato avessero visto andar via il surfista, Sembrava inquieto, e udirono Cheryl dire in tono severo: Non baciarmi.
Tuttavia, pi tardi vidi Cheryl e Eddie molto teneri nella hall, Eddie stava ancora tirando i dadi. Forse era l'unico ad aver ottenuto quello che desiderava.
...
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...
Lettere d'amore nello schedario dei casi pendenti.
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...
La mia carriera come scrittore non mi ha preparato all'aspetto concreto
delle cose. Pensavo di fornirne un'ampia descrizione in un libro disperato
avente come tema l'esilio e di intitolarlo Chi ero. La scrittura non mi
ha reso idoneo a nessun tipo di lavoro, mi ha isolato, fornendomi l'assurda
illusione che io potessi svolgere incarichi di cui non fossi all'altezza.
Non ero in grado nemmeno di dattiloscrivere, cos scrivevo con la
matita, ma lo scarabocchio era accompagnato da palazzi, citt disegnate,
macchine riparate, banche rapinate, discussioni da risolvere, bellissime
donne da corteggiare, discorsi eloquenti da fare, affari da gestire, crimini
da organizzare perfettamente. E io avevo sempre avuto l'ultima parola.
Avevo perfino gestito degli alberghi e in un libro avevo il controllo di
un bordello di gran successo a Singapore. Tutto questo fervidamente
fantasticato a un tavolino in una stanza del piano superiore.
Non avevo nessuna competenza da offrire. Non avevo fatto altro che
cercare di tramutare le parole in azioni. Ero incapace di amministrare il
denaro. Mai avuto nessun dipendente, nemmeno una segretaria. Non
avrei saputo immaginarmi a trattare con gli umori e i temperamenti dei lavoratori.
Quindi in qualit di direttore di un hotel alle Hawaii - l'impiego era
un dono - io ero grato ai miei impiegati per il loro lavoro. Mandavano
avanti l'hotel e lo sapevano fare, sapevano che dovevano aver cura del
luogo e di me. Io mi intendevo di inventiva - era questo che la scrittura mi aveva insegnato.
Ancora nuovo al lavoro, trascorrevo le ore nel mio ufficio, l'unico
che Buddy aveva reso vacante quando mi aveva nominato direttore. Ero
alla ricerca di indicazioni su come gestire correttamente l'hotel. Avevo
trovato delle bollette non pagate e Polaroid di corpi sfocati. Avevo scovato
monete straniere, francobolli, bustine di plastica contenenti l'erba
che uccide, pezzi di carta con nomi di donne e numeri di telefono segnati
con la scrittura illeggibile di Buddy e vignette ritagliate dai giornali
che Buddy doveva aver trovato divertenti. Salt fuori, dattiloscritta in
maniera ordinata, una descrizione della morte di Buddy, cosa piuttosto
inattesa in quanto lui era vivo, a godersi il suo primo pensionamento nel
North Shore. Buddy Hunter Hamstra, riposa in Pace. Si trattava del necrologio
di Buddy, ma chi poteva averlo scritto? Sembrava autentico,
due pagine battute a macchina, le lettere incise nel foglio, la maggior
parte della punteggiatura era stampata cos forte da forarlo e da lasciare
entrare la luce alla maniera delle grandi vecchie macchine per scrivere.
Era stato scritto parecchio tempo prima.
Esteriormente, cos cominciava, sembrava un pagliaccio, uno
stupido, un incompetente, ma internamente era molto serio, spesso
piangeva dentro. Era orgoglioso della sua capacit di sistemare tutto
quello che era a pezzi. Ancora pi orgoglioso di essere capace di riparare
un cuore a pezzi. In giovent era stato bello e le donne si innamoravano
pazzamente di lui. Non riusciva a resistere, ma era galante e le donne
difficilmente lo dimenticavano. Serv il suo paese nel servizio militare
segreto, trovando la sua strada clandestinamente da un'isola del Pacifico
all'altra, mostrandosi amico degli indigeni, che lo lodarono nelle loro
canzoni e nelle storie. Si dice che lasci molti ricordi d'amore alle sue
spalle su quelle isole e che al suo ritorno fosse accolto da grida di Tesoro!
e Pap! il che lo faceva sorridere. Verr da queste parti solo una volta. Era solito dire...
Continuai a leggere. La grammatica incerta, l'ortografia infantile
(resastere, galente, milatare), tuttavia era serio. Non riconobbi la
persona scomparsa in questione finch non arrivai alla fine, dove era descritto
il paragrafo sull'amicizia e ci che essa significava per lui.
L'amicizia era tutto per lui. Non avrebbe mai voltato le spalle a un
amico. Era generoso fino all'eccesso... il massimo della bont. Non esistevano
sconosciuti per lui, ecco perch nessun nome gli era pi congeniale: Buddy.
.
NOTA: Buddy in americano significa amico. FINE NOTA.
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L'uomo sensibile, dal carattere dolce di questo necrologio a me era
del tutto sconosciuto. Buddy era un mascalzone, era esplosivo e provava
piacere nell'ingannare i suoi amici. E, soprattutto, era vivo.
Tuttavia ne ero affascinato. Se questo necrologio raffigurava l'uomo
che lui stesso credeva di essere, o quello che desiderava essere, non importava.
Ci che pi importava era che in ottima salute lui si fosse seduto
nel suo ufficio dell'Hotel Honolulu e avesse composto questo annuncio
funebre incaricando qualcuno di dattiloscriverlo. Nell'ultima riga si
leggeva: Nessun fiore. Abbigliamento delle Hawaii...
Mi illumin. Una persona deve essere coraggiosa per scrivere l'elogio
funebre e anche se si fosse trattato di uno scherzo, era uno scherzo
fatto bene. Pensavo che avrei fatto lo stesso, come una parodia, scrivendo
l'annuncio funebre temevo che avrei ottenuto, con date sbagliate,
inclusioni errate, ponderate omissioni, solo una versione falsata della mia vita.
Nella mia testa cominciai a immaginare il mio necrologio impreciso.
Ero il viaggiatore scontroso di un libro che era stato un bestseller negli
anni Settanta. Avevo vissuto all'estero. Da alcuni miei libri erano stati
tratti dei film - erano citati i nomi di alcune stelle del cinema. Avevo abbandonato
la mia famiglia per fuggire. Dei trenta libri di vari generi che
avevo scritto, ne erano nominati solo due ed era riportata una delle mie
peggiori recensioni insieme con le peggiori critiche di uno dei miei nemici
che si dichiarava amico mio. Una donna che mi aveva inseguito per
anni mi accus di aver approfittato di lei: Mi ha messo le mani addosso.
Io ero comparso e scomparso. Ero svanito nel Pacifico dove, nella
pi totale oscurit, esaurita la mia vena creativa di scrittore e incapace di
scrivere, stavo gestendo un piccolo hotel.
Questo bilancio mi rese cos malinconico che trascorsi un giorno a
scrivere diverse versioni del mio annuncio funebre, e dopo le facevo a
pezzi; scrivendo epitaffi (Qui giace...) e distruggendoli. Sweetie mi interruppe
mentre scrivevo e mi chiese cosa avessi voluto dire scrivendo
nella relazione di una camera: puzza di piedi... lenzuola che sanno di
formaggio, e cosa stavo facendo?
Niente, dissi. A proposito, quando morir dovrai disperdere le
mie ceneri al largo del North Shore.
Dopo potr trovarmi un altro marito?
Certo.
Stai leggendo la roba di Buddy, disse sbirciando oltre le mie spalle.
Quello che avevo fatto era ancora pi invadente di ci che Sweetie
poteva immaginare, un mucchio di lettere d'amore era legato insieme al
necrologio, scritte per un lungo periodo a Momi, la ex moglie di Buddy,
le prime risalivano a un paio di anni addietro, le pi recenti erano datate
poco prima che Buddy mi assumesse. Erano suppliche appassionate,
descrizioni di attivit giornaliere, in gran parte improbabili, richieste di
aiuto e consigli, promesse,- erano anche le pi tenere dichiarazioni di
amore che avessi mai letto, per la loro sincera ingenuit, tutte scritte a
mano nell'implorante sgraziata grafia triste di Buddy.
Pi confuso  uno scritto, maggiore  la capacit di commuovere, e
queste lettere d'amore di Buddy nel raccoglitore dei casi pendenti erano
la prova evidente di quello che aveva detto il poeta, che l'imperfezione 
il linguaggio dell'arte.
Momi viene mai all'hotel? chiesi.
Sweetie rispose: Lei mucky.
Morta, da dieci anni, il che spiegava il perch Buddy non avesse mai
spedito le lettere, che si erano accumulate nell'archivio dei casi pendenti.
Buddy mi aveva dato l'impressione di possedere una cultura discutibile.
Mi sbagliavo. Non possedeva talento, ma era dotato di una ragione
complessa. Nella sua pena d'amore aveva scoperto l'impulso che sta
alla base di tutta la buona scrittura: ignorare tutto ci che era stato scritto
precedentemente, avendo la padronanza del tempo e, pi di tutto, inventando la verit.
Scrivere il proprio necrologio era un meraviglioso atto di vanit, anche
se la stessa scrittura era piena di stereotipi e frasi sdolcinate. Le lettere
d'amore erano dei classici, le migliori e le pi convincenti a causa
della loro semplicit. Buddy gi sapeva quello che io avrei impiegato anni
per scoprirlo - che la scrittura pu essere un'epistola per i viventi, ma
molto spesso le cose che scriviamo, credendo che abbiano un valore, sono lettere per i defunti.
...
.
...
Sesso, di terza mano.
...
.
...
Guardare furtivamente la posta della gente, mi dicevo, faceva parte del
mio lavoro, della mia vita esploratrice da scrittore. Tuttavia, dopo aver
abbandonato la scrittura, alle Hawaii avvertivo un'esigenza ancora maggiore
di frugare nella corrispondenza degli altri. Gli archivi del mio capo
custodivano veri tesori - il suo stesso mendace necrologio e le lettere
d'amore che lui continuava a scrivere alla prima moglie anche se erano
passati anni dalla sua morte. Era semplicemente per solitudine o si trattava
di una forma alquanto singolare di espiazione? L'unico rimorso che
avevo - il mio rimorso perenne - era quello che mi sarei ritrovato a interessarmi
dei fatti altrui e a vedere vivere la mia vita in terza persona,
l'esasperata distanza dello scrittore dal mondo reale.
Cos per non mettere in imbarazzo Buddy o me stesso, presi l'intero
scrigno di Buddy, contenente le carte personali che avevo letto e i documenti
d'ufficio che avevo spostato e glieli consegnai personalmente a casa sua nel
North Shore. Fui indirizzato sul lanai dal suo imponente fratello, Buia.
Buddy era disteso a testa in gi, regale, su di un tavolo da massaggio
e si lasciava frizionare con una sostanza che sembrava polvere bianca di
ghiaia da un'isolana in bikini bagnato e guantoni gocciolanti. Camminava
a piedi nudi, in punta di piedi, in un silenzio decoroso e perfino il minuscolo
nodo del suo costume da bagno mi sembr delicato, quasi un invito
a essere slacciato. Buddy osservava cotto e glassato, come un'enorme dolce ricoperto di zucchero.
Questa  Mariko. E per met giapponese e per met popolo, disse Buddy. Ogni sette di dicembre lei avverte un impulso irrefrenabile di bombardare Pearl... Bailey.
Non  vero, disse Mariko con la voce stridula, civettuola tipica delle ragazze del luogo che mi dava tanto ai nervi.
Massaggio di sali, spieg. Lei  un altro strumento della mia lussuria.
Lei abbozz un sorriso e continu a ricoprirlo di sale.
Riconosci questo tavolo? Sicuramente ne ha viste di battaglie.
Non mostr nessun interesse per i fogli che gli avevo portato.
Se veramente mi fosse importato di quella roba, credi che l'avrei lasciata in hotel per farla leggere da tutti?
Questo mi sembr il suo modo di dirmi che sapeva cosa avevo fatto.
Ora ero dispiaciuto di non aver letto l'intero mucchio di lettere per studiare la loro fantasia e inventiva.
Buttale.
Aveva dimenticato i racconti inutili che aveva messo nell'archivio?
Solo uno scrittore come me poteva esserne cos preoccupato, e io ero forse pi ossessionato dal fatto di non essere capace di scrivere. Quindi ero diventato un ascoltatore pi attento e uno spione - niele, come dicevano gli hawaiani. Ficcanaso.
Ora la ragazza se ne stava in disparte e un ragazzo lavava via con il
sifone i residui di sale appiccicato, spruzzando l'acqua sulla pelle di
Buddy. Poltiglie e granelli di sale e acqua schizzavano sul pavimento del
lanai ricoperto da piastrelle azzurre.
Cos ero prima, disse Buddy, alzandosi sembrava rosa e pelato.
Sono squamato.
Finito, disse la ragazza. Ora del massaggio.
Questa  la parte che preferisco, disse Buddy. Mani di hula.
In quel momento ebbi la vivida visione di un uomo della sua et
con indosso un impermeabile inzuppato che si precipitava con le
scarpe bagnate gi per la Strand in un buio pomeriggio invernale per
unirsi a un gruppo di persone bagnate che si affollavano all'ingresso
della metropolitana permeata di odori di giornali molli, e tutto per
cominciare l'opprimente viaggio di ritorno nelle loro umide case. Dopo
la visione pass. Mi rese pi attento a Buddy, che aveva avvolto il
suo asciugamano come un pareo e stava entrando in casa seguito dalla graziosa ragazza.
Il giovane con il tubo disse: Buddy ha nominato l'hotel. Hai rapporti
con l'Hotel Honolulu? Sorrise. Al di l dei suoi occhi stava accadendo
qualcosa, un ricordo si affacciava e li stava velando.
La maggior parte della gente che avevo conosciuto all'hotel, sia indigeni
che turisti, essenzialmente non erano addomesticati. Odiavano le
domande, perch una domanda implica una risposta che li avrebbe costretti
a pensare, di solito il processo del pensiero li sconvolgeva inducendoli
a produrre nient'altro che un grugnito. Mi abituai a ricevere dei
silenzi al posto delle risposte, o a parlare cos lentamente come per non
avere significato. Quest'uomo mi sorprese dicendomi qualcosa.
Perch io ascolto solo cose divertenti su quel posto, amico.
Io lavoro l. Non avevo voglia di incoraggiarlo sembrando troppo
interessato, sebbene fossi rimasto colpito dal suo uso della parola divertente.
Ma non  mai accaduto nulla all'Hotel Honolulu.
Si guard intorno, la testa di un uccello prudente che si gira spontaneamente poco prima di beccare; disse: Ti va di fumare uno grosso?
Passo.
Lasciando cadere lo spruzzatore che aveva usato per lavare via il sale da Buddy, mi si avvicin e accese un grosso spinello. Lo succhi e boccheggiando disse: Quel posto  uno sballo.
Sorrisi di nuovo. Divertente? Sballo? Mi chiedevo cosa sapesse sul vecchio, squallido hotel che si trovava su una traversa di Waikiki in cui lavoravo. Doveva aver letto il dubbio sul mio volto. Si caric.
C' questo surfista, Cody, un tipo pazzesco. Cavalca le onde giganti a Waimea,  arrivato ottavo nell'Eddie Aikau. Allora, stava bevendo al Bar Paradiso.
Il Paradise Lost.
Comunque si chiami. Possedeva la battuta stupida, balbettante di qualcuno a cui  stato fritto il cervello da sostanze chimiche - sovraeccitato e i circuiti saltati che lo facevano sorridere o essere fuori sintonia per nessuna ragione ovvia. Lui  nel bar e una donna gli offre un biglietto da mille dollari per salire e trombarla.
Fammi capire, dissi, perch un elemento della storia mi suonava familiare. A questo surfista  stato offerto del denaro per dormire con una donna all'hotel?
S, rispose ansiosamente, ribadendo quello che aveva appena detto.
Si affaccia al bar, sta bevendo e una donna gli si avvicina e gli offre un drink. Lei  una qualsiasi turista, una pupa proveniente dal continente, giusto? Con un corpo mozzafiato.  il suo compleanno. Gli dice che  sola e vorrebbe un regalo di compleanno veramente speciale. Tipo? chiede Cody. Tipo te.
Mostrandosi esitante, offuscando la sua mimica, provando le due voci, soffermandosi troppo a lungo, aspirando lo spinello, mi inform che Cody aveva chiesto mille dollari e che la donna era scoppiata a ridere e aveva detto: Seguimi.
Indossava un impermeabile leggero, abbottonato fino al collo, che non era inopportuno in quanto una pioggerella era caduta su Waikiki.
Quando Cody aveva esitato la giovane donna aveva sbottonato un paio di bottoni e gli aveva mostrato la lingerie che indossava sotto, nient'altro.
Questa visione aveva eccitato Cody.
Allora c'era questa incredibile suite da luna di miele, con un enorme specchio sul soffitto.
Feci un cenno con il capo, perch l non esisteva una suite cos.
La donna si toglie l'impermeabile e rimane con solo un modellino intimo della Victoria Secret. Gli consegna una Polaroid e gli dice: Tu sei il fotografo.
Qual era lo scopo della Polaroid?
Le pupe come lei le adorano. Le collezionano. Ma Cody stava quasi sorridendo. Cos lei inserisce la videocassetta porno nel videoregistratore per eccitarlo.
Io non volevo rovinargli il suo bel racconto contestandogli il fatto che non vi era nessun videoregistratore nella camera.
La bambola del filmato porno indossava un collare da cane e faceva la parte del cane. Cos fa questa con Cody, gli mette il collare e d a Cody un guinzaglio da portare. Gli mostra il piercing che ha sulla lingua e gli salta addosso.
Cosa accadde alla Polaroid?
Polaroid, guinzaglio, collare, film porno, specchio, piercing - dettagli precisi ma la disposizione era vaga. Non mi sent.
Lei dice: Io sono il tuo cagnolino. Io sono la tua schiava.
Dissi: Che razza di regalo di compleanno  mai questo?
Skeevy, disse leccandosi i denti. Ordinano dal servizio in camera. Sono nella Jacuzzi. Quando arriva il pranzo, loro: Ehi, entra con noi! alla pupa del servizio in camera.
No, neanche la Jacuzzi era vera e riguardo al cameriere, l'unico di notte sarebbe stato il claudicante di mezza et assunto stagionalmente,
Charlie Wilnice o Ben Fishlow.
Lei entra con loro! Si fanno un paio di spinelli e piuttosto velocemente le due belle si divorano l'una con l'altra sul pavimento mentre Cody le controlla da vicino stringendosi il coso.
Lui pensava di avermi impressionato, scoppiai a ridere fragorosamente, ma pi che altro per il linguaggio che usava. La mia risata era contagiosa, cos scoppi a ridere pure lui e continu.
Entra il marito. Vede quello che sta succedendo e scoppia una terribile lite. Cody gli molla un pugno. Il marito  ricoperto di sangue.  disteso esattamente l. Le donne sono talmente eccitate dal litigio che desiderano pi azione. Entrambe si avvicinano a Cody e lui gli salta addosso.
A loro piace da impazzire. Si stanno leccando i loro volti reciprocamente e scattando delle Polaroid. Cody si allontana con i mille dollari.
Ora d una lunga, sibilante tirata allo spinello e si succhia i denti come se si volesse riempire i polmoni con il fumo.
Te lo ha raccontato Cody?
Lo ha detto a TJ. TJ  un amico di Dean. Dean lo ha detto a me.
Cosa  successo al marito? E la ragazza del servizio in camera?
Non lo so. Probabilmente se la sono goduta.
E il sangue?
Non chiederlo a me. Ehi, sei tu quello che lavora l.
Per tutte le invenzioni e le falsit e le menzogne belle e buone, la sua storia sembrava pi vera di quella di cui ero stato testimone, perch nulla  pi autentico della fantasia. Un piccolo grido proveniente dall'interno della casa indic che la fantasia di Buddy era terminata.
...
.
...
La profezia di Hobart il Terribile.
...
.
...
Uno degli aspetti pi gradevoli del mestiere dell'albergatore a Honolulu,
secondo me, era quello di assegnare segretamente nomi ai nostri
clienti - ma solo quelli pi stravaganti, pi impossibili, pi vivaci.
Chewy, Dilbert, Pac-Man, Samurai, e uno che aveva il naso
sempre gocciolante Hana Bata (moccio). In questo modo riuscivamo
a ricordarli pi facilmente. Io detti il mio contributo con Sig.
Prufrock, Bunbury, Sig. Alfred Uruguay e Pinfold. Notavo
che il mio personale sapeva essere rispettoso, fantasioso e spiritoso;
sentivo di ricevere il loro consenso quando uno dei nomi da me suggeriti
veniva approvato. Assegnare dei nomi a questa gente riusciva a
soddisfare il mio bisogno di romanzare a tutti i costi quello che percepivo
in questo mio nuovo mondo. Non persero mai i loro nomi. Se
qualcuno diceva Crazy Al ritorner la prossima settimana noi tutti
capivamo chi dovevamo aspettarci. Un cliente che aveva l'abitudine di
fare delle predizioni disastrose si era aggiudicato il nome di Hobart il Terribile.
La gente apparentemente pi disponibile, cortese,  spesso la pi indiscreta,
la pi importuna e manipolatrice. Hobart il Terribile, qui per le
sue due settimane annuali, era un tipo del genere e anche peggio. Era un
uomo grande e grosso, scuro, con la faccia da cavallo che sembrava sempre
a disagio - troppi vestiti, troppo caldo, aveva bisogno di radersi, capelli
arruffati e spettinati. Vedendo Rose per la prima volta, mi disse:
Stia molto attento. Una bimba cos  sempre in pericolo. Viviamo in un mondo che rovina i giovani.
Sembrava rappresentare la tendenza attuale di fare delle profezie in
pubblico. La maggior parte delle notizie del giorno finiva nella categoria
delle divinazioni - l'andamento dell'economia, l'eventuale destino di un
personaggio famoso, i pronostici per la sorte di una squadra, le prospettive
per un Paese, una moda non ancora rivelata. Esiste qualcos'altro che
fa dannare pi di queste indiscutibili, incontrollabili dichiarazioni? Esistono
cronisti sempre a caccia di notizie che scrivono su quello che accade,
ma nulla  pi aggiornato della previsione di ci che sta per accadere
- la notizia pi attuale  la profezia. Hobart il Terribile, il cui nome
implica qualcuno che ha il dono delle previsioni, faceva sempre tali anticipazioni,
ma in modo cos sadico, come se volesse distruggerci. E solo lui aveva la parola. Quello di cui la gente non si rende conto era solito
cominciare e concludeva sempre con: Pochissima gente lo sa. Erano
sempre cattive notizie - la profezia  sempre pessimista, una specie di
ostile presunzione nei confronti della miseria. Lui diceva spesso: Viviamo
in un'epoca spietata.
Il Terribile mi aveva offeso preannunciando una disgrazia per Rose.
Affermava di farmi un favore. Di solito si concentrava su problemi pi
ampi. Un giorno mi sorprese dicendo: L'intero Pacifico ha esaurito le
risorse ittiche. Le quotazioni del mercato sono scese paurosamente. La
gente non comprende che gli squali non hanno nulla da mangiare.  ovvio
che cominceranno a nutrirsi di nuotatori.
Se avesse accennato anche un minimo sorriso, sarebbe passato per
umorismo nero. Invece no, lui era serio.
E anche i deflussi superficiali delle acque grigiastre, disse. I pesticidi
dei campi di golf stanno lisciviando nel livello acquifero. Pochissime
persone sanno che la scarsit di piogge sta gi creando condizioni
di siccit e minacciando l'ecosistema. Acqua non potabile. Razionare. Il
versare sostanze tossiche sta distruggendo le scogliere. Prova a
screpolarti una caviglia in uno scoglio e sar morte sicura.
Diminuzione dell'ozono, ciguatera nel sashimi, leptospirosi dalle
urine dei ratti nell'Aia Wai Canal, inondazioni previste, sindrome alcolica
fetale, i sintomi del lupus e dell'osteoporosi e del linfoma, la frequenza
dei rifiuti versati in mare aperto dalle navi da crociera - lui sapeva tutto.
E conosceva la terminologia medica. Un cliente annunci al bar del
Paradise Lost che aveva semplicemente urinato rosso. Aveva mangiato
delle barbabietole a cena, ma Hobart il Terribile diagnostic: Carcinoma renale.
Un pensionante che rimase con noi per fare delle immersioni -
Scooby-Doo di San Louis - si tagli la gamba con dei coralli.
Anche se te lo fai controllare  sicuro che c' l'infezione. Tu perderai la gamba.
Scooby lo fiss e dopo averlo maledetto corse zoppicando afferrandosi la gamba.
Fluorescenze prolifere, disse il Terribile. Che era un'altra cosa.
Stranamente era solito adoperare termini poetici per le previsioni disastrose.
Un cocktail di veleni, un'insalata di verdure in decomposizione,
un trofeo di scarichi. Un altro era frutta strana.
E ancora il suo ritornello era: Viviamo in un'epoca crudele.
Mi angusti quando concentr la sua attenzione su Rose. Avrei voluto
toglierlo di mezzo. Non mi preoccupavano le sue ciance ma un
qualcosa di diabolico che aveva oscurato i suoi occhi quando aveva guardato
mia figlia, e io notai che anche lei avvert quell'oscurit come un cattivo odore.
Cosa vuole quel signore? strill, dopo tacque.
A quell'osservazione lui trasal, non era abituato a essere sfidato da
qualcuno. La piccola taglia di Rose sembrava renderlo furioso. Non era
mai cos infuriato o animato se non quando si trovava tra gente debole o
semplice, perch lui era un bullo. Hobart il Terribile era un nemico del
perdente. Se assisteva a una squadra di football lottare per vincere in TV
diceva: Perderanno. Adorava i telegiornali internazionali per tutti i disastri
che riportavano. Terremoti. Cicloni. Incendi. Massacri. Pesti. Era
ben informato sugli orrori del Ruanda e dell'Etiopia e di Chernobyl. Conosceva
i numeri delle vittime.
Avevo predetto tutto.
Anni prima aveva richiamato l'attenzione sul legname che aveva
riempito i fiumi di fango provocando una terribile inondazione.
La stupidit della gente l'aveva condotta alle malattie e alla guerra.
Lui aveva previsto tutto, in pochi lo avevano ascoltato.
Le pi grandi religioni del mondo erano corrotte, disse: Il Vaticano
possiede la pi grande collezione di materiale pornografico del mondo.
Gallerie collegavano i conventi con i monasteri, gli scantinati delle
monache erano usati per fare le orge. Alcune sue storie predicevano l'esumazione
di migliaia di feti soppressi che erano stati sepolti lungo i
conventi. I politici erano degli imbroglioni, la polizia disonesta, i commessi
tutti ladri, i camerieri sputavano nelle minestre prima di servirle,
le cameriere erano delle puttane, i sindacati erano gestiti dalla mafia, la
mafia era gestita dal Vaticano, il Vaticano dai Massoni - tutti i loro
assassini finanziati dal mercato della droga. Tutto questo si sarebbe rivelato in un immediato futuro.
Viviamo in un'epoca crudele.
Se in maniera abbastanza incauta si fosse detto: Che splendida
giornata, lui sarebbe andato in escandescenze e avrebbe detto: Lo credi davvero?
Sei mai stato nel Michigan? diceva. Ci sono delle strane puzze
nel Michigan. La Chevron ha avuto un versamento, lo hanno ammesso,
ma ci sono altre puzze. Nessuno sa quali siano ma io so che sono
terribili.
Parl di particelle di polvere nell'aria perfino alle Hawaii, di acqua
inquinata, di alimenti trattati, di agenti cancerogeni nel burro di arachide,
di escrementi di topi nell'Happy Meals che mi aveva visto portare a casa per Rose.
Dopo il mio primo incontro con lui, domandai a Buddy Hamstra chi
fosse. Buddy rispose: E uno a cui manca una rotella, e rise. Non l'ascoltare!
L'uomo era inoffensivo. Soggiornava all'Hotel Honolulu per
due settimane ogni inverno. Era nato in qualche luogo del Midwest da
genitori attempati e aveva avuto la poliomielite da bambino. Non si
aspettava di vivere. La sua guarigione era stata lenta e, costretto a letto,
aveva ricevuto la sua istruzione a casa, da quella gente anziana e sempre
di cattivo umore. Per i primi diciassette anni non lasci la casa. I suoi genitori
morirono mentre era ancora obbligato a stare in casa. Gli venne
diagnosticata una depressione clinica. Rifiut tutte le cure. Controindicazioni!
Anche se fu colpito da una grave perdita di peso, danni epatici, emicranie.
Nulla di tutto ci lo ferm dal profetizzare un futuro catastrofico a
chiunque lo avesse ascoltato - incendio doloso e lesioni e rovine. Tempi
crudeli. Incomprensibilmente nessuno gli dava retta. Io per primo
gli avevo dato il nome di Dottor Licantropo e, dopo, quello di Hobart il Terribile.
Nulla lo avrebbe convinto a curarsi. Rose lo temeva e Sweetie rideva appena, nervosamente, e cambiava strada.
A meno che un cliente non rappresentasse una turbativa all'ordine
pubblico, bisognava tollerare la sua eccentricit. Non potevo sbatterlo
fuori per le sue ridicole predizioni, n per il modo in cui si vestiva,
sebbene trovassi fastidiose entrambe le cose. Indossava camicie
scure a manica lunga, pantaloni di lana pesante e dei calzini lisi con i sandali.
Era tutto arruffato, sudava. Perch veniva alle Hawaii?
Finch dura, diceva Hobart il Terribile. Un po' pi di effetto serra
e un brutto temporale e l'intera Whyee non esister pi.
Noi scoppiavamo a ridere e alla fine part. Ma ricordate quell'uomo
Scooby-Doo, che aveva battuto lo stinco sulla scogliera? Ci rimise la gamba.
...
.
...
Il portachiavi.
...
.
...
Ci sono cercametalli a forma di aratro che i vecchietti sulle spiagge adoperano
per recuperare i gioielli e le monete smarriti nella sabbia - di
quelli che chiunque vorrebbe possedere, che sembrano cos semplici eppure
sono cos lucrosi, quasi una forma di agricoltura avanzata, disse
Hobart il Terribile, che mi narr questa storia - be', l'uomo in questione
ne possedeva uno. Veniva verso la spiaggia di Ala Moana, dove l'acqua
 calma grazie alla scogliera. Era Glen Cornelius, di San Louis, commesso
di un negozio di scarpe, al suo secondo giorno alle Hawaii. Era il sub che noi chiamavamo Scooby-Doo.
Mi  caduto il portachiavi nell'acqua, disse un ragazzino avvicinandosi a lui.
Glen guard gi lanciando un'occhiata furtiva al ragazzo abbronzatissimo, che era pressappoco della stessa et di suo figlio Brett di nove anni.
Questo aggeggio non funziona in acqua, disse Glen con il cercametalli in mano.
Tu hai maschera e pinne.
Il ragazzino era molto attento: la maschera e le pinne si trovavano
nello zaino da sommozzatore di Glen; lo zaino, essendo fatto di una rete
robusta in modo da potersi asciugare rapidamente, rendeva pinne e
maschera visibili ma non evidenti nella reticella sporgente.
 un portachiavi rosso a catenella, disse il ragazzino.
Glen aveva trovato le solite cianfrusaglie con il suo cercametalli -
bottoni, monete straniere, chiodi arrugginiti - ma sperava ancora. Aveva
acquistato il cercametalli a San Louis. Era nuovo e funzionava perfettamente
emettendo un fischio quando il metallo insabbiato era nei paraggi.
Avrebbe potuto trovare dell'oro. Alice, sua moglie, aveva portato Brett a
vedere un film sui dinosauri. Lui aveva il pomeriggio libero per andare a
caccia di tesori e forse per riuscire a farsi anche una nuotata pi tardi.
Stavo nuotando, spieg il ragazzo, e ho allungato la mano nella
tasca per prendere i tappi per le orecchie, ho tirato fuori il portachiavi e l'ho fatto andar gi.
Glen volle pensare che se Brett avesse chiesto a uno straniero di aiutarlo,
lo straniero gli avrebbe fatto il favore specie se si fosse trattato di
una cosa cos seria quanto un mazzo di chiavi. Cos disse al ragazzo di
sorvegliare il suo cercametalli e l'auricolare, si infil la maschera e le pinne
e nuot fuori dalla scogliera dove si vedeva una grossa sporgenza simile
alla pinna di uno squalo che il ragazzo aveva indicato.
L'acqua del mare batteva contro la scogliera, che attenuava e alterava
la luce. La stessa scogliera, ora piatta all'estremit e sottile come
roccia completamente snocciolata, era ricoperta da alghe ammucchiate
simili a pellicce di topo. Glen si immerse profondamente per ben
tre volte senza riuscire a vedere nulla, neanche il fondo. Dei gialli rami
corallini lo spinsero ad andare pi avanti a causa della loro forma
singolare, niente a che fare con le chiavi, ma quando si avvicin scorse
la cosetta sotto quel grappolo di rami simili a corna di cervo. Si immerse
- il portachiavi a catenella si era posato sulla ramificazione - e
dopo pochi tentativi riusc a strappare quei rametti. Ormai senza fiato
si dimen per raggiungere la superficie spingendo con le braccia,
calciando, e tra un calcio e l'altro avvert un'improvvisa stretta contro
lo stinco. Nuotando per ritornare in spiaggia si accorse di essersi tagliato
ma sorrise scioccamente verso qualcos'altro. Non c'erano chiavi sulla catenella.
Avevo detto che era un portachiavi, non che c'erano delle chiavi.
Il ragazzo parlava con uno sdegno pedante, monotono, seccato come se
fosse stato ingiustamente contraddetto da uno stupido adulto.
Dov' il mio cercametalli?
Lo ha preso suo fratello.
Cosa? Non ho nessun fratello, disse Glen e subito dopo url un'oscenit.
Era ancora furibondo, borbottando imprecazioni, quando pi tardi
incontr Alice, ma lei lo rassicur dicendogli che aveva fatto la cosa giusta.
Aveva volontariamente aiutato il ragazzo. Non era colpa di quest'ultimo
se qualche delinquente gli aveva rubato il cercametalli. La polizia
ascolt con molta comprensione ma non garant molte speranze per il recupero
del suo bene rubato. Ribadirono quello che aveva detto Alice:
poteva andare peggio. E invece di sfidarli Glen trov una logica in tutto questo. S, poteva andare peggio.
L'insulso portachiavi era proprio come quello di Brett, uno di quei dinosauri di McDonald's.
 un velociraptor, pap! disse Brett. Un altro giovane pedante.
Entro pochi giorni, il taglio sullo stinco di Glenn si infett. Ma non
faceva male. Sento solo un piccolo formicolio. Si mise il Neosporin
che aveva portato da casa. Era un altro aspetto delle Hawaii. Lo stesso
tubetto di Neosporin qui gli sarebbe costato almeno due volte di pi.
Entro una settimana la sua ferita aveva assunto l'aspetto di un frutto
marcito ed era sopraggiunta la febbre.
La febbre diminu dopo la somministrazione di un'aspirina, ma la
parte inferiore della sua gamba era molto gonfia.
Qui non sono coperto dalla mia assicurazione medica, rispose a
sua moglie quando lei gli consigli di farsi visitare da un medico.
La sua gamba peggiorava sempre pi. Riusciva a stento a camminare.
La temperatura sal di nuovo. Riluttante si rec all'ospedale, temendo
la spesa e gli fu chiesto se era allergico a un tipo qualsiasi di antibiotico.
Rispose di no e gli fu prescritto un sovradosaggio di antibiotici che
gli procur nausea e capogiri e, in seguito a una eruzione cutanea, rese
la sua pelle accapponata provocandogli delle piaghe enormi per tutto il
corpo. Gli furono applicati altri trattamenti diversi - essendo sotto l'effetto
dei sedativi lui non era molto cosciente; Alice ne era responsabile
ora - ma l'infezione alla gamba peggior e il suo piede divent color porpora
a causa della cancrena. Giaceva disteso nel letto dell'ospedale come
se fosse stato in una trappola, assistendo a una sequenza di decisioni
improvvise. Sei fortunato a essere vivo.
Un mese dopo - la vacanza dal paio di settimane in origine era diventata
di sei - ritorn a San Louis. Era uno di quei viaggiatori sulla sedia
a rotelle che salivano per primi sull'aereo e scendevano per ultimi e
che spesso bloccavano il passaggio. Sull'aereo not che Brett non portava
pi il suo portachiavi appeso al gancio della cintura. Glen non ebbe
il coraggio di chiedere a suo figlio se l'avesse perso e in tal caso quanto gliene importasse.
Il suo direttore del negozio di scarpe fu molto comprensivo:  semplicemente
sfortuna. E sembrando voler consolare Glen afferm l'ovviet
- che un commesso di un negozio di scarpe era sempre in piedi o
inginocchiato quando faceva misurare le scarpe. Glen aveva quarantanni.
Aveva un figlio molto giovane. Il direttore continu a dire che avrebbe
potuto prendersi un permesso per assentarsi ma che non sarebbe stato
pagato. Forse potrai far domanda per ottenere il sussidio riservato ai
lavoratori disabili. Glen disse che si sarebbe messo una protesi che virtualmente
avrebbe fatto le veci di una nuova gamba. Allora il capo ricord
a Glen che il negozio vendeva principalmente scarpe sportive.
Una gamba di legno manderebbe un messaggio sbagliato.
Quando Glen si anim andando in collera, l'uomo fu pronto a scusarsi,
ma tornato a casa l'espressione gamba di legno continuava a invadere
i suoi pensieri, si sentiva offeso. E la nuova gamba non era per
niente di legno, ma di plastica e metallo. E perfino piegata con una scarpa
nuova all'estremit. La prov usando le stampelle.
Ora arriva il pirata Long John Silver! dicevano i suoi amici.
Prenditi un pappagallo! Arrgh, Jim, figliolo mio!
Glen sapeva che non avevano intenzione di ferirlo con la loro ironia.
Volevano sdrammatizzare. Gli avevano raccontato tutte le pi inimmaginabili
barzellette sulla gamba di legno. Erano convinti che se gli avessero
fatto degli scherzi stupidi sulla sua invalidit lo avrebbero incoraggiato
a fare altrettanto. Ma Glen tornava a casa e piangeva. Non voleva
ritornare a lavorare. Perfino Alice non riusciva a sollevargli il morale, ma
anche lei minimizzava. Vedendo le sue lacrime disse: Sei solo dispiaciuto
per te il che era vero, ma allora? Nessun altro sembrava preoccuparsene.
Perch tutti sembravano pensare che quelle prese in giro brutali
fossero un rimedio per una simile perdita?
Io sono troppo vecchio per imparare a camminare, disse Glen in tono di sfida.
Bene, se non altro non sono storpia, disse Alice ferendolo nuovamente.
Riprese il suo vecchio lavoro di segretaria in un ufficio legale,
l'impiego che aveva lasciato per allevare Brett. Ora Glen che era a casa si sarebbe occupato di lui.
Brett si lament con sua madre perch Glen lo picchiava. Glen lo
ammise. Brett era egoista, frivolo e ingrato, come quell'orrendo ragazzino
di Honolulu che aveva preteso che Glen rischiasse la vita per recuperare il suo portachiavi.
Sembrando temere Glen a causa della sua depressione e della sua
frivolezza, Alice rimaneva lontana da lui quasi tutto il giorno,
chiamandolo solo per parlare con Brett. Mamma, non pu staccare dal lavoro,
dolcezza. Svilupp un'altra vita lontano da casa, non solo il suo lavoro
allo studio legale, dove tutti la stimavano, ma furono i suoi piccoli investimenti
nel mercato azionario a essere apprezzati; l'uomo che le dava
consigli sui suoi investimenti, un giovane assistente legale, divent il suo amante.
Glen fu invaso dalla delusione che la gamba di plastica e metallo fissata
al suo arto fosse l'unica parte del suo corpo a lavorare; quel che rimaneva
di lui era inutile. Era molto irritato, e la perdita della sua gamba
era legata alla perdita della sua potenza. Gli doleva la testa, la gamba gli
procurava dolore e lui non poteva uscire per comprare qualcosa. Voleva
picchiare sua moglie, ma anche picchiare solo il figlio l'avrebbe fatta soffrire
ugualmente. Un giorno riusc a far male a Brett - procurandogli
un'emorragia al naso - e quella notte Alice and via di casa Per il bene
di Brett e gli fece una denuncia con un ordine di arresto provvisorio.
Accadde tutto cos rapidamente che Glen rimase impressionato dal modo
in cui Alice lo aveva organizzato. Ma in seguito scopr che lei viveva
con Milton, l'assistente legale e la disprezz. Fu lei a dirgli quello che aveva fatto.
Non esisteva niente di peggio, un insulto pi demoralizzante di
qualcuno che gli raccontasse la verit. Glen Cornelius si domandava se
si sarebbe mai ammazzato. Si dette all'alcol, invece, e il suo bere l'aiutava,
ma sapeva che la sua vita su questo mondo crudele era finita.
Sono tante le storie come questa, diceva Hobart il Terribile, molta gente non lo sa.
...
.
...
Madam Ma.
...
.
...
Ma ma ma ma ma ma ma ma ma ma, dicono i cinesi come se balbettassero,
e se l'inflessione e il tono di ogni ma vengono pronunciati correttamente,
il significato di questa apparente ripetizione :  la madre che
rimprovera i cavalli o sono i cavalli a rimproverare la madre?
Spesso mi ripetevo questa frase nella testa quando incontravo Madam
Ma che rimproverava i cavalli e tutti gli altri. Disapprovava la presenza
di Rose e cos io ero pi intimo con Madam Ma di quanto lo desiderassi.
La donna risiedeva nell'hotel e i residenti erano perlopi degli
scocciatori, quasi membri di un'infelice famiglia, non contribuivano a
nulla se non al disaccordo, pretendendo sempre dei trattamenti speciali e incolpando sempre i familiari.
Non avevo bisogno che questa donna mi facesse notare che mia figlia
era una scimmia. Io adoravo Rose per le sue buffonerie. Sapevo che
era una scimmia per il modo in cui agganciava le dita alla sedia e contorcendosi
tutta proprio come fanno le scimmie vi si inginocchiava sopra
invece di sedersi. Si allungava per prendere una candela e afferrava la
fiamma con un pizzico delle sue ditone da scimmia. Ma lei non era solo
una scimmia. Una volta disse: Perch il fuoco della candela va sempre
verso l'alto e mai verso il basso? e rimase in attesa di una risposta.
Non giocare con quella cosa! disse Madam Ma il giorno della candela
in questione, e l'anziana signora allarm Rose con la sua perfida maschera
bianca storcendo le labbra per rimproverarla. Il suo volto sembrava
il ritratto ufficiale della poetessa Edith Sitwell, ma quando lo accennai
ai miei dipendenti questi sgranarono gli occhi. Rose inciamp e
cadde sul pavimento per essere stata spaventata da Madam Ma, che disse:
Ben ti sta! con una voce severa carica di malignit mentre la mia figlioletta singhiozzava.
Madam Ma era tra i peggiori critici di Rose e anche il rumore pi
insignificante prodotto dalla bambina aveva il potere di rendere la vecchia
signora espressivamente rigida e silenziosa. Giudicava la bimba con
il suo volto di disapprovazione e i suoi occhi scuri come tuberi. Madam
Ma sbuff in maniera teatrale e altezzosa. Lei era una haole, era stata
sposata con un cinese di nome Ma; aveva una rubrica tutta sua sull'Honolulu Advertiser.
 una pupule, ma pur sempre una cliente, diceva Sweetie. Non le
importava che fosse una cliente pazza, mia moglie conosceva bene il protocollo:
Madam Ma alloggiava nella stanza 504 da svariati anni molto
prima di me. Ma il cinese l'aveva lasciata da tanto tempo. Aveva un figlio
hapa, Chip, che lei adorava e nominava spesso nel suo articolo di cronaca
rosa, insieme alle promozioni, alle millanterie e ai consigli pratici e ai
riferimenti di inaugurazioni di ristoranti e avvistamenti di celebrit. Scriveva
continuamente articoli di cucina ma non sapeva cucinare. Presenziava
a tutti i party, conosceva i nomi di tutti, rappresentava una miniera
di informazioni sulla storia dell'isola del dopoguerra, e la storia era principalmente scandalistica.
La fotografia di Madam Ma all'estremit della sua rubrica ritraeva
una donna attraente, perfino affascinante, sulla quarantina, sebbene in
realt fosse sulla sessantina. Nella stessa rubrica lei era una donna con i
piedi ben saldi per terra, guidata dalla saggezza popolare di sua nonna
irlandese, una kama'aina, che era una fonte di buon senso del vecchio
Paese. Si poteva sempre contare su Chip per una nota di astuzia. Era un
ragazzo adorabile, eternamente quindicenne nei suoi articoli, ma io sapevo
per certo che ne aveva quarantuno ed era pigro e piuttosto malridotto
per il bere e che il suo amante era Amo Ferretti, un uomo pi
grande che si guadagnava da vivere facendo il fiorista. Ferretti era portoghese
e aveva moglie e figli a Kailua. Spesso Madam Ma invitava suo
figlio e il suo amante su all'hotel per il brunch della domenica. Fu proprio
a uno di questi brunch che lei sbuff con piacere nel vedere precipitare Rose.
Non avrei mai voluto una figlia, disse rivolta a Chip. Come avrei
potuto farti questo, mio caro?.
Apparteneva a quella categoria di persone che invece di girare le
spalle, provava un immenso piacere nell'occuparsi di cose problematiche,
per il semplice gusto di creare un'ulteriore confusione. Il suo scopo
era il desiderio perverso di dimostrare quanto invece pi felice e pi metodica
fosse la sua vita. All'Hotel Honolulu notai quanta gente strana si
accompagnava a gente ancora pi strana per dimostrare dal contrasto quanto fosse normale.
Avevo voglia di dire a Madam Ma: Non si preoccupi! La lasci stare!
La guardi, diceva Madam Ma. Non  tremenda?
Perch se ne curava tanto? Se ne stava da regina con Chip alla sua
destra e Amo Ferretti alla sua sinistra, entrambi gli uomini flirtavano in
maniera evidente davanti a lei mentre lei fingeva di non notarli e di accarezzare
il gatto. Trey correva avanti e indietro con una bottiglia ghiacciata, riempiendole il bicchiere di vino.
Rose non aveva ancora smesso di urlare per la sua caduta. Sweetie la
prese con s e la confort. Poco dopo, Rose era seduta qualche tavolo
pi avanti, e mentre mangiava con le mani blocc le dita del piede intorno
alle gambe della sedia rimanendo in bilico.
Madam Ma lanci a Rose un maligno sorriso di superiorit e disse: Le
sue mani sono sempre sporche. Anche i piedi. Non indossa mai le scarpe.
Rose premette le punte nerastre delle sue dita ripetendo in modo pappagallesco la mia spiegazione.
Perch l'aria sollevandosi fa aumentare la fiamma nutrendola di ossigeno.
L'ossigeno  un gas.
Guardi sta sanguinando, disse Madam Ma.
Rose scoppi a ridere. Salsa piccante messicana della Bell!
 combattativa e dispeettosa, disse Madam Ma, incurante del suo
malapropismo. E disgustosamente viziata. Fa di tutto per attirare l'attenzione.
E guardi quel suo orrendo animaletto.
Rose afferr il gatto di sua nonna e mise il broncio.
Il trucco pesante rendeva il viso di Madam Ma una maschera scheggiata
e avvilita di imperatrice decadente. Probabilmente affascinata dalla
carnagione della donna, Rose disse: Di cosa  fatta la gente?
Come dovrei saperlo? rispose Madam Ma facendo una voce squillante
e strizzando gli occhi a Chip per far notare che considerava assurda
la domanda. Ma le ragazzine sono fatte di topi e di serpenti e code di cuccioli di cane.
Cos sono i ragazzini, disse Rose.
Ha ragione, rispose Chip.
Non darle corda. Stai facendo esattamente il suo gioco, disse Madam
Ma a Chip e ad Amo, che scroll le spalle, aggiunse:  lui che sta flirtando!
Perch hai i peli che fuoriescono dal naso? chiese Rose ad Amo.
Dopo il pasto, Madam Ma fece una volontaria deviazione per avvicinarsi
a Rose, che giocava sul pavimento. Chip fece un sorriso che sembrava
essere di piet. Amo non si era liberato del braccio di Madam Ma,
il suo era piegato in quello di lei, come una coppia formale durante una
processione.
Noi siamo perlopi fatti di acqua, con in pi il carbonio e altri minerali
specifici, Rose disse citando scrupolosamente le mie parole.
L'anziana donna url di nuovo, ma Rose continu a parlare.
Le iene mangiano tutto degli animali che uccidono ecco perch quando fanno la cacca le ossa sembrano calcificate.
Cosa fanno?
Lo sterco, cio la cacca, disse Rose. Non finisci il tuo gelato?
Non  affar tuo, rispose Madam Ma. E agganci Chip al suo braccio libero.
E lui  il tuo orrendo animaletto.
Io osservavo tutto dal leggio del maitre, cos attento all'assurdit che
desideravo si continuasse a giocare fino all'ultima battuta. Rose si precipit
verso il gelato rimasto nella coppa.
In un'altra occasione sembrava che Madam Ma andasse alla ricerca
di Rose, in cerca di guai, come per provocare la bimba e sfidarla. Se Rose
stava giocando dall'altra parte del lanai, che era proprio dove si sedeva
Madam Ma, si spazientiva. Rose pranzava al rientro dalla scuola materna,
sempre all'una; Madam Ma non mancava mai di mangiare alla
stessa ora, sedendosi vicino. Quando Madam Ma aveva finito il suo articolo
sul giornale, era libera per il resto della giornata. Cos si sedeva a
sorseggiare un drink, di solito con Chip, spesso con Amo che preparava
i fiori nel nostro atrio in cambio di credito al bar - un accordo di Buddy
Hamstra, come la stanza di Madam Ma.
Mia madre era solita dire: Non mi importa di quello che farai nella
vita, solo sii favolosa, disse Madam Ma.
E ogni anno tu migliorerai, disse Amo.
Ma ogni anno sembra pi breve, disse Rose. Lei stava ascoltando.
Perch quest'anno sembra pi breve dell'anno scorso?
 quell'orribile bimba che richiama di nuovo l'attenzione su di s,
disse Madam Ma.
Dalle una pausa, disse Chip.
Tu sei sempre schierato dalla sua parte. Lo devi capire.
Piegando le sue dita da scimmia, Rose disse in modo bleso: Perch
quando tu invecchi, ogni anno  una pi piccola proporzione della tua
vita. Quanti anni hai?
Quarantasette, rispose Amo.
Perch la incoraggi? disse Madam Ma.
Il prossimo anno avrai un quarantottesimo della tua et complessiva
e l'anno successivo un quarantanovesimo. Rose contrasse le labbra
verso Madam Ma, la quale per mostrare indifferenza aveva raccolto il
gatto di Puamana. Ogni anno per lei  anche meno.
Le zampe del gatto sono bagnate.
Perch c' una pozzanghera dove io ho fatto shee-shee sul pavimento, disse Rose.
Topo di merda! si stizz la vecchietta.
Hai detto una parolaccia, disse Rose. Ma c' un ratto nella mia stanza.
Non  vero, dissi io, e presi Rose tra le mie braccia, tenendola come
un neonato, un neonato pesante. La portai via tra le sue proteste. Cominciai
a comprendere che al modo in cui Madam Ma la cercava, Rose
non si opponeva, anzi sembrava perfino divertirsi nelle dispute con la
donna: due civette che si competevano l'attenzione, con Rose che di solito aveva l'ultima parola.
Avrebbe potuto tendere un agguato a Madam Ma solo quando n
Chip n Amo sarebbero stati intorno, intuendo forse che lei era protetta
dalla loro presenza favorevole. Un giorno nell'atrio vedendo loro tre
fianco a fianco, Rose si aggreg dietro e quando questi entrarono nel Paradise
Lost, Rose disse: Perch il passato  cos triste?
Sua figlia ha qualche serio problema, Madam Ma disse mentre io
impedivo a Rose di entrare nel bar. Probabilmente ha uno squilibrio chimico.
Perch  solo quando ci guardiamo alle nostre spalle che riusciamo
a vedere quanto siamo deboli, disse Rose. Il sole  veramente una stella.
E Moby Dick  una balena bianca. E la shee shee di un topo pu portare malattie. C' un topo nella mia camera.
Tutto questo nella sua cantilena da pappagallo mentre Madame Ma
sospirava: Eccola che ricomincia. Dio, non va mai in spiaggia.
I raggi UV fanno male. Provocano i melanoma sulla pelle, disse Rose.
Una notte Rose scese furtivamente di sotto dove sedeva Madam Ma
con Amo e Chip, bevendo in silenzio, ed entrambi gli uomini le tenevano una mano.
Quali cose hanno successo? disse Rose.
Ho piet per l'uomo che la sposer, disse Madam Ma.
Le cose che ci rendono meno solitari.
Quando Sweetie persuase Rose ad andar via si scus dicendo: Ha
paura del buio. Rose emise un grido e disse: No, del topo nella mia stanza!
Rose amava i gelati e le frittelle e le granite assortite e, sebbene la
servit giurasse che non c'erano topi, per assecondarla mettemmo una
trappola appiccicosa nella sua stanza. La mattina successiva lei trov un topo scuro che si dimenava per liberarsi.
Nella sua rubrica di cronaca rosa dell'Advertiser, Madam Ma col tono
di falsa bonomia delle recensioni, scriveva di inaugurazioni di ristoranti
e avvistamenti di celebrit e di feste in cui lei sembrava sempre essere
l'ospite d'onore. Affermava di conoscere l'lite delle Hawaii, di aver
fatto jogging con Willie Nelson a Maui, cantato in coppia con Bette Midler,
di aver brindato con Tom Selleck al Black Orchid, anni prima aveva
interpretato un cammeo nel ruolo di se stessa in un episodio delle
Hawaii Five-O. Jack Lord  una persona molto riservata, mi rispose
quando le feci notare che sembrava un tipo molto stravagante - ogni volta
che usciva di casa si truccava. Jack  un vecchio amico. La vedova
di Boris Karloff, un'altra abitante del luogo, era una cara amica. Io canzonavo
la rubrica leggendola a voce alta finch Sweetie protestava dicendo
che a lei piaceva. Sweetie trovava Madam Ma sofisticata. Andava
sempre nel continente! Era una frequentatrice di Las Vegas! Viveva in Europa!  la numero uno!
Io conoscevo bene il lavoro intellettuale di scarsa soddisfazione, ma
questo tipo di giornalismo, un'aggiunta alle pubbliche relazioni industriali,
mi era nuovo. Madam Ma riceveva sempre biglietti gratis per i
concerti e articoli omaggio, inviti a meravigliosi banchetti, visite da parte
della stampa, week-end gratuiti in hotel e ospitalit nelle isole vicine.
Quello che sembrava un prendere a sbafo in realt era un'abitudine normale
per i giornali, che non le davano nessun rimborso per le spese. Riceveva
pi inviti di quanti in realt potesse accettarne ed era inondata di
magliette e cappelli da baseball da negozi di souvenir, bottiglie di vino,
casse di avocadi. Cesti di frutta arrivavano sempre alla reception e venivano
recapitati nella sua stanza. Era un'ospite gradita dovunque andasse
perch sapeva essere molto magnanima nelle sue citazioni.
Buddy Hamstra diceva che eravamo fortunati a ospitare Madam
Ma. L'Hilton impazzirebbe per averla. La sua rubrica appariva
sull'Advertiser ogni giorno. Una volta si intitolava In giro per la citt,
e dopo La mia isola. Ora sotto una sua foto tessera sbiadita, che pur
valorizzandola, io sapevo essere una pessima copia dell'originale, era scritto
semplicemente Madam Ma.
Vicina Isola di Getaway... parto dal mio comodo rifugio dell'Hotel
Honolulu per la favolosa inaugurazione del Maui Lodge e Ranch
con la sua vista di Lahaina e dintorni... Deliziosa cena con Chip che
ha esaminato attentamente la ricchissima carta dei vini (ha optato
per un Mondavi Fum Blanc, 1987), servito dallo chef Erik giustamente
chiamato Ponte del tramonto... il mio sveglio figliolo si gloria:
Un ennesimo colpo di fortuna, mamma!  e quando lo chef (diplomato
nel continente) prepara la sua specialit, crpes suzette...
rapide occhiate di Don Ho e Jim Nabors buone forchette di Honolulu.
Mi domando cosa stiano complottando... Il Mulino dei pettegolezzi:
Sly Stallone diceva di aver messo in vendita il suo castello di
Kauai, un affare da sette milioni di dollari, probabilmente ispirato
dalla vendita della tenuta di Jimmy Stewart a Big Island... Chip:
Tenta la fortuna, mamma! Cos ho comprato un biglietto per la
Frisco Lottery. Voi cosa avreste fatto al mio posto?... Da ricordare:
Il Niketown Building ora occupa la localit da Zia Anna dove eravamo
soliti far colazione... A pernottare per l'inaugurazione del
Maui erano anche Russell Wongs e Ray Taniguchis... Memo di
Chip: Non dimenticare che il carnevale di Punahou quest'anno si
festeggia prima del solito... Chip grider: Mamma, attenta alla linea!
mentre io mi ingozzer di mochi e Spam musubi. Dopo esserci
concessi il lusso del centro, Chez HH, ritorno a Maui su un volo Haloa Airlines venerd di nuovo con il ragazzo, assaggiando un
piatto di caviale dello chef Hans mentre siamo in attesa della sfilata
di moda di beneficenza - per aiutare gli adolescenti a rischio - al
Grand Hyatt... Chip dice Prendimi una di quelle, mamma!...
No, non i modelli dell'elegante Lynette Sadaki, stava indicando le
eteree indossatrici dell'agenzia Poetry in Motion, proprio di Maui...
Calma ragazzo, dico... ma non potevo biasimarlo... costumi da
bagno per cui morire... Sono quelli della collezione primaverile di
Lynette... ricorderete che Lynette e il suo maritino Rob confezionarono
i costumi per la produzione della Tosca al Teatro dell'Opera di
Honolulu, l'opera preferita dal mio sveglio figliolo, senza contare il musical Annie...
E cos via. Non poteva mancare la nota di grazia del nome di Chip
e il suo frizzo giovanile. In verit, cancellare il nome di Chip dalla rubrica
non avrebbe recato di certo dei grossi problemi. Seppure nella maniera
pi rudimentale, Madam Ma stava facendo quello che i romanzieri
avevano sempre fatto: lo faceva parlare con le sue parole; lui parlava
per lei. Chip era quello intelligente e Madam Ma registrava semplicemente
quello che lui diceva. L'accompagnava ovunque lei andasse e faceva
sempre delle brillanti osservazioni.
Nella rubrica Chip era un ragazzo vivace, frizzante, aveva un po' del
ribelle, qualcosa del viaggiatore, impaziente, esuberante, con un debole
per i dolci e un grande appetito. Irrefrenabile lui stesso, avrebbe rimproverato
la mamma in una maniera piena di ammirazione per il suo essere
retrograda. L'avrebbe sfidata per le nuotate, per i salti nella Jacuzzi,
per provare nuove bevande e nuovi balli. Il mio compagno di ballo!
scriveva a volte Madam Ma. Chip suonava la chitarra magnificamente e
praticava il surf nel North Shore. Era un grande intenditore di vini.
Chip era sfrenato (un'espressione che Madam Ma spesso usava) ma
tanto caro, non sempre era puntuale ma ci si poteva fare affidamento.
Era Chip che riconosceva i nomi delle celebrit che Madam Ma lasciava
cadere nella sua rubrica, sempre Chip che conosceva le fonti delle citazioni:
Rumore e furore: io credevo fosse Faulkner ma Chip mi disse che si trattava di Shakespeare, Re Lear... Che ne sapevo? Cosa della Regina Lear? Ora c'era una sfida per le ragazze al Manoa Valley  Theater...
.
NOTA: Ovviamente, il tono  ironico in quanto la citazione  tratta dal Macbeth, atto quinto, scena quinta. FINE NOTA.
.
Chip era una persona elegante. Chip amava le macchine da corsa, sebbene fosse impossibile sapere se ne possedeva una, o se fosse grande abbastanza da aver preso la patente di guida.
L'et di Chip era un mistero. Dalla maggior parte delle sue osservazioni
lo avresti preso per un pubere adolescente. Sbavava sempre dietro
alle belle ragazze (All'inaugurazione dell'Hooters all'Haloa Tower dovetti
badare che Chip non inciampasse sulla sua lingua...). Trangugiava
gelati (Divora il Chunky Monkey al Ben & Jerry's) e non gradiva di meglio
che masticare rumorosamente una spessa bistecca al sangue, preferibilmente
da Ruth's Chris Steakhouse, Restaurant Row - si consiglia di
prenotare. Chip sapeva ballare, sapeva fare il giocoliere, era stato un capo
della tifoseria della Scuola di Punahou. Era il ragazzo o lo scapolo
ideale, o l'uomo della citt, o il mio figlio hapa - un riferimento
al marito di Madam Ma, Harry Ma. Era spesso il mio sveglio figliolo o
semplicemente Chip, cos familiare al lettore quanto un parente stretto.
Chip citava poesie. Chip sapeva cantare. Madam Ma era solita ricordare
come si trovasse nel continente a un'audizione per una parte nel
Fantasma dell'Opera un revival di South Pacific. Madam Ma raccontava
di come fosse elegante Chip col vestito alla marinara, e le sue caratteristiche
personali: le sue notti brave, il suo odio per alzarsi presto al mattino,
il suo amore per il caff di Starbuck's e le macadamia ricoperte di
cioccolato di Mauna Loa (il Cioccolato di Chip) e il brunch della domenica
intorno alla piscina dell'Hotel Honolulu, che prospera sempre pi
sotto il nuovo direttore generale proveniente dal continente - una specie
di annuncio pubblicitario che lei pensava mi avrebbe fatto pendere dalle sue labbra.
Quando Michael Jackson tenne un concerto a Honolulu, Chip ottenne
un posto a sedere nel palco delle celebrit con Quincy Jones - e
il signor Jones si ricord dell'abilit nel canto di Chip e gli sugger per
una prossima volta di alzare la tonalit dell'Allegro in La... Lo far!" rispose il ragazzo...
Chip rappresentava l'aspetto vitale della rubrica, lo spirito guida, la
scintilla della vita, tutta la gioia.
Il che era strano, perch io conoscevo bene Chip e lo compativo per
il suo essere attaccabrighe, a volte un violento alcolizzato a cui avevano
sequestrato la patente in un tragico incidente causato dall'alcol ed era
perfino pi sboccato di sua madre; che si era ridotto da solo inabile al lavoro
e non aveva terminato la scuola; che si vantava e mentiva e aveva crisi
isteriche di pianto e che aveva una relazione disonorante con un fiorista
di mezza et, Amo Ferretti, a sua volta sposato e ubriacone incallito.
...
.
...
La rivale di Rose.
...
.
...
Rose era bisognosa, diceva Madam Ma. I coreani adottati da orfanotrofi
abusivi a volte mostrano le stesse caratteristiche. Potrebbe essere
causato dall'avere una nonna sgualdrina o da disturbi post-traumatici da
stress. La vecchia donna avrebbe continuato all'infinito, sussultando
quando Rose cantava le filastrocche per bambini, come se fosse un segno
di pazzia, aggrottando le ciglia quando Rose schioccando le sue deliziose
labbra diceva Colonia penale.
Come padre di Rose io ero un favoreggiatore. Sweetie era in una
fase di rifiuto. Noi eravamo co-dipendenti. Era chiaro che mia figlia
soffrisse di una disfunzione da affetto. Il modo in cui mangiava il gelato
indicava una personalit da assuefazione. Il suo arrampicarsi continuamente
sulle sedie e buttare via a calci le scarpe erano sintomi di DOC,
che Madam Ma mi spieg dettagliatamente: disturbo ossessivo compulsivo.
Oppure DDAI, disturbo da deficit dell'attenzione con iperattivit,
cos come sintomi di autismo. Lei non riusciva a comprendere i limiti.
 tutto vero, dissi. Ha cinque anni.
Chip non era mai stato cos. Era sempre stato centrato. Aveva fatto
delle scelte. Conosceva i limiti e le opzioni.
Pap, perch la testa della signora Ma  storta?
Io ho la spalla bloccata, disse Madam Ma e fece un movimento brusco
con la testa e gemette per manifestare il fastidio. Potrebbe essere autistica,
non ha nessun tipo di empatia. Provo molta pena per la sua povera moglie.
La ragazzina la domina in un modo pazzesco. Sta l solo a fare facce.
 una bambina eccezionale, dissi. Ed  mia.
Facce suona come feci, disse Rose ed emise una risata gutturale.
Io non faccio le feci!
I ragazzi con simili disfunzioni hanno dei seri problemi a scuola.
Questo mi irrit, ma poich Madam Ma era una vecchia residente
fui costretto a difendere il suo diritto di usare la libert di parola nel mio
hotel. Non mi dava fastidio che i giornalisti pontificassero nei quotidiani;
era un ruolo del giornale essere teatro dell'assurdo, in cui la moralit
era una montatura, una simulazione, una scena. Ma quando simili vedute
mi venivano solennemente ripetute in maniera sfacciata come se io
fossi costretto ad ascoltarle e ad accettarle, trovavo l'intero affare troppo
ridicolo per sentirmi offeso. Quello che desideravo dire a Madam Ma
era che anche nella sua banale rubrica di ultimissimi articoli scadenti e
insignificanti, l'unico vero gusto era lo squallore morale.
Le ha mai insegnato qualcosa sui limiti? chiese Madam Ma.
Vero, quando si andava a fare la spesa Rose era solita infilare furtivamente
dei prodotti nel carrello del supermercato - gomme, biscotti,
Kellogg's Cherios, presine a forma di rana. Il suo modo di fare mi incantava.
Era una ragazzina graziosissima, precoce ma indubbiamente vivace.
Faceva delle domande spontanee, e aveva sempre delle risposte cos
profonde o riportava le mie parole per farmi piacere - mentre, sospettavo,
un'altra bambina sarebbe stata scontrosa e insensibile con l'intento
di punire i genitori noncuranti. La vivace parlantina di Rose e le
sue perfette citazioni erano gioiose e generose.
 cos infantile, disse Madam Ma un giorno a colazione.  solo
in cerca di attenzioni.
Madam Ma sedeva al suo solito tavolo sul lanai di fronte all'entrata
in modo che potesse vedere ed essere vista, stava sorridendo a una persona
che entrava in quel momento, qualcuno che l'aveva riconosciuta,
mentre mi parlava. Le davo le spalle nella fretta di liberare un tavolo per
la cena seguente - in realt era il lavoro di Trey ma era dal chiroterapeuta
a causa di una distorsione al ginocchio che si era provocato mentre faceva
surf. Chinato, schiavizzato e attorniato dalla folla spazientita per il
pranzo, ebbi una visione: immaginai me stesso seduto alla scrivania a
pensare come ero solito fare essendo uno scrittore.
Mi ascolta? Lei chiede semplicemente un po' di attenzione, disse
Madam Ma. E proprio come lei, non ascolta mai.
Una mite umilt e il tatto indispensabili per portare avanti in maniera
corretta la gestione di un hotel erano qualit che io non avevo mai
posseduto e che trovavo difficile acquisire. Ma l'essere paziente portava
delle ricompense. In questo stadio della mia vita, su queste isole lontane
dove tutto mi era nuovo e non vi era traccia di libri, io stavo apprendendo
le attivit pi impensabili. Ero un uomo di mezza et e pi attento.
Qui non avrei potuto permettermi di fare lo scrittore intransigente, o
anche soltanto lo scrittore. Dovevo essere socievole, uno del gruppo; dovevo
essere una buona scimmia.
Sono d'accordo con lei.  questo il motivo del mio silenzio, Madam
Ma, dissi, tenendo in equilibrio sul braccio una pila di piatti sporchi.
Sua figlia mi osserva mentre mangio. Non lo sopporto.
Rose avanzava lentamente sul lanai e con la testa reclinata sembrava
scimmiottare la spalla bloccata di Madam Ma come se imitando la sua
postura potesse anche provare lo stesso dolore.
 curiosa di vedere se finir il gelato.
Rose lo neg, senza rilassare il collo, mantenendo la spalla rigida,
con un movimento brusco del capo e un'espressione seria.
Ma guardi, non ce ne sar pi per lei.
Madam Ma termin la coppa di gelato, con la sua lingua gommosa
ostentatamente leccava il cucchiaio e lanciava sguardi trionfanti a Rose,
che raddrizz nuovamente la testa sentendosi ingannata.
Sebbene avesse una testa grande - il mio panama le andava quasi bene
- Rose era di statura piccola anche per essere una bambina di cinque
anni. La maggior parte dei clienti non faceva caso a lei. Io mi rammaricavo
per la scortese attenzione di Madam Ma, tuttavia non avrei compreso
Madam Ma se non fosse stato per Rose. Lei metteva la donna pi
grande in rilievo, come un oggetto conosciuto collocato accanto a un
manufatto bizzarro.
La gente ti parla di tuo figlio e presuntuosamente pensa di dirti delle
cose del tutto nuove per te. Alcuni clienti ci tenevano a dire che Rose
mangiava troppo velocemente, o non abbastanza, o che preferiva i cereali
alle verdure o che camminava a piedi nudi quando avrebbe dovuto
indossare le scarpe o che interrompeva le conversazioni degli adulti. Ma
io lo sapevo. Sapevo anche molto di pi: lei ricordava tutto, era sensibile
e desiderava essere pi grande, era pi intelligente di sua madre e di
conseguenza con lei diventava furiosa. Ma perch le galline hanno le
gambe squamose! urlava, afferrando il viso di Sweetie per essere ascoltata.
Dopo faceva la maestra con tutti con la risposta datale da me: Perch
una volta erano rettili, come i serpenti squamosi.
Non riuscivo a capire come mai l'ora dei pasti di Madam Ma fosse
un momento cos affascinante per Rose. Perch questa ragazzina sostava
a bocca aperta? Rose mi confid: I suoi denti non sono veri.
Rose stava a fissare la bocca della donna; si divertiva a vederla masticare
a fatica. Era per il piacere di osservare una vecchia macchina operare
senza grazia, per la possibilit di assistere all'esitazione del meccanismo;
a un certo punto quei denti artificiali sarebbero venuti meno
o caduti dalla sua bocca. Quella Madam Ma era una brontolona e faceva
in modo che gli altri non solo si accorgessero dei suoi difetti ma
che ne godessero.
Diventer cattiva, disse Madam Ma tenendo in mano il menu dei
dolci. Sedeva con Chip e Amo.
Chip borbottando espresse la sua disapprovazione come se fosse rivolto
a una bambina, e Amo disse: Tu sai cosa succede alle ragazzine
cattive?
Sto per fare un peccato, disse Madam Ma.
Sono sculacciate, disse Amo. Era un uomo dalle spalle larghe con
dei baffi spuntati ordinatamente e capelli rasati. Portava una catena d'oro
intorno al collo con un medaglione appeso. Mi domandavo quale foto
custodisse.
Come se mi importasse, disse Chip e solo allora si rese conto che
Rose stava fissando. Le fece un'orribile faccia, guance di scimmia e occhi
stregati.
Madam Ma muoveva nervosamente le perline di vetro della sua
collanina, tenendole contro il collo. Si vantava del suo seno, delle sue
gambe, di tutto il suo corpo. Non  male per una vecchia ragazza,
era solita dire. Giocare con le perline era un modo per coprire il suo
collo ossuto e spostare l'attenzione sulle sue gambe. I suoi abiti erano
pi corti di quanto avrebbero dovuto, le sue scollature cos
profonde da mostrare l'incavo tra i seni reso lentigginoso dal sole. Mise
gi il menu, liber le sue perline e mentre prendeva la mano di
Amo nella sua destra e quella di Chip nella sua sinistra emise un sospiro
da ragazza.
Sto andando a mangiare una mousie al cioccolato, disse.
Sentendola, Rose precis: Non si dice mousie al cioccolato, si dice
mousse al cioccolato.
Sweetie si era avvicinata lentamente dietro di Rose con l'intenzione
di trascinarla fuori dalla zona pranzo, ma afferrare la mano di Sweetie
dava a Rose ancora pi sicurezza.
Vero, mamma? Si dice mousse.
Sollevando la mano di suo figlio e quella di Amo - come un gesto da
festa del villaggio - Madam Ma disse: Cosa ci fa qui questa bambina?
Non esiste un regolamento dell'albergo a tal proposito?
Sta solo giocando, rispose Sweetie.
Vai a giocare con la tua bambola.
Non  una bambola, disse Rose.  un personaggio d'azione.
Chip disse: Mamma per favore piantala.  solo una marmocchia.
Disturba tua madre, intervenne Amo.
Oh, stiamo facendo una scenata, non credi? disse Chip.
Lui dice momma, disse Rose.
Lo vedi, Amo? A Chip non importa se vengo insultata, disse Madam
Ma. I bambini sono per natura invadenti.
Che diavolo di mentalit, disse Rose.
Porti via di qui quel pulcino, ordin Amo.
Il pulcino  il figlio della gallina, disse Rose.
Ehi, quando parlo voglio essere ascoltato, I-O.
Ih-Oh  il verso dell'asino.
Ti faccio il culo rosso.
Quell'uomo ha detto una parolaccia! url Rose, fingendo di essere
scandalizzata. Ha detto culo!
Cammin strascicando i piedi sulla stuoia di paglia mentre Sweetie
la persuadeva ad andar via. Ma Rose aveva gli occhi fissi su Madam Ma
che squadrava la bimba.
Ti porto qualcosa, disse Amo a Madam Ma.  una sorpresa.
Adoro le sorprese.
Quando Amo le consegn la scatola confezionata con carta colorata,
gli occhi di Madam Ma guardarono dispettosamente Rose. Madam
Ma tir il fiocco argentato, tolse il nastro e rimosse la carta lucida lentamente
quasi a voler tormentare Rose. Vezzeggi un po' la scatola di velluto
rosso, trattenendola per ammirarla mentre di tanto in tanto lanciava
a Rose sguardi carichi di malignit.
 una collana? Che perline adorabili, disse aprendo velocemente
il coperchio dell'astuccio.  di giada? L'adoro! La voglio indossare ora.
Le sue parole, una per una, sembravano dirette a Rose, che guardava
con aria afflitta mentre Amo maneggiava in modo maldestro il fermaglio
e Chip si limitava a osservare.
Voglio le perline, mamma, disse Rose, guardando la collana che
era stata allacciata al collo di Madam Ma. Pap me le prender.
Cominci a piangere e quando fu portata fuori, scalciando sul pavimento,
Madam Ma strill: Come facevi a sapere che questo era esattamente
quello che volevo? e si strinse il collo.
Guarda, cara. Madam Ma chiamava a voce alta Rose.
Piuttosto rimango seduta al buio da sola che venire a guardare
un'idiota come te, rispose Rose.
Dopo tutto questo, sembr molto strano che il giorno dopo Chip mi
prendesse da parte e mi dicesse: Mia madre ha bisogno di andare a fare
la spesa al negozio di alimentari. Le darebbe un passaggio? Non mi fido
di mandarla con quel leccapiedi di Amo.
Non era Amo che si supponeva fosse il suo compagno? Tuttavia accompagnai
Madam Ma all'Holiday Mart. Lo porti lei, disse, spingendo
un carrello nella mia direzione. Chip aveva parlato di spesa al supermercato,
ma Madam Ma continuava a far scivolare altri prodotti nel
carrello - cioccolato, sherry, noci di macadamia, cognac - dicendo: Sono
una cattiva ragazza. Sono molto disubbidiente.
Forse Rose non era per niente diversa, con la sua sedia, il suo tavolo,
il suo libro di favole, il suo cucchiaio, il suo ciuccio, le sue domande.
Pap! Mamma! Sveglia! Ho fame. Il mio orsacchiotto ha fame. Ho la
spalla fredda. Voglio che qualcuno guardi la televisione con me!
Non c' ghiaccio in questa bibita!
Quella chi era? Avrebbe potuto essere Rose ma era Madam Ma, che
chiedeva il suo bicchiere speciale al suo tavolo - l'unico con la vista sulla
gente che entrava nel lanai. Si rifiutava di leggere un giornale di cui
era responsabile qualcun altro. Me ne dia uno nuovo! Con una ragazzina
dalle labbra contratte, si lamentava di Chip - il povero Chip, che a
quanto pare non ne faceva una giusta.
Ma dopo che Chip ebbe assassinato il suo amante, Madam Ma cess
di lamentarsi delle indiscrezioni di mia figlia.
...
.
...
Il ritorno di Amo Ferretti.
...
.
...
All'inizio trovavo triste che i visitatori delle Hawaii scattassero foto con
le loro macchinette ad altri che sorridevano oppure a cose che io vedevo
ogni giorno: le palme sull'isola Magica, il grande banano nel parco,
il contenitore delle tavole da surf e a volte il malconcio Albero della pioggia
al nostro ingresso. A volte, non erano le foto a rattristarmi ma alcune
persone anziane, gentili, provenienti dal continente che passeggiavano
con aria afflitta e il capo chino fermandosi a raccogliere delle conchiglie
rotte e pezzi di corallo. Ma col tempo cessarono di essere tristi. Questa
vecchia gente bianca non era afflitta; erano un esempio di come si dovrebbe
essere pi attenti nell'osservare.
Quello che avevo notato era del tutto estraneo alle Hawaii. Riguardava
mia figlia e il suo umore stizzoso. Se qualcosa andava male lei sembrava
percepirla in anticipo. Anche i suoi amichetti strillavano nello stesso
modo quando stavano con lei durante i periodi di tensione in hotel.
Bambini vivaci, nervosi, a me sembravano profondamente ricettivi ai
guai appena sospirati, che li raggiungevano come un sibilo di pettegolezzi
che viaggiavano a una frequenza diversa da pi ampi e pi volgari
mormorii e gli fornivano una specie di chiaroveggenza. Cos nuova in
questa terra, Rose era vicina alla natura.
Era stata molto capricciosa ultimamente. Cosa aveva sentito?
Niente! disse ed era cos irritata dalla mia domanda che cominci a piangere.
Non so cosa fare con lei, disse Sweetie.  cos nervosa.
Nervosa era la parola esatta. Madam Ma era venuta e poi uscita
sembrando tormentata e Rose, che spesso la seguiva, fissando il suo
volto incipriato e sorridente a tal punto da mostrare la dentiera, ora
l'evitava. Madam Ma che aveva l'abitudine di lamentarsi di Rose, ora
la ignorava completamente e appariva tramortita e maldestramente
furtiva. Cosa aveva fatto? Cosa aveva visto? Dov'era Chip? Sospettavo
qualcosa di serio. Avevo assistito alle bizze di Madam Ma, avevo ascoltato
i suoi sproloqui. Ma questa era la prima volta che conoscevo il suo
silenzio e mi atterriva. Se Rose non l'avesse scoperto prima io non l'avrei notato.
Nelle persone pi anziane con la pelle cos piena di dettagli, il
senso di colpa si legge sul viso. Esiste una particolare espressione tipica
di una donna di una certa et quando  ferita e particolarmente
truccata. Desiderando apparire come una bambola finisce per sembrare
quasi un cadavere - il volto bianco-latte senza labbra, chiazze di
rossetto sulle guance incavate, i denti fragili, lo sguardo vacuo, i capelli
radi, il tipo di maschera che siamo abituati a vedere nelle casse
da morto. Dall'altra parte della stanza Madam Ma si volt verso Rose
che si trovava fuori dalla porta. Era un volto che rivelava la colpa in
tutti i suoi contorni.
C'era anche un tocco di verit; un tremolio di morte nell'aria che solo la piccola Rose aveva percepito. Il suo istinto non era quello di darmi
delle informazioni ma di proteggermi. Mi preg di non essere mai pi
amico di Madam Ma, il che era strano, perch quando la notizia venne
fuori fu Chip ad avere dei problemi, non sua madre.
Chip  nei guai, disse Sweetie. Aveva ascoltato il pettegolezzo in
cucina e di l aveva raggiunto il bar del Paradise Lost. Conosci il suo amico portoghese...?
Amo Ferretti.
Lui mucky.
Durante le emozioni pi serie, gli hawaiani si lasciavano sfuggire
espressioni in inglese pidgin, pronunciando in modo confuso e affrettato,
e sebbene trovassero questo gergo pi cordiale - pi tragico per
il suo realismo - a me faceva solo sorridere e dissi: Oh, dagli un taglio.
Ma Sweetie trovava che le brutte notizie fossero pi sopportabili
in pidgin.
Subito dopo, al Paradise Lost, vidi il capitano Yuji del dipartimento
di Polizia di Honolulu e appresi la storia da lui.
Questo affare di Chip  il caso pi strano che mi sia capitato finora.
Peggiore del rimorchio dell'Hotel Street.
Cosa si sa?
Una donna venuta su all'Hotel Street per cercare una lesbica entra
in un bar e ne rimorchia una. Solo che scopre che si tratta di suo marito
travestito da donna. La loro auto  fermata come sospetta e il caso finisce
sui giornali. L'uomo  un rappresentante di Stato. Una grande disgrazia.
Sono fuggiti nel continente.
Come sempre la parola continente mi suonava come il Pianeta Terra.
Forse  quello che Chip dovrebbe fare.
Il capitano Yuji mi guard serio e disse: Chip  in prigione. Devo
aver reagito in maniera priva di scrupoli a questo, perch divent ancora
pi severo e aggiunse:  veramente una brutta faccenda. Una di
quelle cose che accadono tra omosessuali. Non sanno mai quando devono
fermarsi. Finch i gay si occupano della decorazione delle nostre case
o curano le unghie delle nostre mogli va tutto bene, ma quando un
omosessuale commette un omicidio  un bel pasticcio.
Forse questo spiegava l'umore di Rose e sicuramente dava una spiegazione
al sonnambulismo che traspariva dagli occhi vuoti di Madam Ma.
Come risolveranno il reato?
Questa  la parte interessante.
La discussione tra Chip e il suo amante era cominciata in hotel, apparentemente,
ed era proseguita nell'appartamento di Chip in Harbor
Tower. Quando Chip era diventato violento Amo era fuggito. Chip l'aveva
cercato nei locali per omosessuali di Waikiki e alla fine lo aveva trovato
a Kailua dove si nascondeva con sua moglie e i suoi due bambini.
La vita di Amo era stata complicata, ma fino a quella notte aveva funzionato.
Quella con Chip non era stata una convivenza stabile, ma come
amante di Chip aveva fatto la spola avanti e indietro tra Harbor Tower e la sua dimora di Kailua.
Amo  il mio amante in multipropriet, soleva dire Chip.
Madam Ma li aveva incoraggiati. Si univano a lei per il brunch della
domenica sul lanai, la cadaverica Ma, il peloso Amo, il mellifluo
Chip, un comico trio, sempre in qualche modo troppo vestiti malgrado
il caldo - gli uomini con cappelli di paglia, camicie a maniche lunghe,
scarpe bianche e ghirlande di kukui. Buddy Hamstra li adorava per
l'atmosfera che secondo lui conferivano all'hotel, in particolar modo
quando bevevano e si ubriacavano - il che accadeva spesso - e la vita
dissoluta che svolgevano in sala, hawaianizzata da Trey e dalla sua band, i Sub Dude.
La notte del litigio, Amo si era ritirato da sua moglie, ma Chip lo
aveva raggiunto urlando, facendo una scenata. Forse (questo  quello
che congetturava il capitano Yuji) non volendo divulgare il suo segreto
- quale segreto? - Amo si era precipitato fuori dalla porta di servizio.
Chip accortosi che il suo amante si stava allontanando in macchina gli aveva dato la caccia.
In questa isoletta l'unica strada ininterrotta  quella costiera, quindi
l'unica possibilit di fuga per Amo era guidare a ovest in un circolo lungo
il litorale, l'autostrada per Kamehamela. Erano le undici di notte, c'erano
pochissime auto sulla strada e quando la strada si restrinse e si
curv per Chip fu molto semplice riuscire a pedinarlo. Per quasi cinque
miglia continu a vedere le luci rosse posteriori di Amo, ma superata la
Crouching Lion Inn, l'auto di Amo sfior il guardrail sul lato della scogliera,
acceler e nei pressi di Kahana Bay scomparve.
Chip guid nell'oscurit mentre sgattaiolava nella baia, ma superato
il parcheggio del lido e non vedendo nessuna macchina davanti calcol
che Amo fosse uscito dalla strada spegnendo le luci. Chip sterz e notando
l'auto di Amo, fren bruscamente e con la sua macchina blocc
l'ingresso del parcheggio. Amo rimase intrappolato. Barcollando usc
dalla macchina e prov a correre, ma Chip fu pi veloce cos riusc a raggiungere
Amo e a saltargli addosso. L'impazienza e l'ira repressa dall'inseguimento
esplosero come una furia irrefrenabile. In una violenta parodia
dell'atto d'amore, Chip afferr Amo da dietro in un abbraccio simile
allo strangolamento, dopo lo colp con i pugni alle ginocchia. Rimanendo
ancora addosso a lui e inginocchiandosi, aiutandosi con una
mano per reggersi in equilibrio, afferr un pezzo di roccia lavica che gli
riemp la mano e colp il volto e la testa di Amo, spaccando il cuoio capelluto
del suo amante. Amo perse i sensi, cadde di peso a terra e sembrava che russasse.
Calmatosi dalla violenza ma senza fiato per il fremito che lo percorreva,
Chip scivol ai suoi piedi. Si dondol avanti e indietro aspirando
l'aria, non notando che Amo si stava muovendo. L'amante ferito
aveva ripreso i sensi, si agit compiendo l'errore di assalire Chip.
Strinse con le braccia le sue gambe e cominci a picchiarlo. Questo
provoc di nuovo la furia di Chip. Non aveva buttato via il pezzo di
roccia lavica. Adesso in piedi, non pi simile a uno stupratore, come
prima, ma a un uomo che si difende, pest le braccia tese e il cranio di
Amo - molto pi forte, con molti pi colpi, ognuno dei quali avrebbe potuto essere fatale.
Tuttavia, non appena l'uomo si accasci Chip tent di rianimarlo.
C'era un terrore speciale in quel sangue, cos nero, cos appiccicoso nell'oscurit.
Chip non riusciva a vederlo chiaramente ma poteva sentirlo.
Aveva reso umido e viscido tutto quello che toccava e aveva l'odore di
sangue di pesce marcio. Era la vita dell'uomo che scorreva nella sabbia
del parcheggio del lido in quella afosa notte senza luna.
Chip trascin Amo alla sua macchina e lo sollev nel sedile posteriore.
Pens di abbandonarlo l, dentro l'auto, ma sapeva che il corpo sarebbe
stato trovato molto presto - era vietato parcheggiare nell'area di
parcheggio dopo il tramonto e la polizia di Kahuku pattugliava la zona.
Con Amo piegato in due, Chip guid verso Punaluu ripetendo una frase
nella sua testa: Il corpo fu trovato in un canneto. Era un'affermazione
che ricorreva spesso nel telegiornale della sera. I cadaveri venivano
scaricati nei canneti perch questi erano labirintici e pieni di gambi di
canne. I corpi non venivano rinvenuti per settimane, anche per mesi, finch
non erano tagliate le canne. A volte non si recuperavano affatto perch
i cinghiali dalle zanne enormi li mangiavano ossa e tutto il resto, lasciando
soltanto brandelli di stoffa e sandali di gomma. Passavano settimane
prima che le canne venissero raccolte; per allora Chip si sarebbe
trovato nel continente, per nascondersi.
Se avesse abbandonato Amo in mare, al largo di Kawela o Waimea
il corpo sarebbe ricomparso su qualche spiaggia - tutto viene gettato sulla
riva. Perfino i corpi scaricati dalle navi lontane dalla terraferma venivano
riconsegnati alla spiaggia, insieme alle reti strappate, ai galleggianti
e alle bottiglie di plastica.
Un canneto era il luogo giusto, ma i campi pi estesi erano a Waialua,
nella grande distesa al di l del rugginoso zuccherificio. Era quasi
mezzanotte, un debole frammento di luna stava sorgendo silenziosamente,
qualche auto occasionale sulla strada. Chip attravers velocemente
Kahuku salendo fino sulle colline di Pupukea, dove parcheggi
nel campo dei Boy Scout alla fine della strada e aspett, troppo tremante
per proseguire. Era un buon posto per nascondersi un paio d'ore, ma
non certo adatto per lasciarvi un cadavere.
Dorm, si svegli, disse ad alta voce: S? Credette di aver udito
mormorare, parole distinte bisbigliate velocemente. Quella voce
insolita lo allarm. Quelle che aveva preso per le luci dietro la collina di
Wahiawa erano i primi bagliori del giorno che nasceva. Troppo tardi
per nascondere il corpo! Prese la sua coperta da spiaggia dal portabagagli
e lo copr, dopo guid gi per la collina. Si lav il viso a Sharks
Cove e acquist una nuova maglietta e una tazza di caff dal Supermercato Foodland.
Guidando in circoli si ricord che avrebbe dovuto lasciare l'isola
quel giorno se avesse voluto salvarsi, volare nel continente e perdersi l,
senza rivelare dove fosse nemmeno a sua madre. Un canneto non era pi
un'opzione. Si mise a guardare verso la parte della strada distorta e dall'aspetto
bagnato per il caldo che aumentava e parl ad alta voce.
Devo escogitare qualcosa.
S, dal sedile posteriore una voce gli rispose sebbene suonasse come un SSSI.
Mo-Mo?
Il vezzeggiativo per il suo amante era lo stesso che lui usava quando voleva consolare l'uomo.
Arriv di nuovo il suono S - le labbra ironiche e le flatulenti parole
ingrandite svanirono come palloni sgonfiati, solo aria e sillabe ambigue.
Cosa hai detto, Mo-Mo?
Il silenzio sembrava fosse stato calcolato per annoiare Chip, come
faceva Amo che si chiudeva nel mutismo quando ci si attendeva una risposta.
Ma Chip non aveva percorso oltre mezzo miglio che aveva sentito la voce di Amo Ferretti canzonarlo.
Ferma! disse Chip. Aveva molto caldo, sudava. Anche l'aria che
passava attraverso il finestrino gli scottava il viso. Io ho detto che mi dispiaceva.
Era una bugia. Non aveva mai detto di essere dispiaciuto: lo aveva
solo pensato. Era in preda al panico - ansioso, troppo, perch Amo Ferretti
non era morto e ora la sua rabbia invece di essere alleviata ritornava
al suono delle contraddizioni di Amo. Voleva staccare e rompergli la
faccia di nuovo. O avrebbe dovuto fargli riprendere i sensi? Quando
riascolt la voce, questa volta pi forte si innervos e cominci a gridare.
Guid, gridando, intorno alla parte settentrionale dell'isola mentre
il moribondo nel sedile posteriore lo derideva con una stupida e debole voce.
Chip era isterico, urlava:  ancora vivo! Non l'ho ferito! quando
entr nel posto di polizia a Wahiawa. Aveva scelto questo piccolo ufficio
di polizia per non attirare l'attenzione. Diceva ancora:  vivo! mentre veniva condotto in cella.
Il capitano Yuji mi disse: E piuttosto buffo. Sa cosa succede ai resti
umani col caldo. Come i palloncini. E il gas viene fuori come pu, giusto?
Non proferii parola; tuttavia, quella notte quando la misi a letto, Rose strill: Non dirmelo!
...
.
...
Delitto passionale.
...
.
...
Gli articoli delle notizie semplificate nei giornali delle piccole citt sono
affascinanti e intraducibili per chi  estraneo al loro mondo, ma splendidamente
suggestivi per il lettore del piccolo centro: il cittadino riesce a
decodificare tutto ci che  locale.  sufficiente il nome per dire abbastanza
- i cognomi sono come un intero sistema linguistico di rivelazione.
In un luogo simile tutti conoscono i precedenti delle notizie pi recenti
e le allusioni dello stesso cronista. Sotto questo punto di vista la
storia contenuta nella notizia locale  spesso come un racconto concentrato
di quell'acuto incantatore argentino, Jorge Luis Borges, la maggior
parte delle cui opere consisteva proprio in questo - fatti di cronaca di
Buenos Aires. Chiara e leggiadra, una simile storia era di una bellezza
che ti avvolgeva e ti rimaneva addosso, una piccola narrativa di viaggio
che si arrampicava qua e l, una specie di vite che ben si intonava con il suo nome: vignetta.
Nella piccola citt di Honolulu, il titolo dell'Advertiser, Uomo
trovato morto a Kailua, era comprensibile che fosse intenzionalmente
cauto perch Madam Ma era una delle giornaliste pi popolari del giornale.
Il rivale Star-Bullettin fu pi dispettosamente esplicito: Figlio di
una giornalista arrestato per l'omicidio di un fiorista. Tuttavia, quanto accaduto
era abbastanza ovvio e i fatti in entrambe le storie erano gli stessi:
si parlava di una discussione, con un cenno al fatto che i protagonisti
erano innamorati; gli uomini si diceva fossero stati compagni e Chip era
identificato come un leader della campagna che sosteneva il matrimonio
tra persone dello stesso sesso alle Hawaii. Ci significava frocio tanto
quanto lo era la professione del fiorista per un uomo e Madam Ma era
fin troppo conosciuta come una prima donna. Era pittoresco, ma non
costituiva un crimine essere un mahu. In verit rappresentava un antico
costume polinesiano. La penuria di figlie femmine nella famiglia implicava
che uno dei figli venisse allevato come una ragazza.
Per la maggior parte dei lettori di giornali, questo appariva come un
caso di omicidio che si risolve senza problemi. I due omosessuali locali
erano arrivati a una gara chiassosa che si era trasformata in una lotta selvaggia
diventata fisica; uno aveva fracassato la testa dell'altro. Quello che
eccitava l'interesse della gente era il fatto che Amo fosse sposato e avesse
due figli piccoli. Questo costituiva l'unico dettaglio scandaloso, il piccolo
dettaglio della famiglia a Kailua la diceva lunga al lettore locale. La
donna era indicata come una testimone. Lei non aveva vergogna, era addolorata
e chi poteva biasimarla? Ma qualcuno la riteneva responsabile.
Sposata a un mahu, avrebbe dovuto saperne di pi. Lei era una che assecondava,
giocando col fuoco, evitava di accorgersene. Cercava guai, e che dire dei suoi poveri ragazzi?
Un fiorista portoghese e un hapa-haole e tutto lo stenografare giornalistico
per l'orientamento sessuale come lo intendevano localmente:
un aspirante kumu hula, conosciuto in teatro, prestava servizio
nel balletto di Honolulu, un protg di Richard Sharpe (Sharpe fu
una brillante vecchia regina che si vantava di essere una ballerina),
modello maschio, corista tutti termini eufemistici pur di non dire finocchio.
La reazione pubblica pi sonante di Honolulu era quella di guardare
malignamente i Mormoni e i Cristiani ipocriti. I Mormoni - poligami
solo fino a poco tempo fa - giudicavano immorale il matrimonio tra gay.
Tali persone non si curavano di chiedersi il motivo o la violenza di un
omicidio omosessuale - essere gay costituiva di per s un motivo, perch
i gay erano considerati gelosi ed eccitabili, come accadeva una volta con
gli zingari; era una lotta felina tra uomini e poich gli uomini, anche
quelli omosessuali, erano forti, la violenza era ineluttabile. Nel caso di un
uomo e di una donna, la donna era quasi sempre sopraffatta ma in uno
scontro tra omosessuali entrambe le parti avrebbero potuto vincere, poich
(in quanto gay) i due uomini si confrontavano alla pari. Era qui che
sorgeva la curiosit: il risultato - chi era la vittima?
Forse esisteva un fattore pi facilmente comprensibile da noi perch
pi comune nel continente - un certo piacere provato dal pubblico
quando un gay ammazzava il suo compagno, o commetteva un qualsiasi
reato che lo collocava nell'ordine dei criminali incalliti. Furti, aggressioni,
distruzioni di propriet (l'arma era un bel calcio), qualsiasi cosa
avessero fatto, perch allora lo spettatore avrebbe provato una maligna
soddisfazione e denigrato l'uomo senza apparentemente condannarlo a
causa della sua omosessualit. Tuttavia in tali casi era l'essere frocio l'unica
cosa a venire condannata, perch provava che, dopo tutto, i gay sono anche peggiori di noi altri.
Ed esiste sempre un brivido di soddisfazione che prova con compiacimento
il pubblico voyeuristico quando le persone pi emarginate
si ammazzano fra di loro, quando un pugile muore a causa di un pugno
letale o quando la salma di qualche clandestino non gradito  riconsegnata
dalla bassa marea.  simile al trambusto dello spettatore di
una battaglia di galli, perch l'anonimo tipo che lotta non possiede nessun
carattere al di l della lotta stessa, nessuna personalit, e tutti si interessano
al risultato - il perdente non si distingue dal vincitore. I braccianti
di un'azienda agricola in Messico sono morti soffocati in un carro
merci, i detenuti di un carcere si sono graffiati l'uno con l'altro a
morte, gangster vendicatori, omosessuali furiosi - omicidi simili provocano
piccole emozioni. Non ci si rende conto che le loro miserie possono
essere un pericolo per ognuno. Ma loro se la sono cercata.
Cos quando Chip assassin Amo Ferretti nel parcheggio di Kahana
Beach a Panaluu non vi fu nessuno scandalo, nessuno sdegno. Nessuno
prov nulla di quell'orrore retroattivo che attira l'attenzione del pubblico
quando viene data notizia di un orrendo delitto di periferia - l'identificazione
istantanea della paura che suona come un vanto. Io abito proprio
accanto! Percorrevo sempre quella strada! Il mio migliore amico vive
l! Il mio ragazzo andava a scuola con quello che  morto! Sarebbe potuto capitare a me!
Ma nel caso dell'omosessuale o del criminale o del messicano illegale,
la gente pensa: A me non sarebbe mai capitato!
L'assassinio sembr il risultato naturale della discussione tra
Chip e il suo amante. La gente si limitava a dire Dove? e Come?
non Perch?; eppure Perch? avrebbe provocato la risposta pi sorprendente.
La versione che ud Buddy Hamstra - stava facendo il giro di
Waikiki - suon sufficientemente perversa da essere vera. Sospettando
che fosse successo qualcosa - sua madre non l'aveva chiamato -
Chip era andato a farle visita in hotel un pomeriggio inaspettatamente.
Ci metterei la mano sul fuoco. Mi ricordavo di quel giorno. La visita
di Chip non era cos casuale come poteva sembrare. Poich era
premeditato aveva calcolato tutto: colpo di scena, sorpresa, soluzione.
Essendo di servizio ero consapevole del movimento nel retro dell'albergo
e sapevo che Chip era entrato nell'hotel dalla porta posteriore,
muovendosi velocemente attraverso la cucina e dopo verso l'ascensore di servizio. '
Questi omosessuali hanno un manao molto forte, disse Buddy
usando la parola hawaiana per dire presentimento o intuizione. Chip e
sua madre erano sulla stessa lunghezza d'onda: lui le somigliava in tutto.
Era come se Chip avesse udito il richiamo di sua madre dall'isola,
come il lamento di qualche uccello della giungla dai colori vivaci in preda
al panico, quelle stesse strida indifese. Chip era stato a Salt Lake, vicino
lo Stadio Aloha facendo il cambio dell'olio alla sua auto. Percependo
guai aveva chiamato sua madre e Brenda, la centralinista dell'hotel
aveva detto Non risponde. Non aveva detto Non c', ma Non risponde.
Era stato questo a insospettire Chip.
Non appena fu cambiato l'olio, ma non aspettando per un nuovo filtro
dell'aria, Chip ripart a grande velocit per Waikiki sull'autostrada
Nimitz. Invece di parcheggiare nei pressi dell'hotel, us un tassametro
su Kuhio e si affrett per ritornare. Fu riconosciuto dal personale della
cucina, che mi rifer di come era venuto e andato, tutto in pochi minuti, rincorrendo il suo amico.
Quello che Chip aveva visto - questo era il proseguimento del racconto
- lo aveva sconvolto. Non aveva bussato. Usando la propria chiave
aveva aperto la porta chiusa e aveva udito dei lamenti attutiti provenienti
dalla camera da letto. L aveva trovato il suo amante, Amo Ferretti
che aggrediva furiosamente sua madre. Il grande uomo nudo con la
schiena pelosa, stava stuprando violentemente la vecchia signora che,
pallida e contratta, fissava indifesa. Questa orrenda visione a Chip apparve
come il peggiore abuso infantile, come una bruta aggressione a
una ragazzina, perch sua madre nuda aveva il corpo inconsistente di
una bambina. L'uomo scuro teneva le sue gambe separate penetrandola
mentre lei si dimenava lottando per respirare. Era il violentatore sorpreso
nel suo crimine, un figlio assisteva alla violazione di sua madre. E quella stessa notte l'uomo fu ammazzato.
Quindi, se ci fossero stati tutti i dettagli convenzionali di un delitto
omosessuale - la disputa maligna, l'inseguimento in macchina, il cranio
fracassato - sarebbe sembrato solo stereotipato. Dopo tutto non era un omicidio omosessuale.
L'arresto di Chip e questa spiegazione caus un'effusione di simpatia
per l'uomo in tuta da paracadutista arancione al Centro Comunitario
Collettivo a Oahu. Vantava il motivo migliore del mondo - l'amore per
sua madre. Aveva vendicato l'onore di sua madre fracassando il cranio
del suo stupratore nel parcheggio della spiaggia. Era giustificato. Qualcuno
a Honolulu chiese la scarcerazione di Chip, ma sua madre non era tra questi.
Se avesse ammazzato per difenderla e le avesse salvato la vita, perch era proprio sua madre a evitarlo? Era una domanda che nessuno fece.
...
.
...
Estasi.
...
.
...
Il sangue  adesivo. In un hotel  come una maledizione.  una traccia
indelebile. Per motivi egoistici fui contento che l'omicidio di Amo Ferretti
non si fosse consumato nel mio albergo. Gli omicidi lasciano uno
spiacevole odore dolciastro che permane e qualsiasi hotel abbastanza
sfortunato da essere il luogo in cui si svolge la scena finale di un omicidio
finisce per essere conosciuto solo come luogo del delitto, vizioso e
provocante, attirando la gente sbagliata, fotografi e amanti del brivido.
L'hotel non potr pi recuperare la buona reputazione anche dopo la
farsa delle pi elaborate e vistose cerimonie di purificazione, di monaci
urlanti, di gong, di petardi, di lanci di sale, di preghiere, di esorcisti costosi
e presuntuosi. Noi eravamo liberi da ogni sospetto. Tuttavia, io ancora
mi chiedevo perch Chip non avesse ammazzato Amo in hotel e perch poi lo avesse fatto.
Chip  sotto shock, disse Keola. Adoravo sentire questo factotum
tonto e ignorante adoperare termini tecnici come amnesia non selettiva
e memoria a breve termine. In quel momento stava pulendo il filtro
della piscina. Mi ero avvicinato a lui per il piacere di sentirlo dire Lo
sto spurgando, che non significava nulla, cos come essere sotto
shock non aveva nessuna valenza semantica.
Chip aveva commesso il delitto di Amo Ferretti nella parte ventilata
dell'isola, vendicando l'onore di sua madre. La simpatia del pubblico
era con lui e Amo era visto come un furfante. Chip era accusato dell'omicidio,
ammetteva la propria colpa per ottenere una pena ridotta per
omicidio non premeditato, fu condannato a vent'anni con la possibilit
di libert condizionata. Sarebbe potuto uscire dal carcere di Halawa e ritornare
sulla sua tavola da surf entro cinque o sei anni se si fosse comportato bene.
Il termine shock non spiegava perch Chip, descritto come furioso
non avesse ucciso Amo quando si trovava nudo, completamente
indifeso, con la sua schiena villosa voltata, nell'atto dello stupro. Nessuno
fece la domanda. Tuttora sembrava inappropriata poich troppo tempo era passato.
Stavano discutendo, disse Buddy.
L'uomo aveva stuprato sua madre, dissi. Di cosa dovevano discutere?
Nel frattempo trovai Rose nel mio ufficio che consultava un dizionario.
Le chiesi quale parola stesse cercando.
Lei esit e dopo rispose: Sequestro.
La sua innocente prosaicit la rendeva una pessima bugiarda. Perch
mi nascondeva il vero vocabolo che aveva cercato e trovato poche
pagine dopo? La parola stupro si era diffusa in tutto l'hotel.
Trey, l'aiuto barista, mi disse che Amo e Madam Ma avevano fatto
colazione e che Chip non era con loro. Chip aveva colto Amo in flagrante
e dopo aveva abbandonato l'hotel cos come era venuto. Nella
precedente versione della storia aveva seguito Amo, ma il personale della
cucina affermava di averlo visto uscire da solo e che Amo era andato
via pi tardi. Perch erano andati via separatamente e perch non vi era
stato nessun inseguimento? La nostra registrazione telefonica provava
che Madam Ma aveva denunciato lo stupro pi tardi quella sera. Aveva
anche telefonato alla moglie di Ferretti, che lei sapeva essere alla ricerca di Chip.
C' stata una rissa. Si sono picchiati. Suo figlio era furibondo contro mio marito. Sono andati via, non so dove.
Invece di cercare suo figlio, Madam Ma si rec alla centrale di polizia
e sporse denuncia, riferendo dettagliatamente che Amo Ferretti l'aveva
violentata e che suo figlio aveva scoperto per caso il reato e che Ferretti
aveva minacciato di ucciderlo.
Vi erano delle contraddizioni nei tempi precisi, ma alcuni fatti coincidevano:
Chip era stato in hotel, visto lo stupro, e partito; Amo era stato
visto allontanarsi pi tardi; Madam Ma non aveva registrato la violenza
se non dopo aver parlato con la signora Ferretti.
Volevo scoprire dove fosse in modo da permettere alla polizia di
arrestarlo, disse Madam Ma, spiegando perch non aveva denunciato lo stupro prima.
Ma la denuncia che present in tarda serata fu esplicita. L'orario dell'incidente
risaliva alle 2,25 del pomeriggio. Fu portata in ospedale e visitata.
La denuncia fu resa pubblica - Contusioni evidenti nella zona
genitale e sono state trovate tracce di liquido seminale e altre descrizioni
cliniche altrettanto grottesche sulla pagina due del giornale indirizzato
alle famiglie. Ci che giustificava la pubblicazione di simili indecenze
era che la giustizia aveva fatto il suo lavoro e che la pena per l'omicidio
era stata ridotta. Anche cos, si diffuse lo sdegno generale per il
fatto che un figlio dovesse scontare anche un tempo minimo in prigione
per aver ucciso lo stupratore di sua madre.
Finalmente si smise di parlare del caso, ma Madam Ma  ancora nei
miei pensieri. Come residente dell'hotel era visibile ogni giorno. Conoscevo
ogni suo movimento. Non diceva nulla. Chip era in prigione,
Amo era morto, lei era diventata la vecchia antagonista di se stessa, scrivendo
la sua rubrica insincera. Se pure conosceva qualche dettaglio in pi sul caso, lo taceva.
Naturalmente il personale dell'albergo era al corrente di tutto. La
polizia di Honolulu li aveva interrogati, tuttavia astutamente avevano risposto
solo alle domande che gli venivano poste. Nella stazione di polizia
non diedero spontaneamente nessuna informazione: erano stati tutti
innaturali e monosillabici. Con me furono pi disponibili, specie quando
si accorsero che Madam Ma aveva cominciato a dare ordini. Sweetie
come capo del personale di servizio mi forn degli informatori.
Abbiamo visto quel tipo, Ferretti, tutto il tempo al quinto piano e
in camera, disse Pacita. E Marlene, la sua compagna di pulizie, disse:
Se pulisci la camera di qualcuno, sai tutto di lui. Il cestino della cartastraccia
 un pozzo di segreti. Anche il bagno.
Amo visitava regolarmente Madam Ma nella sua stanza. I giorni in
cui sistemava i fiori della hall, Amo si tratteneva per la colazione - faceva
parte del contratto - e Madam Ma si univa a lui! Di solito, dopo
bevevano qualcosa sul lanai e il servizio in camera aveva le registrazioni
di questi ordini. Il personale di servizio faceva il resto - la disposizione
delle bottiglie, la raccolta dei bicchieri - e parte dell'adempimento
del loro lavoro era vagare per i corridoi, riordinare, passare l'aspirapolvere,
provare le camere ed entrare in quelle non occupate. Durante
i giorni delle visite di Amo, la porta di Madam Ma rimaneva chiusa a
chiave, con il cartello Non Disturbare che pendeva dalla maniglia.
Pi tardi, il cartello Si Prega Pulire Questa Camera veniva appeso e le lenzuola venivano cambiate.
Se rifai il letto, sai tutto, disse Marlene.
Madam Ma era una delle donne pi forti che avessi mai conosciuto.
Aveva l'aspetto di un uccellino, ma era un bullo. C'era un motivo
perch Marlene si confid con me. Un giorno aveva rotto un bicchiere
del bagno di Madam Ma. Per punirla Madam Ma aveva insistito affinch
Marlene raccogliesse i pezzi di vetro con le mani nude, e le era rimasta
addosso, sgridandola. Lei maltrattava Rose, tormentava me, spadroneggiava
con i dipendenti. Come era possibile che fosse stata sopraffatta da Amo?
Semplicemente non era accaduto. Amo era il suo amante. Era stata
padrona della situazione per tutto il tempo. Il personale conosceva ogni
dettaglio: come si vestiva durante i pomeriggi che trascorrevano insieme,
il nglig rosa, le pantofole con il tacco a spillo. Era bellissima in
quei giorni. E facevano giochetti, fantasie che lei sceneggiava e poi recitavano
per se stessi, e il tutto era udibile dalle camere adiacenti. Dopo
aver bevuto, lei and a dormire in camera per svegliarsi presto e
Amo entr in camera da letto dal lanai mentre Madam Ma si rimirava
nello specchio. Intu le intenzioni minacciose dell'uomo. Il villoso Amo
fece scivolare il nglig dalle sue spalle, la spinse alle sue ginocchia e la
prese da dietro. Il suo piacere pi grande venne dopo quando Amo era
cos impazzito da ignorare le sue richieste. La prese impetuosamente sul
pavimento della stanza e proprio questa fu l'estasi. E sebbene le loro effusioni
si sarebbero potute sentire in seguito, il giorno in questione furono
interrotti da Chip, che trasse le proprie conclusioni e scambi l'atto d'amore per uno stupro.
...
.
...
Insetticida.
...
.
...
Negli annali del vero crimine non esiste umorismo pi nero di quello di
un omicidio terribilmente sbagliato - l'assassino stupidamente macchiato
di sangue con le mani appiccicose, ansioso nel sedile anteriore, mentre il
cadavere nel sedile posteriore si solleva pieno di gas e sembra ritornare in
vita, protestando con forti peti. Di quella storia alle Hawaii erano tutti saturi,
e poi per la maggior parte della gente era sufficientemente macabra
da soddisfare e spingere a ignorarla. Ma vi furono delle conseguenze.
Questa storia sub dei cambiamenti col trascorrere del tempo.
I protagonisti principali, Chip e Amo, erano omosessuali. Amo, il pi vecchio, quello che presto sarebbe stato ucciso a randellate, era conosciuto perch si vantava: Lui  la mia cagna.
Quindi si trattava di un omosessuale che aveva ucciso il suo amante presuntuoso, un crimine non del tutto sconosciuto alle Hawaii, eccezion fatta per questo caso poich il morto e gassoso Amo, il gay, era stato sposato, con moglie e due figli a Kailua. La gente diceva: Che pena quei ragazzi. E Che razza di moglie sopporta un marito del genere?
Un delitto passionale, riferivano i giornali quando fu reso noto che l'uomo ucciso era stato sorpreso nell'Hotel Honolulu mentre violentava la mamma del suo assassino. Nella versione successiva, appresi dagli addetti alle pulizie che quello che sembrava essere uno stupro era stato un gioco sessuale: l'omosessuale amante dell'altro gay, aveva una relazione sessuale con la mamma divorziata del gay, l'illustre cronista mondana di Honolulu, Madam Ma.
E quando io pensai di averne avuto abbastanza di quella faccenda tra Chip, Amo e Madam Ma, scoprii che c'era dell'altro. Subito dopo la fine del processo ed essere stato imprigionato nel carcere di Honolulu, Chip invi un messaggio nel quale precisava di non desiderare visite da sua madre. Assodato che quello che sembrava uno stupro in realt era stato un momento di passione, e che lui era stato tradito dal suo amante con la complicit di sua madre, sembr del tutto innaturale per Chip tenere a distanza la donna. Non aveva altri amici alle Hawaii che rappresentavano tutto il suo mondo.
Lui paranoico, disse Keola. E innaffiando le piante nel Paradise Lost, Peewee fu d'accordo. Mi piaceva, loro in coppia a piedi nudi che discutevano di paranoia.
Cosa significa paranoico? domandai.
Lui a pezzi, rispose Keola.
Madam Ma, ancora residente in hotel, non era scoraggiata dal rifiuto di suo figlio di vederla. Con il processo in corso, la sua rubrica riapparve sull'Advertiser, e l'unica differenza fu che suo figlio, che in precedenza era stato un'amichevole attrattiva nei suoi articoli, non apparve pi. Non c'era nulla nella sua rubrica tranne le chiacchiere sulle inaugurazioni di ristoranti, avvistamenti di celebrit e i fine settimana gratuiti che lei trascorreva come ospite delle pubbliche relazioni.
E citava continuamente l'Hotel Honolulu: L'intimo multi-storie di Waikiki.
Sto andando avanti con la mia vita, rispondeva ogniqualvolta le chiedevo come stava. E riguardo a Chip: Provo della grande compassione per lui. Aggiungeva anche: So perfettamente dove si trova mio figlio ogni minuto.  la preghiera di una mamma.
Dovevo pensare che questo tono, ai limiti dell'umorismo, alludesse che lei si stava liberando dalle conseguenze di tutta quella storia? Di sicuro non aveva l'aspetto di una donna il cui amante  stato assassinato dal proprio figlio, che a sua volta stava scontando vent'anni di carcere per il delitto. Nello sguardo di Madam Ma si intravedeva un'aria di liberazione e perfino il modo di camminare e di vestire rivelavano un'enorme sicurezza. Il suo non era di certo il comportamento di una donna il cui figlio era stato condannato ingiustamente.
La vedevo ogni giorno, attraversare la hall, pranzare sul lanai, bere al Paradise Lost. La nutrivamo, pulivamo la sua camera, ci prendevamo cura di lei. No, non era una mia fantasia: Madam Ma era pi rilassata, come qualcuno a cui  stato risolto un problema, la cui vita  diventata pi semplice e meno stressante.
Questo cambiamento ebbe delle ripercussioni su mia figlia. Anche Rose era pi calma. Non contraddiceva pi Madam Ma n entrava in competizione con lei, n piangeva dopo che avevano litigato. Non vi furono pi liti. Invece di offrirsi amicizia reciproca, optarono per un'offerta pi saggia e pi prudente: rispettavano i rispettivi spazi.
Sebbene ne dubitassi c'era un qualcosa simile alla chiusura, Madam Ma l'aveva definita cos. Io non chiesi il perch. Ero grato per la pace che era calata sull'hotel. Ma in quella serenit cominciai a riflettere su quanto accaduto e a farmi domande sui paradossi - la morte che non era stata una morte, l'omicidio omosessuale che nulla aveva a che fare con l'omosessualit, lo stupro che non era uno stupro e ora l'arresto che sembrava soddisfare tutti, perfino la madre del detenuto.
Madam Ma era un tale enigma, cos falsa e calcolatrice, sapevo che non mi avrebbe detto nulla di vero. Non c'era niente di nuovo nella sua rubrica, ma vi erano delle novit dalla prigione. Mentre i mesi passavano venne fuori un'altra storia, perch Chip cambiava un compagno di cella dietro l'altro e la prigione di Halawa era una porta girevole per i delinquenti, cos le dicerie arrivarono all'Hotel Honolulu. Il risentimento pu rendere una persona molto loquace e Chip si sentiva vittima di un torto. Il personale della cucina fu il primo a sentire le novit, perch pi basso  il livello di un dipendente in un'impresa, pi vicino  alle cause e pi ascolta. Al livello pi basso - Keola maneggiava il bidone portarifiuti - queste persone
avevano accesso alle informazioni pi dettagliate. Il fumo per me significava solo fumo, ma i miei dipendenti sapevano se si trattava di un fuoco provocato dai rivali o se di un incendio doloso provocato dagli antiglobalisti e loro avrebbero potuto chiacchierare su ogni modifica dell'intreccio.
Conoscevano la verit su Chip.
Cos'? chiesi.
Insetticida, rispose Keola.
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NOTA: In lingua hawaiana puo significare incesto. FINE NOTA.
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Che modo bellissimo e oscuro di ricapitolare.
Sin dalla pi tenera et Madam Ma aveva vestito Chip da ragazza.
Suo marito, Harry Ma, si era opposto - era uno dei motivi del loro divorzio, ma naturalmente era proprio quello che Madam Ma aveva desiderato.
Chip era nato negli anni Sessanta e i capelli lunghi erano di moda.
Madam Ma gli metteva il prendisole. Pettinava i suoi capelli e usava cosmetici per il suo viso. Chip era la sua bambola.
Questo  ci che Chip raccont ai suoi compagni di cella, supplicando la loro comprensione.
Presto, la famiglia Ma prese un appartamento a Makiki, ma Madam Ma non sapeva cucinare e non voleva pulire. Aveva assunto qualcuno al suo servizio, ma era troppo esigente. Non rimaneva mai nessuno a lungo e siccome lei li spaventava con la sua prepotenza loro l'abbandonavano bruscamente, senza preavviso, con il fine di agire di nascosto ma anche di provocare un disagio maggiore.
Quando Madam Ma si afferm nell'Advertiser, fece un accordo con Buddy e ottenne un prezzo economico per la camera 504. In cambio, lei avrebbe nominato l'hotel nella sua rubrica ogniqualvolta le sarebbe stato possibile e intrattenuto gli scrittori di passaggio nel nostro bar e in sala da pranzo.
Chip era ancora a scuola quando vivevano nello squallido isolamento dell'appartamento di Makiki. Di notte, Madam Ma aveva vestito suo figlio da ragazzina - vestito eccessivamente, cio, perch vestire con abiti del sesso opposto non  mai elusivo o da sottovalutare. Non c'era nessun uomo in casa - Harry Ma era un cinese filippino per il quale le Hawaii erano un trampolino.
Ora era a Las Vegas. A Makiki, nel letto, fumando una sigaretta dietro l'altra e sorseggiando la sua vodka tonic, Madam Ma aveva fatto fare al piccolo Chip pratica dell'inchino e del richiedere elegantemente il suo cibo. Il piatto di cibo, la sua cena, giaceva sul grembo di Madam Ma.
Tutti i particolari repellenti avevano un alone di verit: il cibo in camera da letto, Madam Ma a letto, la cenere di sigarette sul cuscino, il fumo nell'aria, briciole e macchie sulle lenzuola, le cosce nude di Madam Ma che sostenevano il piatto della cena, il ragazzino vestito da femminuccia doveva chiedere il suo pasto in un certo modo, usando una formula precisa.
Questo dur anni. Per periodi Chip smetteva di mangiare del tutto o diventava bulimico, ficcandosi un dito in gola e vomitando nel gabinetto.
Si trasferirono in hotel. L'androginia della fine degli anni Sessanta e degli inizi degli anni Settanta gli fu ancora utile - figlio anticonformista, madre hippy. Buddy Hamstra prendeva in giro il ragazzo, ma lo amava. Sembrava essersi accorto dei danni subiti dal ragazzo. All'et di quindici anni quando era a Punahou School, dormiva ancora con sua madre - ci dormiva veramente. Buddy lo seppe dal personale di servizio.
All'Hotel Honolulu noi bussavamo e giravamo la maniglia contemporaneamente e a Madam Ma sembrava quasi non importasse di chiudere a chiave la porta, come se fosse impegnata a metterla in ordine. Poich Madam Ma e Chip avevano cos accettato la loro stranezza, facevano poco per nasconderla. Molte volte il personale li aveva sorpresi insieme, solo abbracciati.
Il resto - che sua madre lo vestisse con i collant e gli mettesse un nastro intorno al collo e facesse una coda ai suoi capelli lunghi e gli dicesse di massaggiarle i piedi e di metterle lo smalto alle unghie dei piedi - tutto questo venne fuori in prigione. In quella parte lui si eccitava. Cosa faremo con questo? diceva Madam Ma infilandosi un paio di guanti di seta.
Non posso lasciarti in quel modo. All'inizio Chip era appena confuso e allontanava lo sguardo, ma pi tardi Madam Ma impar a dire: Io so quello che vuoi, e Chip andava da lei per confortarla.
La cosa non era mai cessata, nemmeno quando lui si trov un amante, perfino - sebbene lui non lo sapesse - dopo che sua madre si era presa un amante. Cos Chip parl ai suoi compagni di cella. Lui non si lamentava. Quello che non riusciva a capire e lo rendeva furioso era che Amo Ferretti avesse preso il suo posto.
A Madam Ma era proibito visitare il carcere, ma il Giorno della Famiglia qualche volta era andata a trovare la vedova di Ferretti. Chip aveva portato avanti una relazione con lei da sempre? Se fosse stato cos, si sarebbe spiegato tutto.
Il telegrafo locale dissemin questi dettagli in libert sull'isola, presto la rubrica di Madam Ma fu soppressa. Io non ebbi il coraggio di sbatterla fuori dall'hotel. Quello che pi mi interessava era che lei avesse smesso di scrivere proprio mentre (lo avrete pensato) aveva qualcosa da scrivere.
La vedevo al Paradise Lost, mentre sorseggiava un pisco sour e pensavo: Chi racconter la sua storia? E come? E ci sar dell'altro?
...
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Nevermann l'investigatore.
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 come quella sera deliziosa che tu trascorri con il tuo migliore amico
e sua moglie nella loro intimit domestica mangiando un pasto fatto in
casa e pensi: Non  formidabile un matrimonio cos? Benno Nevermann,
un turista di Naples, Florida, mi disse: E dopo il tuo amico, che tu consideri
un vecchio saggio, ti prende in disparte e comincia a parlarti a voce
bassa di una ragazza di cui si  innamorato.
Io aggiunsi: E tu ti senti deluso e pensi: che imbecille.
Tu sei un imbecille e lui  pi imbecille di te e l'intero mondo senza fine sembra assurdo e sleale.
Nevermann era un ottimo ascoltatore, il che lo rendeva un parlatore
pi interessante. Possedeva l'ironia tipica di chi  veramente cinico e
un modo umoristico di esprimerla. Viaggiava solo. Era uno di quei lettori
che hanno l'abitudine di portarsi un libro sulla spiaggia. Mai un romanzo,
preferiva leggere saggi storici: Scavare nel passato. Ma quando
provai a fargli delle domande mi rispose che non era un appassionato
di guerra e tutto quello che disse di Pearl Harbour fu Confidiamo
nei giapponesi! e che non aveva nessuna intenzione di visitare il monumento ai caduti dell'Arizona: E troppo triste.
La franchezza di Nevermann mi rese cordiale. Dissi: La mia versione
del tuo racconto del matrimonio  che alla fine della mia visita,
mentre sto pensando: Che coppia felice, la moglie mi dice chiaramente
a quando risale l'ultima volta che suo marito ha fatto l'amore con lei.
Io sono stato l, disse Nevermann. Ero il marito.
La conversazione maschile  simile a una partita a tennis, perch tale
 lo spirito sempre crescente della battuta e del vole, cos scoprii che
stavo raccontando a Nevermann cose che non avevo mai detto nella mia
vita - non segreti, ma confidenze di sorta. La seriet di Nevermann era
convincente, e poi lui sembrava anche saggio, qualcuno di cui avrei imparato
a fidarmi. Per altro, nella stessa partita a tennis, serviamo
confidenze a gente che speriamo ci rimander il pallonetto dei loro segreti.
Ma dopo averlo conosciuto un po', notai che Nevermann non aveva bisogno
di molto incoraggiamento. Aveva qualcosa in mente; era sincero
senza chiedermi di mettere a nudo la mia anima.
Quasi al principio mi spieg di essere stato molto povero. Era cresciuto
in un quartiere periferico di Chicago con sua madre divorziata.
Suo padre si era risposato ma nell'arco di due anni era andato in rovina
e si era suicidato. Dopo aver lasciato la scuola secondaria, senza un
dollaro per il college (Ma quando mai un college ti d un mestiere utile?)
Nevermann trov lavoro in una fabbrica. La fabbrica produceva
mobili da giardino a prova di ruggine - Nevermann stava alla macchina
che ripassava il vinile. Lavorava nell'afa puzzolente tra vasche di polimeri nocivi.
Intelligente e ambizioso, Nevermann scopr vari metodi per migliorare
il macchinario in modo che non fosse pi necessario immergere il
prodotto. Fu creato per questo un manicotto su misura. Un tipo di vinile
estruso, spieg. Brevett il cosiddetto Manicotto di Nevermann e
applicando la medesima tecnologia ad altri prodotti nel suo seminterrato
scov un procedimento per rivestire col vinile infissi per finestre, grazie
al manicotto. Brevett anche questo metodo e lo registr con il nome di
Finestre resistenti alle temperature Wadsworth. Non esisteva nessun
Wadsworth, ma Nevermann era un nome buffo e in tutti i casi aveva bisogno
di qualche allitterazione che si potesse ricordare. Alla fine ottenne
la finestra rivestita in vinile - provata durante gli inverni di Chicago - che
non si arrugginiva, non si scheggiava, non si deformava o lasciava trapelare
spifferi n avrebbe mai avuto bisogno di essere ritinteggiata.
Lui non possedeva denaro per avviare l'attivit, non si fidava di gente
che voleva investire o di soci, cos divent un venditore. Per tre o
quattro anni guid per tutto il Midwest, prendendo ordini e mettendo
su la sua impresa. Qualche volta andava all'estero, in India e in Cina. Io
esternalizzavo alcune delle macchine utensili.
Esternalizzare in realt era una parola migliore di estrudere. Nevermann,
che si era trasferito dal suo scantinato al garage a una piccola fabbrica,
ora possedeva un'azienda in rapido sviluppo. Per mantenere bassi
i costi si spost nel Tennessee dove, durante il boom edilizio degli anni
Ottanta, vendette la sua compagnia per una grossa quantit di denaro.
Si trasfer a Naples, in Florida. Continuava a fare soldi sui brevetti
che aveva ottenuto. A quel tempo aveva quarantacinque anni. Viaggiava
e leggeva. Riconobbe il mio nome. Conosceva i miei libri. Questa familiarit
sembrava renderlo ciarliero, anche confessionale. Libri e viaggi non erano sufficienti, diceva.
 un segreto, ma ti confesser quello che io faccio veramente, disse.
Cerco la gente. La scopro e vedo come si  trasformata nel tempo.
 il tuo hobby?
 la mia passione, disse Nevermann. Sono uno che rintraccia.
Fammi un esempio.
Nevermann riprese: Quando andavo alle superiori lavoravo in un
supermercato. Ero uno studente terribile, non avevo tempo per studiare
e avevamo cos pochi soldi che davo tutto il mio stipendio a mia madre.
Invidiavo i ragazzi che avevano successo a scuola - gli atleti, i cervelloni,
le belle ragazze, i ricchi che avevano macchine nuove. Uno di loro guidava
una Thunderbird.
Accadde a Des Plains nell'Illinois: Liceo Des Plains. Anni dopo con
la vendita della societ delle finestre rivestite in vinile e il trasferimento
in Florida, Nevermann ritorn alla sua citt natale e rintracci i pezzi
grossi e quelli che avevano raggiunto degli ottimi risultati della sua classe
del liceo. Alcuni di loro avevano continuato o fare grandi cose, avviato
attivit, erano professionisti di successo, ma a Nevermann interessavano
le sfumature. Uno dei pi realizzati era anche un alcolizzato. Uno
dei pi ricchi, George Kunkle, aveva perso la sua fortuna al gioco. Le ragazze
pi carine della scuola erano diventate insignificanti e sembravano
delle vecchie signore. Nevermann fece il grafico della loro salita e della
loro discesa. Collezionava fotografie. Negli album creava delle piccole
storie. Il dettaglio del suo lavoro gli dava intensit e somigliava alla storia
naturale, sebbene Nevermann stesse descrivendo il ciclo di vita di
una nuova specie. Ed era preciso volutamente. Kunkle, il compagno del
liceo, lo aveva insultato in una giornata fredda perch Nevermann lavorava
al supermercato. Gli si era avvicinato nel reparto gastronomia dicendogli:
Dove posso trovare un cappello come quello? Solo uno
scherzo, ma la ragazza di Kunkle era con lui. Venticinque anni dopo
Nevermann trov Kunkle - rovinato, viveva in una pensioncina di San
Francisco. Portava un vecchio cappello con su scritto Go' Niners.
Nevermann chiese: Dove posso trovare un cappello come quello? e gli disse chi era.
Non vendetta, solo giustizia. E rivelazione, mi disse Nevermann.
Niente di personale,  molto pi complesso di questo. Lo rese un viaggiatore
del tempo. La sua parsimonia di venditore lo aveva costretto a
soggiornare in motel economici e a consumare pasti a basso prezzo.
Ammazzava il tempo in sale da cocktail, ascoltando musica. Scriveva
tutto quello che gli capitava - teneva registri, diari, giornali - la sua battaglia.
Decenni dopo and a trovare Florence Bestwick che gli aveva servito
la colazione in un ristorante economico fuori San Louis; Sylvia Shaw,
che aveva cantato When you wish upon a star alla sala Four O'Clock a
Columbus, Ohio; Fred Casey, che aveva riparato la sua macchina a Davenport,
Iowa, quando viaggiava; Ronald Markham, un impiegato di un
hotel che era stato sgarbato con lui al Motel Highlands nelle Highlands
Bluff, Missouri; Leda Hemperly che lui desiderava e che era andata al
ballo dell'ultimo anno con George Kunkle.
I nomi pi strani, le ricerche pi intense erano quelli che gli avevano
dato maggiori soddisfazioni. Florence Bestwick era una vedova
che gestiva un servizio di catering da casa sua. Sylvia Shaw viveva in un
camping per roulotte a Englewood, Florida, e ora era la madre di un
cantante. Fred Casey aveva avuto un colpo apoplettico. Nevermann regal
a ciascuno di loro un assegno da cinquecento dollari. Ronald
Markham, aveva appreso, si era occupato della manutenzione delle piscine
a Cape Girardeau, Missouri, dopo aver lasciato l'hotel e ora era
morto. Invit fuori Leda Hemperly per un drink. Non la desiderava. Fu
lei a proporgli di passare la notte insieme, ma Nevermann rispose: Forse un'altra volta. Forse mai pi.
Vecchie fidanzate, vecchi nemici, vecchi datori di lavoro, competitori
del passato - avevano bisogno di annaspare nel meraviglioso tunnel
del tempo, alla ricerca di qualche indizio. Perch cos poca gente aveva
avuto successo? Perch cos tanti avevano fallito? Ma per molti di loro
non era accaduto nient'altro tranne che il passare del tempo ed erano
cresciuti: scopriva che vivevano nella stessa citt, nella stessa strada, nella stessa casa. Leda era una di questi.
Nevermann non aveva nessun desiderio di vendetta, n alcun desiderio
di godere delle disgrazie altrui. Desiderava soltanto scavare e
scoprire disperatamente e intraprendeva molte ricerche semplicemente
per la difficolt che presentavano. Perch altrimenti sarebbe andato
in India? Nell'ottobre del 1973 a Nuova Delhi, in uno dei suoi viaggi
per esternalizzare aveva sentito una deliziosa giovane donna indiana
cantare una canzone di Carpenter: It's yesterday Once more nella sala di un hotel.
La ricerca dur almeno un mese, ma alla fine trov la donna. Si era
sposata con un uomo d'affari a Bombay. Era ancora deliziosa. Aveva una
figlia a Chicago. Io andavo spesso a Chicago! disse Nevermann. Ma il
punto non era quello. Nel processo di ricerca della donna indiana lui aveva imparato a capire l'india.
Nevermann non era l'eccentrico milionario che rivendicava chi fosse
quando trovava quella gente e si rivelava. Aveva fatto del suo scavare
nel passato una ricerca sacra, qualcosa quasi di esistenziale, che gli
aveva regalato un modo di vivere, un modo di scoprire, una pienezza di significati.
Sulla mia strada io scopro tantissimo del mondo e incontro tanta
gente divertente, diceva. Diversamente non ti avrei incontrato.
Le sue ricerche davano un significato al passato. Illustravano il passaggio
del tempo. Lo rendevano pi tenero, diceva: Vedi quanto fragili
e fallibili sono le persone. Amava le sorprese.
Sono un investigatore, diceva sebbene con voce calma, circospetta
e avesse le maniere di un vecchio prete. Ma naturalmente non c' nessun crimine, solo l'esistenza.
Cosa vorresti dire?
Il tempo  spietato, il tempo  terribile, disse. La pi grande giustizia
 permettere alla gente di vivere. Non vuol dire concedere una tregua.
Per molta gente  una punizione. Io ho bisogno di verificarlo.
Cosa stai facendo a Honolulu? domandai.
Sono venuto qui a trovare Madam Ma la giornalista.
La donna col viso come una maschera, la madre di un assassino, che
aveva sedotto il suo stesso figlio. Ma io non lo dissi.
Era mia madre, disse Nevermann.
...
.
...
L'infedele.
...
.
...
Mentre costruivo la mia fortuna ero molto felice, mi confid
Nevermann. Ero solo. Era come essere nel deserto. Diceva che niente nella
sua vita poteva essere paragonato a quel lungo periodo di frenetica solitudine
in cui aveva inventato il metodo della copertura in vinile che lo
aveva arricchito. Mi complimentai con Nevermann per la sua tenacia nel
ricercare il passato. E solo un hobby, disse. Ma  talmente poco quello che non so sulla laminatura e sui polimeri.
Gli piaceva abbandonarsi al ricordo della sua solitaria lotta: le lunghe
nottate, la penuria di soldi, la procedura per i brevetti, la creazione
della sua azienda, Finestre Wadsworth resistenti alle intemperie - un lungo periodo di riflessione e lavoro.
Probabilmente  come scrivere un romanzo, disse.
Inventare la finestra perfetta? chiesi. S. Uno scrittore una volta
ha detto che la casa del romanzo ha un milione di finestre e gli scrittori
guardano fuori, guardano lo stesso spettacolo ma vedono cose differenti.
Uno vede nero, un altro vede bianco, uno vede grande dove un altro
vede piccolo. Il Paradiso fuori da una finestra appare come la commedia umana fuori da un'altra finestra.
Henry James, Ritratto di Signora, l'introduzione, disse Nevermann.
Ti sorprende che lo conosca? Lei mi dava lezioni su Henry James.
S, ero sorpreso. Chi ti dava lezioni?
Te lo dir dopo, rispose. La finestra che fece fare pi soldi era la
finestrina di cellophane sulla busta da lettera, inventata da Joseph
Regenstein, disse Nevermann. Io lo so in quanto abitante di Chicago.
Regenstein fece fortuna e don tutto all'Universit di Chicago.
Riflettevo sulla finestrina della busta mentre Nevermann mi elencava
le invenzioni che desiderava aver ideato, la semplice conquista: la
chiusura a scatto dei contenitori Tupperware, l'uso del velcro, la scienza
dietro l'invenzione del Gore-Tex e del Teflon.
Invidio l'uomo che per primo ha inventato l'apertura a strappo
delle lattine di soda. Sapevo che il gancio da staccare era dannoso dal
punto di vista ambientale. Gli piaceva l'apertura a strappo perch
non era staccabile: la soluzione perfetta, senza spreco. Probabilmente
 troppo idealistico per me voler costruire involucri edibili, ma la
plastica solubile  alla nostra portata. Mi piace la semplicit. Uno dei
vostri residenti alle Hawaii ha inventato il carrello per la spesa del supermercato.
Goldman, dissi, un nome che a Honolulu era solo sussurrato perch
associato alle droghe, alla sfortuna e al suicidio. La sua fortuna fu la rovina della famiglia.
Io ho voluto evitarlo, disse Nevermann. Ho sempre combattuto per non avere una donna.
Nevermann era cos preoccupato di costruire la sua fortuna che rimase
solo e celibe. Il suo lavoro lo rendeva felice. Questa combinazione
di solitudine e felicit gli regal un alone di innocenza, e quando divent
ricco fu ricercato dalle donne, che lo volevano non solo per i suoi soldi
ma anche per la serenit, diventata ormai una componente del suo carattere.
Tuttavia, Nevermann sembrava essere quasi un monaco. Non
aveva bisogno di una donna, n tanto meno di compagnia, non aveva bisogno
di nulla. Aveva tutto: ma sapeva di aver trascurato il lato culturale
della sua vita. Aveva ricevuto una mediocre istruzione di base: non
aveva tempo per i libri. Era musicalmente analfabeta. Voleva recuperare.
Questo dopo essersi trasferito in Florida. Trov un docente universitario
a Fort Myers che accett di fargli una lista di lettura di grandi libri.
Era importante per un uomo della sua classe sociale conoscere i
classici e comprendere gli oggetti costosi che aveva acquistato. Avoir
sans savoir est impardonable, gli aveva detto l'insegnante in francese, e glielo aveva tradotto.
Il nome dell'insegnante era Vera Shihab - padre libanese, madre irlandese.
Trentacinquenne, nubile, specializzata in studi sulle donne, aveva
anche la libera docenza in letteratura comparata, che lei chiamava
sempre let. comp. Compil una lista per Nevermann: alcune tragedie
greche, la produzione teatrale sui temi umani di Shakespeare inclusi
Amleto e Pericle, Don Chisciotte, Turgenev e Cechov piuttosto che
Dostoevskji. Anna Karenina. Grandi Speranze. Flaubert. Diario di Nessuno.
Mark Twain. Ritratto di Signora. Morte a Venezia. Cuore di Tenebra. Il
Mostro di Stephen Crane. Anche Zora Neale Hurston, Edith Walters
Olgivie e altro. Il razzismo e le oppressioni erano temi in lista, e di conseguenza
la liberazione. Nevermann ne fu impressionato, per la sua ricchezza
e la sua vastit. Vera era come chi possedeva una vocazione: aveva quel tipo di intensit.
Piccolina, bionda, loquace, era pallida e piuttosto esile, tutta nervi
e prontezza - lui lo attribuiva al suo duro lavoro. Il suo aspetto fisico
piaceva tantissimo a Nevermann molto pi che se lei fosse stata la
classica stallona tette e sedere della cui opulenza si sarebbe spaventato.
Gli occhi di Vera erano di un verde molto intenso: lenti a contatto,
ma per quanto possa sembrare strano erano attraenti e felini. Viveva
sola e mangiava pochissimo. Diceva di aver avuto due o tre amanti.
Compagni di letto cos li definiva. Un precedente matrimonio che si
era concluso velocemente: Sono sicura che fosse gay, ma non credo lo sapesse.
Adoro il tuo sorriso, disse a Nevermann. Disse anche che era affascinata dal suo nome, Benno.
 tedesco, sai?
I seminari - le loro informali discussioni sui libri - nel suo piccolo
appartamento disordinato, spesso finivano tardi, Nevermann si sentiva
piacevolmente stimolato dai loro discorsi. Una notte Vera si scus per
circa dieci minuti e dopo ritorn in camera in un bellissimo kimono di
seta, portando una bottiglia di champagne e disse: Credi di poterla
aprire per me? Nevermann non si tir indietro e brindarono, ma la sua
sete rimase e lo rese pi attento. Mentre lui beveva, Vera disse: Ti voglio
in bocca e si inginocchi davanti a lui. Fece qualcosa al suo corpo
che lui aveva fantasticato a volte e mormorava bramosamente tenendolo
nella sua bocca. Lui perse il controllo, url, si mise a sedere, si addorment
e dopo si svegli. Lei non era stanca. Disse: Voltati, tesoro. Lui
si riaddorment e si svegli stregato.
Si sposarono pochi mesi dopo. Il tempo sembrava voler dire tutto e
dopo non diceva niente. Divent infelice. Era un sentimento nuovo.
Non era mai stato infelice in quel modo prima. Insicuro, s, ansioso, ma
non infelice. Con lei accanto si sentiva profondamente solo.
Vera aveva detto a Nevermann quanto suo marito e i suoi amanti
fossero diventati freddi e distanti da lei e ipercritici; quanto semplicemente
disdegnassero la sua compagnia. Avevano cominciato a leggere
dei pessimi libri. Guardavano la televisione. Andavano in vacanza da soli.
Persero la calma con lei, la sgridavano, la tradivano.
Come se avesse assunto il ruolo principale in una specie di melodramma
che lui detestava, Nevermann si rese conto che andava assumendo
le caratteristiche dell'ex marito e dei precedenti amanti di sua moglie.
Lui, che di rado alzava la voce, con lei cominci a urlare. Keith aveva l'abitudine
di leggere accanto alla piscina per ignorarmi. Lei gli aveva detto.
Nevermann cominci a farlo! La evitava perch pi vicino le stava
maggiori erano le possibilit di litigare. Lo aveva cambiato, ma lei era fondamentalmente
la stessa, tranne che non era pi la civetta di una volta.
Niente pi champagne. Niente pi Voltati, tesoro. Nemmeno pi libri.
Aveva quello che desiderava. In un modo ostinato, moralistico,
noioso lei era una bisbetica. Lui sapeva che il matrimonio era un errore,
che lei non era la persona giusta. Tuttavia, lei sembrava la stessa di quando
lo aveva affascinato con Avoir sans savoir eSt impardonable e lo sbalorditivo
Ti voglio in bocca.
La gente gli diceva: Sei cambiato.
Nevermann che era stato felice solo e non aveva mai avuto bisogno
di nessuno, ora era profondamente infelice e cercava la compagnia di
prostitute. Diceva loro quello che desiderava: ci che Vera una volta gli
aveva offerto. Parlava alla gente nei locali, con chiunque si complimentasse
con lui per il suo lavoro. Era un facile bersaglio per le lodi, e divent
dipendente, odiava stare da solo. Gli mancava moltissimo la sua
vecchia capacit di autorisolvere i problemi che aveva quando era single.
Non sembravano esserci soluzioni al suo dilemma. Guardando nel
futuro, l'immagine di se stesso che vedeva era quella di un uomo addolorato
di mezza et. Regalava soldi alla gente! Lo faceva durante i viaggi che compiva!
Con questo stato d'animo spaventato, pieno di tristezza lui non era
capace di inventare o di creare. Si stava inaridendo dentro. Ma la paura
che Vera gli aveva causato gli impediva di lasciarla. Castrazione era una
parola terribile, ma era il modo pi facile per dire quello che lei gli aveva
fatto e ci era riuscita senza nemmeno toccarlo. Cos lui rimase sposato
a Vera. Tutto ci lo costringeva a rimanere sposato con lei senza chiederle nulla.
Aveva bisogno di forza. Non avendo futuro la trov nel passato. La
trov nelle altre persone, perch lui stava morendo. Era, lui lo
ammetteva, in parte sessuale. Non vi era niente di meglio che trovare una donna
che aveva conosciuto una volta e scoprire che la desiderava. E il sesso era
facile - tutto quello che veniva dopo era complicato.
Tuttavia, la sua vera passione consisteva nel ricercare la gente, tutti
coloro che aveva conosciuto o visto in passato, grandi e piccoli, insegnanti,
compagni di scuola, portieri, dipendenti di hotel, gente che ricordava
per essere stata gentile o sgarbata - semplicemente per vedere
cosa erano diventati. Tutti erano pi vecchi, naturalmente; la maggior
parte di loro era pi triste, pi grassa, pi addolorata, meno riservata, si
preparava alla morte. Alcuni erano malati, molti erano morti.
Nevermann non si sentiva superiore. Diceva: Ora io sono come loro.
...
.
...
La seduttrice.
...
.
...
Quando era ancora vivo, mio padre, disse Benno Nevermann, soffriva per aver commesso un grandissimo errore.
Suo padre, Bruno, era stato un ricco uomo d'affari di Chicago.
Aveva una famiglia adorabile e una vita senza difficolt: un bambino, una bella casa, niente debiti. L'avventatezza gli era sconosciuta e (cos disse Nevermann) forse il suo problema era proprio questo: sembrava frenarsi. Non beveva n fumava. Forse ogni tanto avr bevuto una birra. Forse occasionalmente avr fumato qualche sigaro. Ma il suo ambiente familiare era molto rigido.
Sua madre, la nonna di Nevermann, un'immigrante tedesca sempre con la Bibbia, parlava delle Scritture con gli sconosciuti sugli autobus e subito si informava sulla condizione delle loro anime. Il nonno di Nevermann era meno invadente ma molto simile, un cipiglio perenne sotto i suoi baffi.
Il padre di Nevermann non si ribellava. Era un praticante ma con rigore anche in questo: andava ogni domenica senza mancare, mai in un qualsiasi altro giorno. Non parlava di religione, ma la sua disapprovazione era come un cattivo odore che veniva fuori ogni qualvolta notava qualcosa di irreligioso. Suo figlio arriv a comprendere la sua severit.
Quando acquistarono il televisore se appariva sullo schermo una donna in abiti succinti, il padre di Nevermann lasciava la stanza.
Sebbene Bruno Nevermann non bevesse alcolici, la sua ditta forniva attrezzature per fabbriche di birra, un'attivit che suo padre - il nonno di Benno - aveva cominciato importando gli allestimenti dalla Germania.
Pi tardi li produsse localmente e ampli l'impresa finch fu annoverato tra i ricchi in una citt dove i veri ricchi si contavano. Bruno Nevermann poteva sembrare severo, ma era il pi gentile e misericordioso degli uomini: assumeva le persone per la loro povert: gli uomini per il loro triste passato, le donne per il loro aspetto fisico insignificante.
Nevermann notava che nei magazzini e nelle fabbriche di suo padre ogni persona sembrava in qualche modo menomata: la donna con un solo occhio o con la gobba, l'uomo zoppicante o con una mano storta o una terribile cicatrice, il fattorino con il tic nervoso. Erano gli anni Quaranta. Chi altro li avrebbe assunti? Erano vecchi e storpi e biascicavano.
Nevermann scopriva gli operai spaventati e deformi, soprattutto quando lo afferravano e cercavano di essere socievoli o allegri: tenendolo nelle loro grinfie, fissandolo con occhi tristi.
Questo  suo figlio! urlavano al padre di Nevermann. Vieni quass! Allora il ragazzino avvertiva tutta l'aria uscire dal suo corpo.
Ma una delle operaie attir l'attenzione di Nevermann perch era attraente.
Era pi giovane delle altre. Nevermann chiese chi fosse. La figlia di Edith, rispose il vecchio. Edith aveva un piede che trascinava e dita intorpidite di una mano. Vittima di una paralisi: la spiegazione non diceva nulla a Nevermann, ascoltava a malapena, perch la ragazzina era cos profumata da distrarlo.
Non aveva pi di diciotto anni. Nevermann ne aveva dodici e in grado di capire che lei era molto graziosa. Se ne interess, andava al magazzino e la fissava ma suo padre lo invit ad allontanarsi. Alla fine il padre di Nevermann lo minacci e gli disse di stare alla larga.
Solo pi tardi Nevermann realizz quanto suo padre fosse tormentato, quanto ogniqualvolta compariva la figlia di Edith, e la sua pretesa di apparire sottomessa tentasse l'uomo. Aveva un modo di camminare che era un invito, offrendosi come per un sacrificio, con le sue braccia come per dire: Prendimi. Riusc a escogitare un modo di dare le spalle al vecchio e di girarsi per sbirciare mentre sorrideva, di apparire timida e incoraggiarlo cos a calmare le sue paure. Tutto questo senza dire una sola parola.
Consolami, sembrava dire, ed era tutto pi efficace perch non detto.
Aveva bisogno di essere salvata. Era cos innocente. Il vecchio la prese in disparte e la mise in guardia sulle malvagit del mondo. Disse di essere sconvolta e lo era, ma anche la descrizione la eccit. I sinistri consigli eccitarono anche l'uomo. Alla fine, mentre lei tremava di paura per quello che le diceva, mentre lei era nel suo abbraccio protettivo - era cos calda e bagnata - il vecchio scopr che la sua pi grande consolazione era il suo corpo contro di lei e si ritrov ad armeggiare goffamente con la sua tuta da lavoro.
Dopo di ci non riusc pi a controllarsi. Provava piet perch lei era la figlia di Edith ed era pazzo di desiderio. Ancora sposato, famoso a Chicago, ed enormemente rispettato, il vecchio convinse la figlia di Edith a divenire la sua amante. Era grato alla ragazza per essersi concessa, non sospettando mai che lei avesse avuto quell'idea sin dall'inizio.
La sua idea e anche quella di Edith, Edith la donna gravemente ferita che il vecchio ammirava per le sue fatiche. Lei lo aveva suggerito all'orecchio di sua figlia.
Ricordavo quanto mi aveva detto una volta Nevermann:  come quella sera deliziosa che tu trascorri in compagnia del tuo miglior amico e di sua moglie nella loro intimit domestica, mangiando un pasto fatto in casa e pensi: Non  grandioso un matrimonio del genere? E dopo il tuo amico che tu consideri un uomo saggio, ti prende in disparte e comincia a parlarti sottovoce di una ragazza di cui si  innamorato.
Stava parlando di suo padre.
La confessione fatta dal vecchio senza riflettere rese la madre di Nevermann isterica. Il matrimonio fin in modo caotico, come un incidente d'auto con tutti i passeggeri feriti.
Molto tempo dopo, Nevermann scopr che la ragazza, la figlia di Edith, aveva architettato di sedurre suo padre. Il suo secondo matrimonio mand in pezzi la famiglia. La mamma di Nevermann ottenne un po' di soldi e alcune promesse dall'uomo, ma solo un paio d'anni dopo il matrimonio, la figlia di Edith disse che voleva il divorzio. Fin per ottenere la casa e met dell'impresa e mand in rovina la sua met spendendo il capitale per s, sperperandolo fino all'ultimo centesimo. S'impossess completamente dei soldi del vecchio che si autodistrusse con pillole e alcol: lui che non aveva mai bevuto! La nota al suo suicidio fu una lettera d'amore, alla figlia di Edith.
La mamma di Nevermann era cos addolorata che il suo piangere a singhiozzi le port via tutte le emozioni. Era ridotta all'osso, tremava, a malapena riusciva a parlare. Di ci che le era dovuto non rimase nemmeno un soldo. Fu ridotta a vivere in una stanza in affitto a Des Plains con il suo ragazzo ancora in et scolare, Benno, che lavorava in un supermercato di notte, e che dopo la scuola superiore trov lavoro in una fabbrica di mobili da giardino. Lo scopo di Nevermann era quello di dare a sua madre alcuni anni di benessere, di farla ritornare alla prosperit che aveva conosciuto. Ma lei mor miseramente prima che Nevermann facesse fortuna.
La ragazza, la figlia di Edith? Si rispos e ancora una volta fu come se stesse inseguendo la preda. L'uomo era ricco. Lo lasci. Il successivo fu un dentista, un cinese filippino, che aveva fatto investimenti oculati, Harry Ma. Ebbero un bambino, Chip. Lei divorzi dal signor Ma e rimase Madam Ma: la nostra Madam Ma. Raccontai a Nevermann come era andata a finire, e poi tutto il resto: di come l'inoffensiva giornalista mondana, amica del mio amico Buddy e residente dell'hotel, madre di un assassino, che aveva sedotto suo figlio e l'amante di suo figlio e che qui aveva creato il caos, non sembrava essere una donna avvilita ma solo enigmatica e vuota.
Piuttosto presto Nevermann, la sua ricerca era terminata, pag il conto e and via e lo stesso finalmente fece lei.
...
.
...
Hopecraft.
...
.
...
Dai suoi passi a scatti irregolari, dal modo in cui l'uomo esamin il mio
hotel, inclinandosi in avanti per lanciare uno sguardo attraverso la hall,
con la testa girata lateralmente, come fanno gli uccelli che scrutano attentamente
la briciolina per vedere se  edibile - da tutto questo mi fu
chiaro che stava cercando qualcuno non ancora fattosi vivo. Il suo oscillare
mi faceva pensare che poteva trattarsi di una persona che non conosceva molto bene.
Aveva l'atteggiamento di chi chiaramente  in attesa e continuava;
senza mutare espressione, a emettere piccoli sospiri, centellinando prudentemente
l'aria di Waikiki. Sbatteva anche parecchio gli occhi. Non
potrei migliorare affatto il suo vero nome che era Charlie Hopecraft. Un
tipo colorito, grosso, senza amici, di mezza et, con una specie di scarpe
da ginnastica pulite e tutte increspate che gli facevano sembrare i piedi
simili a zampe bianche posteriori. Metterlo al terzo piano di fronte a Puamana risult un'idea geniale.
Normalmente nell'assegnazione delle camere io separavo i clienti a
breve termine, che si trovavano per la maggior parte ai piani superiori
con la vista sul mare, dai residenti a lungo termine, che si trovavano ai
piani inferiori senza nessuna vista ma vicinissimi alla hall. Per questo
Golden Week eravamo cos pieni che l'unica stanza disponibile per
Charlie Hopecraft era al terzo piano. Disse che gli andava bene. Aveva
l'abitudine di agitarsi nel darmi informazioni irrilevanti.
Mio zio  stato qui durante la guerra.
In questo hotel?
No, Whyee. Era di Maui. C'erano delle basi aeree.
Hopecraft veniva dallo Utah e forse era un mormone, anche se non
doveva essere di quelli molto devoti. Beveva. Si lament che Provo, vicino
al luogo in cui viveva - la sua citt natale era sui monti - fosse troppo rumorosa per lui.
Ma  una citt molto carina, nemmeno una prostituta, disse e si
guard intorno non per curiosit ma con un sussulto, scansandosi leggermente
come se si aspettasse che dicessi qualcosa. Stava forse cercando
di ricordarmi che Waikiki era piena di prostitute?
Io non ero mai stato fuori dagli Stati Uniti prima, disse.
Questi sono gli Stati Uniti.
Hopecraft era una di quelle persone timide, un uomo perlopi incapace
di esprimersi che si animava alla sola vista dell'animale domestico
di qualcuno. Vedono qualche umido animaletto con il collare e cominciano
a sbavare. In questo caso si trattava del gattone di Puamana,
Popoki. Gente ambigua che evita di incrociare gli sguardi degli altri,
sembra sensibile agli animali degli sconosciuti, come se l'animale rappresentasse
la persona. Non appena vide il solo pelo della bestia, Hopecraft lo fece salire sulle sue mani e sulle ginocchia e lo accarezz, parlandogli stupidamente e sinceramente. Popoki era un gatto grasso, diffidente, dall'aspetto malvagio con il pelo spazzolato, nero con pochi ciuffi bianchi, il vero colore della sua proprietaria. Quanto al suo nome, Popoki significava gatto in hawaiano, una piccola corruzione di poor pussy, povero micio.
Per qualche ragione - gli amanti degli animali probabilmente trasmettono dei segnali benigni - il gatto si avvicin a Hopecraft. Per Puamana era veramente troppo.
Il suo nome  Popoki, disse. Odia gli sconosciuti.
Il gatto sfoder i suoi denti come se sapesse che stavano discutendo della sua personalit. Hopecraft la prese come una sfida.
Tu sei un grassone, sfacciato, micione che adora essere grattato sulla pancia, s, ti piace, disse Hopecraft accovacciandosi nel corridoio.
Puamana gli lanci un'occhiata calcolatrice. Li presentai, ma non spiegai che Puamana era mia suocera. La prossima domanda sarebbe stata a proposito della nipotina e, pur amando Rose, Puamana odiava l'idea di essere nonna. Chi avrebbe potuto biasimarla? Era alla fine dei quaranta ma sembrava pi giovane. Quel mese Puamana era bionda. Intratteneva ancora gli uomini nella sua stanza. Ma era schifiltosa. Lavorava solo quando aveva bisogno di soldi per gli abiti. Aveva la statura piccola da ragazzina, ma robusta, anche un po' muscolosa. Si allenava - faceva
jogging, sollevamento pesi, step e aerobica sul tetto dell'hotel. Una delle prime cose che Sweetie mi aveva detto a proposito di sua madre era stata: Mia madre possiede cinque vibratori. Di misure diverse!
Credeva di avermi rivelato chiss quale oscuro segreto su sua madre, ma il suo segreto non spiegava nulla. Puamana mi dava l'impressione di qualcuno che  sempre in vacanza, l'intera vita  una vacanza, con i soliti alti e bassi, indolore. Qualcuno aveva sempre badato a lei - prima Buddy, dopo Sweetie e ora io.
Hopecraft fingeva di non interessarsi a Puamana anche se, ovviamente, lei gli piaceva - me ne accorgevo dal modo in cui elargiva attenzioni al suo gatto. Aveva un'aria anche profondamente preoccupata, un po' tra il turbato e l'ansioso, sembrava sempre sul punto di chiedere qualcosa e subito dopo pensare che fosse meglio chiudere la bocca e tacere.
Dal primo giorno, Hopecraft segu la solita routine del turista continentale: colazione-spiaggia-pranzo-pisolino. Andava in giro con una
stuoia da mare arrotolata e un asciugamano dell'hotel. Dal suo atteggiamento e dalla concentrazione notavo che era alla ricerca di qualcos'altro.
Io cominciai a pensare che fosse in attesa di qualche riconoscimento che non era ancor arrivato.
O era l'effetto di Puamana. Il suo attaccamento a Popoki cattur l'attenzione della donna. Acquist alcuni snack per gatti e una palla che
la creatura poteva mordere. In cambio, Puamana gli chiese del suo lavoro e della sua famiglia e si trattennero sul tetto a osservare i dirupi dell'orlo
del cratere di Diamond Hea o le luci di Waikiki o il tramonto al di l di Waianae, il tutto mentre graffiavano a turno Popoki. Celibe, Hopecraft ne fu rapito.
Dopo un drink o due - fatti i conti in tasca, Hopecraft cominci a mescolare la roba sul tetto con quella che aveva in camera - Puamana si
scus e port il suo gatto al piano di sotto. Hopecraft fu sollevato dal suo allontanamento perch usc e and alla ricerca di una prostituta. Questa
ricerca notturna, con camicione hawaiano e scarpone da ginnastica bianche, sul marciapiedi adiacente all'hotel, rappresentava l'unico motivo di Hopecraft per visitare le Hawaii.
Le prostitute a Waikiki erano ovunque. Sebbene avessero l'abitudine di usare il vialetto accanto a noi come scorciatoia per Kalakaua Avenue,
raramente indugiavano vicino all'Hotel Honolulu. Le passeggiatrici avevano recepito il messaggio - noi eravamo al margine, i giapponesi
che avevamo erano troppo pochi e qualsiasi prostituta sarebbe stata notata se si fosse trattenuta in questa zona. Non c'era molto traffico. Pi
gi di Kuhio e Kalakaua, dove c'erano grandi folle tra cui confondersi, le donne giovani camminavano con andatura rigida e maestosa sui tacchi
alti, con l'inconfondibile andatura delle prostitute, senza andare in nessun luogo, muovendosi semplicemente nello stesso posto, donne dai capelli gonfi nel loro ingrato andirivieni.
Ma dipendeva dall'ora del giorno? o dal periodo dell'anno?
Hopecraft aveva un occhio particolare per donne del genere. Un ragazzo di
campagna proveniente da un paesino dello Utah per il quale Provo era
una citt rumorosa, non avrebbe saputo certo distinguere una prostituta
da una donna dell'alta societ: entrambe erano mirabilmente vestite e
curate. Provai simpatia per lui, per il fatto che non l'avrei saputo nemmeno
io, non essendo di Honolulu, dove ci si pu facilmente confondere scambiando l'una con l'altra.
Discutemmo a questo proposito, Hopecraft e io.  proprio cos
umiliante, disse. Le Hawaii lo facevano sentire sensuale. La luna
hawaiana, il mormorio del mare, il profumo dei fiori, un insieme di tutto
ci. Cos lui andava in cerca della preda, provando a concludere con qualcuna, ma senza successo.
A Whyee c' tutto, mi disse molto presto. Se avessi una donna sarebbe perfetto.
Che tipo di donna?
Facendo la faccia di chi sta lottando per trovare un eufemismo per
puttana - tutte le alternative erano altrettanto volgari - finalmente opt
per mercenarie. Era vero che le prostitute sapevano fare affari facilmente.
Erano delle esperte della semplificazione - sapevano bene che
aspettare per l'approccio rappresentava una perdita di tempo, cos di solito
erano loro a dare inizio al contatto. Ma per puttanieri preferivano gli
uomini giapponesi, che erano educati e veloci e pagavano di pi, si lasciavano
intimidire velocemente e facilmente derubare.
Hopecraft disse: Honolulu ha una reputazione folle. Desidero conoscere
tutto quello che il luogo offre.
Poich non rientrava nel mio lavoro aiutarlo in questa disperata ricerca,
rimasi un ascoltatore comprensivo e un sottile osservatore che gli
aveva involontariamente dato un vantaggio assegnandogli una stanza di fronte a quella di Puamana.
Alla quarta notte, Hopecraft era sul punto di rinunciare. Dopo il suo
solito giro alla ricerca della preda ritorn in hotel sembrando un piedipiatti
e sal in camera sua. Passando davanti alla porta di Puamana, buss,
sperando di poter giocare con il gatto. Proprio mentre batt la porta
solo con la nocca, gli sembr di udire una voce di donna che diceva:
No, ti prego! e questo lo allarm a tal punto che invece di urlare
Puamana disse Ehi, Popoki! segu il silenzio. And nella sua camera. L'agitazione
successiva nel corridoio lo tenne nella sua camera. Il giorno dopo Puamana era furiosa.
Perch bussi alla porta della mia stanza a quasi mezzanotte, sei lolo?
Erano solo le undici. Hopecraft abbass lo sguardo verso le sue
pesanti zampe. Desideravo solo giocare un pochino con Popoki.
Puamana gli lanci un'occhiata di traverso e disse: Cattivo tempismo. Ecco perch sei un perdente.
L'equivoco lo turb - Puamana era contrariata. Pochi giorni prima,
lui aveva pensato di chiederle, come un amico che non  del luogo, fingendo
di scherzare, dove fossero le prostitute, e il famoso quartiere a luci
rosse, e dove le ragazze che ballavano la hula in gonnellini di erba?
Abbandon quei pensieri e timidamente le chiese se avesse avuto voglia
di andare a mangiare qualcosa insieme a lui.
Lei accett a patto di portare con s il gatto. Hopecraft ne fu segretamente
lieto e per tutto il pasto sedette tenendo in grembo Popoki, dandogli
dei pezzettini di pesce, grattandolo dietro le orecchie, ascoltando
il ribollimento delle sue fusa. Puamana sorrideva; lo aveva perdonato. Hopecraft era felice. Diventarono amici.
Che ne dici di un caff?
Mi dispiace, devo scappare. Puamana allung le mani e Hopecraft le pass il gatto. Lei disse: Non bussare mai pi di notte alla mia porta, intesi? Odio l'invadenza.
In camera sua, pi tardi consolandosi con il pensiero del pranzo amichevole ma giurando che non sarebbe mai pi tornato a Honolulu, Hopecraft sent rincasare Puamana. Pens di attraversare il corridoio e di ringraziarla per avergli concesso la sua amicizia, ma decise di non farlo.
E fu un bene perch avrebbe disturbato Puamana, come la sera prima, quando faceva la sua marchetta, fingendosi spaventata, dicendo: No, ti prego! mentre si sottometteva come una scolaretta all'agitato giapponese.
...
.
...
Il gatto di Puamana.
...
.
...
Lei aveva capito dall'inizio quello che l'uomo dall'altra parte del corridoio, lo straniero Charlie Hopecraft voleva: una donna proprio come
lei. Era stato molto cordiale e ossequioso. Ma lui aveva troppo tempo a disposizione. Aveva i soldi contati. E si era perso nell'Hotel
Honolulu. Puamana diceva che non valeva la pena di perdere una settimana di privacy per cento dollari. Non potrei mai sbarazzarmi di lui.
All'inizio le permettevo di trattenersi in hotel perch me lo aveva detto Buddy. Sembrava gli piacesse avere questa donna libera a sue spese.
O si trattava di un favore che le doveva?
Buddy mi aveva rivelato il suo segreto: nel 1962, quando aveva vent'anni, questa principessina del cocco aveva fatto l'amore con un VIP
al Kahala Hilton e la bambina nata dal loro incontro occasionale era Ku'uipo, Sweetie, divenuta mia moglie. Puamana non conosceva ancora
il profondo segreto, che il VIP in questione fosse il presidente Kennedy.
Quando Sweetie era diventata pi grande, Puamana andava di pi in giro.
Ma io avevo il sospetto che per molti anni fosse stata l'amante di Buddy e che lui provasse ancora un'indefinita devozione per lei, nonostante la vita che conduceva.
C'era anche qualcosa di felino in lei. Immaginavo che certe persone
mantenute servissero da animali da compagnia per grandi cuori protettivi
come Buddy, che le amava per il loro stato selvatico cos come per il
loro lasciarsi addomesticare. Quando sposai Sweetie diventai il protettore
e a volte mi chiedevo se Puamana avesse escogitato l'intero intreccio
per fare in modo di diventare mia suocera. Di tanto in tanto, come
Buddy, lei mi presentava dicendo: Lui ha scritto un libro! e scoppiava
a ridere perch la cosa le sembrava cos assurda.
 curata, pulita, diceva Buddy.  nata qui ma sua madre la
mand via. Ha studiato in California.
Puamana era molto affettuosa con Rose. Se qualcuno  gentile con
il tuo bambino, si fa perdonare tutto. E il soggiornare di Puamana all'hotel
faceva s che le altre prostitute, quelle pi di strada, tendessero a
stare alla larga. Aveva un posto al bar del Paradise Lost ma la sua media
era di qualche uomo a settimana. Non era cos strano che non avesse accontentato
Hopecraft: era povero e certo non uno spendaccione. Sembrava
essere alla ricerca di un'amica. L'amicizia richiedeva tempo ed
energia e Puamana non aveva a sufficienza n l'uno n l'altra. Altri puttanieri
erano pi ricchi e pi rapidi. Puamana detestava chiacchierare sul
lavoro, come qualsiasi cosa che le facesse perdere tempo. Le piacevano i
tipi agitati, i conigli, i maldestri, quelli che si scusavano, quelli che erano
tormentati da problemi di capelli impiantati.
Cosa insolita per un'isolana, Puamana era molto precisa. La puntualit
la rendeva cerimoniosa. Era educata e piuttosto meticolosa nel
modo di vestire, era questo il motivo per cui non avevo nessuna obiezione
se si sedeva da sola al bar. Non che le capitasse di stare seduta a
lungo da sola. Buddy diceva: La puttana-tipo-bibliotecaria  un magnete
sessuale molto pi forte di un'oca provocante. Puamana in alcune
serate indossava degli occhiali costosissimi.
Gli uomini si sentono meno minacciati da me... hanno una specie di garanzia, diceva.
Io fissavo, non lei ma ci che diceva.
Aveva l'abitudine di sedersi in maniera pensosa ma sempre all'erta,
come un uccello dalle zampe lunghe sulla riva del fiume, uno
di quegli aironi che rimangono immobili finch non tirano un colpo
violento e repentino con il becco affilato quando un pesce nuota nei dintorni.
Di sera indossava abiti quasi castigati che pi che mostrare tendevano
a nascondere, e c'erano anche troppi strati per quelle notti cos
calde. Se non l'avessi cercata non ti saresti accorto di lei, anche se era
lei a notare per prima. Allora avrebbe vuotato il suo bicchiere e tu l'avresti
guardata negli occhi e avresti trovato il modo per dire: Ne vuoi un altro?
Sarebbe molto carino, diceva facendo buon uso del suo inglese ma
parlando in maniera chiara per non farti muovere dalla tua posizione.
Il resto delle mosse era tutto suo.
Andiamo fuori a mangiare qualcosa? avrebbe detto lo sconosciuto.
Un pasto in un ristorante qui vicino ti costa cento dollari, molto pi di una bottiglia di vino. Dopo avrai voglia di me. Perch non mi dai
il centone e non mi scopi adesso?
Riusciva a dire una cosa simile con un tono di voce cos moderato, che lo sconosciuto ne era disarmato, troppo allarmato per ridere.
Tu sei peggio di me, lo sconosciuto avrebbe detto.
Al piano di sopra, presa dagli affari, si toglieva i suoi occhiali e diceva:
Niente rapporti anali. Niente sesso orale. Niente sadismo. Usa il profilattico. Io non bacio. Prima i soldi.
Se l'uomo esitava, diceva: Prima metti i soldi nella mia mano e dopo passi all'azione.
Gli uomini in tali circostanze notoriamente diventavano fiochi e addirittura
muti. Hanno bisogno di una guida. Rimanevano colpiti dalla
nudit della sua camera, una cella piccola e spoglia dominata da un letto.
Popoki occupava quasi tutto il sof.
Odio quel gatto, mi confess Sweetie.
Popoki era un mucchio di peli senza forma con una faccia piatta sempre minacciosa, un enorme appetito difficile da accontentare e un brutto carattere. Si muoveva raramente se non per sollevare la testa e sibilare.
Dormiva sul sof, non faceva nulla tranne che dormire, afferrando due cuscini su tre e si lamentava, miagolando, se qualcuno usava il terzo.
Gli uomini invece sedevano serrati nella poltrona stretta, facendo attenzione al gatto per paura che potesse scattare all'improvviso, allungare le zampe e sfoderare i suoi artigli. Era proprio quello che immaginavo,
un gatto simile che agganciava le sue unghie nel cranio dell'uomo, asfissiando il volto e soffocandolo con il suo grande corpo puzzolente dallo stomaco peloso.
Il gatto era sporco. Puamana eccessivamente linda. Faceva delle docce interminabili. Era silenziosa - niente musica, niente TV. Non leggeva, ecco perch Mio genero ha scritto un libro! le suonava cos assurdo. Quando rimaneva in camera sua sedeva silenziosa in una posizione yoga.
Era un'accanita fumatrice ma fumava solo nel lanai. Ho sentito dire che i gatti sono soggetti al cancro ai polmoni per colpa delle sigarette dei loro padroni.
Puamana era superstiziosa, solitaria, vanitosa, mai in ritardo, al contrario una fanatica della puntualit, dal passo svelto, non una perdigiorno o una ritardataria. Anche seduta al bar era ferma come un airone, tuttavia riusciva ad apparire impegnata, a volte sembrava indaffarata a parlare sommessamente al suo telefonino.
Sveglia alle undici, colazione a mezzogiorno, ginnastica sul tetto e dopo si preparava per la sera. Non andava mai in spiaggia. Il sole trasforma
la pelle in cuoio. Aveva un'alimentazione molto curata, non spettegolava mai, conversava di rado e quando lo faceva era per parlare
di prodotti per la cura della pelle o di cibi salutari. Risultava noiosa su
questi argomenti perch non essendo una lettrice, tutto quello che diceva
lo aveva sentito da qualche parte da qualcun altro. Era sempre a dieta, si sacrificava, era spilorcia, a malapena faceva la spesa.
Quando non faceva ginnastica o non si stava preparando in anticipo per la sera, o non aveva un cliente, dormiva. Per un periodo vide uno psichiatra.
Fu dopo l'incidente con il prete. Il prete era prima venuto da me.
Vado offrendo consiglio. Conosceva Buddy. Risposi che andava bene e gli dissi di trattenersi nelle zone pubbliche e fuori dalle stanze dei clienti.
Subito dopo irruppe nel mio ufficio con una lagnanza e un racconto. Puamana lo aveva attaccato - graffiato e scacciato. Ma quando le chiesi delle
spiegazioni lei neg tutto. Il prete l'aveva spinta sul sof, tirato fuori il suo pene, rimanendole addosso e aveva detto: Tu sai cosa fare. Non era per
il sesso, sebbene fosse del genere che lei odiava; il problema era che si era rifiutato di pagare in anticipo. Avevano litigato. Puamana si era protetta
con il gatto, sollevando la creatura pesante come un'arma e lasciando che graffiasse il viso del sacerdote con le sue unghie.
Io dissi al prete:  tipico dei gatti. Chiunque pu distinguere il graffio di un gatto da quello di una donna. Farebbe meglio a farsi un'iniezione se non vuole avere dei problemi.
Il prete svan a Oahu per un po', ma dopo qualche tempo lo rividi a distribuire consigli per Waikiki. Sembrava sempre come se, con il pretesto di salvare le anime, andasse alla ricerca di corpi femminili.
Conosco il tipo, disse Puamana. Sono quelli con cui tu hai a che fare.
Potrebbe tornare.
No, disse. Era mortificato.
Ecco un'altra parola inaspettata come garantito.
Quello e il modo in cui viveva mi avrebbero rivelato parecchio, ma lei era mia suocera e io non volevo guardarla troppo attentamente per paura di quello che avrei potuto scoprire. Gi sapevo pi di quanto avrei voluto. Conoscevo, pi di chiunque altro, la sua malinconia.
No, non mi manca nessuno, disse.
Parlando da uomo, so che non  vero.
Quando morir, chi verr al mio funerale?
Io, assicurai.
Questo la commosse. Disse: Voglio un funerale cattolico. Una grande folla, degna di una sposa di Cristo.
L'espressione sul suo volto pieno di sentimento riusc a non farmi sorridere.
Dovevo diventare una suora.
...
.
...
Mortificazione.
...
.
...
C'era questa suora novizia, Sorella Antonia, nel Convento della Santa
Croce di Eureka in California, disse Puamana. Era andata l all'et di
quattordici anni. A Whyee  l'et del consenso al matrimonio.
Sua madre aveva mandato la ragazza da Hilo, dove all'epoca vivevano
e aveva detto alla madre superiora di comunicare direttamente con lei
e non con nessun altro membro della famiglia e soprattutto di evitare il
padre della ragazza, Wendell. Era un tiranno? chiese la madre superiora.
No, rispose la donna, lungi dall'esserlo. Suo marito era debole e piangeva
con facilit. Non sopportava la solitudine, detestava il buio, cercava comprensione.
Non riesce a controllarsi, disse la donna.
Cos la ragazza fu ammessa in convento e il segreto fu mantenuto.
Non era insolito in quei giorni per qualcuno, anche se giovane, prepararsi
a diventare suora per una vita intera rinunciando al mondo. La
madre superiora conosceva certi dettagli e ne comprendeva altri. Le famiglie
sapevano essere mostruose ed era quello il motivo per cui la bambina
sarebbe rimasta al sicuro, sotto la sua protezione e la protezione di
Ges Cristo, per il resto della sua esistenza. Velocemente sarebbe passata
dal ruolo di novizia a quello di suora.
Prendendo il nome di Sorella Antonia, con un viso pallido e gli occhi
spalancati che sembravano un'espressione solenne di credenza e
comprensione, poich anche la paura poteva ispirare una sorta di fede,
la ragazza non diceva una parola, e il suo silenzio era simile a una preghiera.
Era magrolina, ma il lavoro nella fattoria di famiglia l'aveva resa forte,
al di l di Hilo a Big Island. Vi erano quattro ragazzi e tre ragazze. Sorella
Antonia era la pi grande tra le ragazze e per questo responsabile
del benessere delle sorelle pi giovani. Aveva interrotto gli studi presto
e a stento riusciva a leggere e scrivere. Sembrava oberata dalle
preoccupazioni e a quattordici anni aveva il volto di una donna, irruvidito dalle
intemperie e reso serio da tutte le sue ansie.
Il fatto brutale era che quando la madre di Sorella Antonia era rimasta
incinta un anno prima, il padre, Wendell, aveva cominciato a dormire
con la figlia chiedendole di stare zitta e incolpando sua moglie incinta
perch lo costringeva a ci.  tutta colpa sua. Sebbene fosse
spaventata, la ragazza non urlava. Lei sussurrava: Non so cosa fare.
Suo padre diceva: Devi essere come un topo. Un topo non fa nulla per sopravvivere.
Sorprendendo il padre e la figlia insieme, la madre url all'uomo
mezzo nudo e nascose la ragazza per tutto il tempo che ci volle - circa
dieci giorni - per mandare la ragazza al convento nel continente. Non
disse nulla alla polizia. Lo disse al prete che fu sgridato da Wendell
quando lo and a trovare e sollev l'argomento. La donna stava molto
accorta a tenere lontano la ragazza e il suo segreto sebbene Wendell la
tormentasse. La pretendeva in un modo passionale, non come un padre
ricerca sua figlia ma come un uomo disperato per ricongiungersi con la sua amata.
Cosa avrebbe detto se avesse saputo che la novizia Sorella Antonia
nel letto di ferro della sua cella sentiva la sua mancanza - la mancanza
di lui pi di qualunque altra persona conosciuta, pi di sua madre? Lei
che lo aveva temuto si stupiva di come ardentemente lo desiderasse.
Non le mancava la monotonia dei lavori di tutti i giorni o la responsabilit
di prendersi cura delle sue sorelle, ma le mancava la compagnia
dei ragazzini. Tuttavia niente e nessuno, nemmeno il Cristo risorto,
avrebbero colmato il vuoto lasciato da suo padre e lei lo immaginava
spesso, cos triste seduto in solitudine - come sedeva lei in solitudine - a pensarla.
Prega per la tua anima, le diceva la madre superiora perch sapeva
che Sorella Antonia era stata corrotta da suo padre, che correva il pericolo
di smarrirsi. E prega per l'anima di tuo padre.
Pregando per suo padre ricordava la sua immagine e il suo profumo
e questo le suscitava il desiderio di lui. Essendo una novizia era osservata
pi attentamente. Rimaneva in ginocchio per ore con il capo chinato
a mormorare preghiere, ma da ogni parola era spinta a riflessioni passionali
e ai ricordi delle sue mani e della sua bocca su di lei. La preghiera
la rendeva libidinosa e svegliava in lei il pensiero di suo padre, lo
vedeva apparire nell'oscurit, accendersi, mentre con le mani piegate lei
stringeva il suo corpo chino riscaldato dalla sua vicinanza. Cos pregava
con tutta se stessa sapendo che nella preghiera avrebbe sentito il rapimento del corpo di suo padre.
Perfino l'espressione del suo volto aveva perduto la sua solennit
ed era diventata estatica mentre pregava poich in quella posizione implorante
suo padre l'aveva posseduta; inginocchiandosi era diventata la
sua amante. Cos pregare divent per lei una specie di passione che sapeva
di condividere con le altre suore che al mattino apparivano esauste
dopo un'intera notte di auto-flagellazione, fustigandosi le schiene tra le preghiere.
Nulla avrebbe potuto curare la solitudine, sebbene la preghiera - le
sue preghiere che ispiravano libidine - le procurasse un piccolo sollievo.
Sua madre era andata a trovarla due volte, portandole dei piatti hawaiani
- mochi (riso battuto), saimin (zuppa di tagliolini), prugne in salamoia,
crackseed (prugne con lo zucchero), poki (pesce crudo marinato
con limone), lomi salrnon (grossi pezzi di salmone con verdure grattugiate
e cipolla). Ma adesso tranne i preti nessuno mai andava a trovarla.
Impar a leggere, a cucire, puliva, spazzava e lavava i pavimenti del convento
o lavorava per la fattoria del convento. Essere una novizia significava
fare i lavori pi umili. A lei non importava; era tutto quello che aveva sempre conosciuto.
Nel confessionale parlava timorosa dei suoi pensieri - sapeva che
erano sbagliati. Esistevano tante parole religiose per quello che provava
e anche il crocifisso e la morte di Cristo somigliavano alla passione sessuale.
I preti, i suoi confessori che erano andati a far visita a Sorella Antonia,
sembravano desiderosi di perdonarla, ma dicevano anche che avevano
bisogno di particolari specifici prima di poterle dare l'assoluzione.
Lei non nominava suo padre. Aveva anche detto che aveva raggiunto
l'et del consenso. Parlava di un uomo - a volte le sembrava che fosse
uguale a tutti gli uomini, anche ai preti, perch quando parlava con i
preti a volte desiderava che la violentassero.
Gli stessi preti, come se lo fiutassero, sembravano saperlo e ne avevano
paura. Una mortificazione ispirata. Lei non conosceva la parola.
Mortifica la tua carne. Nella stalla del convento un pomeriggio, tra
mucchi di fieno, trov un topo che si contorceva in una cesta - non si
acquattava, i topi non si acquattano mai. Infil un coperchio sulla cesta
e dopo riusc a mettere il topo in una piccola scatola che port di nascosto nella sua camera.
Nelle Hawaii, arcipelago della vita da topo, aveva conosciuto il topolino
dei tetti e il topo nero dei moli, ma quello era un semplice topo,
di una specie che non aveva mai visto prima. Il poverino era senza peli e
a chiazze rosse con macchie di lentiggini sulla pelle aderente e una coda
ancora pi rosa che sembrava masticata. Puzzava in un modo che l'attraeva
perch era il cattivo odore dell'uomo ed era sempre in movimento.
Sembrava non dormisse mai. Si ricord ci che suo padre le aveva
detto a proposito dei topi. Questo rosicchiava la sua scatola ma quando
lei gli dava da mangiare il ratto calmava un po' quel suo continuo contorcersi.
Lo teneva nella sua stanza e lo nutriva con il cibo che le veniva
servito nel refettorio - croste di pane, pezzettini di carne, un impasto di
fagioli e patate, tutto quello che riusciva a nascondere nelle pieghe del suo abito.
Non mangiando molto era dimagrita, indebolendosi, e a volte si sentiva
svenire dalla fame. Le altre suore si erano accorte di quanto si fosse
debilitata la giovane novizia e di come la mortificazione avesse reso il suo
aspetto cos sofferente. Non sapevano che la sua inedia, nutrendo il topo,
era diventata come una droga; di quanto la febbre procurata dalla fame
le causasse intense immagini allucinatorie di suo padre che le chiedeva
di inginocchiarsi e dopo le acchiappava la testa facendole pronunciare
la sua battuta. La mortificazione era pi profonda della preghiera.
La preghiera le portava le solite immagini, ma la fame le dava i suoi conati
di vomito con la cupidigia e lei si aggrappava e gemeva come negli spasimi dell'amore.
Intanto il topo indifeso diventava sempre pi grasso e pi florido.
Il topo era un amico. Quando non pregava lei era sola e il topo alleviava
la sua solitudine. Il topo rappresentava suo padre e il suo amante. Il
topo era audace eppure quando era nutrito era felice nella sua scatola
come Sorella Antonia nella sua cella. Da ogni pasto portava il cibo per
la creatura. Ma la fame del topo era infinita e quando ne voleva ancora
Sorella Antonia gli offriva le sue nocche e gli permetteva di rosicchiarle
finch non si scorticavano. Dopo piegava le sue mani scarne e sanguinanti e pregava.
Sorella Antonia divent un fantasma, spettrale e pallida, le membra
tremolanti come stecchini, sotto i suoi abiti pesanti. La fame le offuscava
la vista a causa delle emicranie, ma lei riusciva a sopportarlo, credendo
che stesse morendo per amore e che per amore ne valesse la pena. In
questa condizione di debolezza le sue fantasie si intensificavano.
Il topo indifeso adesso era mostruoso, lento e grasso quasi troppo grande per la sua scatola.
Un giorno lei ritorn dalla cena e trov la scatola graffiata aperta, il
coperchio sotto il letto, il topo morto, la pancia strappata, insanguinata
come l'organo umano per cui lo aveva sempre scambiato. N era finito, poich il gatto che lo aveva ucciso lo stava ancora mordendo e giocava con lui - un gatto dall'espressione maligna che le ricordava se stessa.
Non molto tempo dopo, lei lasci il convento e ritorn alle Hawaii, disse Puamana. Dovette abbandonare il gatto, ma non sarebbe pi stata senza un gatto.
...
.
...
Sconosciuti nudi.
...
.
...
Una mattina alle prime luci, del tutto casualmente, lei entr nel caff dell'hotel
con il suo tubino attillato che saliva alle cosce per l'andatura allungata
e maliziosa dovuta ai tacchi alti. Quello che saltava agli occhi
non era l'abito bens il corpo. Come molti nuovi arrivati a Honolulu, lei
prese l'abitudine di trattenersi dopo la notte, come se, superstiziosamente,
frequentare abitualmente questo posto bizzarro la facesse sentire
al sicuro. Poteva non sapere di Puamana o altrimenti la stava sfidando.
Lei era insolita in un altro modo. A quest'ora del giorno avevano sempre
un protettore con loro e non maneggiavano mai soldi. Portava con s
contanti e non vi era nessuna traccia di un magnaccia tranne forse il nome
Cobrah tatuato messo in evidenza tra i fiori nei suoi seni - il suo abito
era di quelli succinti. Il nome del magnaccia avrebbe potuto essere il
colpo di grazia per terminare una relazione. Era suo figlio di tre anni.
Tu un poliziotto? domand quando per primo le rivolsi la parola.
Fu a causa delle mie domande invadenti, del mio sorriso poco convincente,
del mio notare i particolari, della mia imparzialit e della mia
sicurezza. Lei era una professionista dei segreti e io li collezionavo.
Mangiava sola, piluccando uova strapazzate condite con salsa piccante
e dopo fumava, beveva caff e intorno alle sei andava da qualche
parte a dormire. Si svegliava per lavorare non appena calava l'oscurit.
Era scura e vestiva sempre di bianco in questo luogo abbagliante in cui
non si vedeva quasi mai la luce del giorno.
Trascorse una settimana intera prima che io mi avvicinassi a lei, e lo
feci solo quando sembr essersi rilassata. Non appena cominciai a parlare
divent impaziente come se le stessi facendo perdere del tempo
quando invece aveva cose importanti da fare, come negli occhi dell'avvocato
in cui si scorgono pensieri di ore da fatturare e perfino quando
non ha nulla da fare, nelle conversazioni guarda sempre l'orologio parlando
in aumenti di un quarto d'ora.
Un poliziotto ti direbbe la verit?
Lei non sorrise. Intravide della logica in ci, ma ritorn a essere impaziente,
quel sospiro falso-annoiato-affrettato di una pessima attrice.
Il suo nome era Jasmine ed era venuta qui da Las Vegas. Una citt
veramente turistica. Non m'importa di quello che si dice qui. Era rimasta
delusa da Honolulu e diceva che probabilmente non sarebbe rimasta
a lungo. Aveva un altro tatuaggio sul pollice, un semplice simbolo.
Non ne voglio parlare, disse.
Batt leggermente i piedi e le dita ed emise di nuovo quel sospiro
per dire: Senti, ho da fare.
Ma non aveva da fare. Stava facendo una pausa dopo la colazione,
fumando una sigaretta.
Vuoi parlarmi?
Sorrisi in un modo debolmente amichevole invece di rispondere.
Allora ti costa dei soldi.
Come prostituta era pagata per tutto quello che diceva o faceva.
Qualsiasi contatto con un uomo aveva un prezzo. E cos firmai per la sua
colazione, comprando il suo tempo, e dissi: Sono il direttore qui.
Questo signific qualcosa per lei; me ne accorsi dal modo in cui evitava
di mostrare che era rimasta impressionata. Avevo autorit sull'intero
stabile - camere da letto, bibite, cibo, gli stessi clienti.
E, stranamente, mentre firmavo la sua ricevuta e guardavo il totale
istintivamente le osservai il corpo, come se paragonassi ci che avevo pagato
con il suo aspetto. Era grande, morbida, flaccida, non allenata. La
pelle ruvida. Aveva tagli e piccole cicatrici sulle gambe e minuscoli graffi
sulle braccia, e io sentivo che ogni segno rappresentava un incidente
pi grande e isolato. Vi erano tracce sul suo corpo simili a quelle della
frutta troppo matura di un supermercato. Stavo immaginando le impronte digitali?
Era molto diversa da Puamana, che non avrei mai pensato di vedere
senza il suo atteggiamento di benvenuto e l'enorme sorriso fatto apposta
per gli uomini, come se dicesse: Vieni dalla Mamma.
Un altro caff e un pacchetto di More Lights, disse Jasmine.
More Lights, dissi con voce gracchiante, per il nome assurdo, ma
lei non sorrise n mi ringrazi per avergliele date. Qualsiasi tentativo di
umorismo la rendeva solo sospettosa per il modo di fare che sembrava
una perdita di tempo. Mi scherniva, mi sfidava, mi dava il contentino. E
quando provai a farle dei complimenti, disse: Perch non dovrei essere sicura di me?
Dissi: Con quanti uomini sei stata la notte scorsa?
Vado, disse e and via, non offesa, semplicemente era scaduto il tempo. Ma la mattina seguente lei ritorn alle cinque, al sorgere dell'alba, in cerca di colazione e con la voglia di chiacchierare di nuovo. Il suo istinto era quello di scoprire le debolezze dell'uomo, qualsiasi bisogno egli avesse, e di sfruttarlo facendosi pagare. Il suo slogan per strada era: Ti va di trascorrere un po' di tempo insieme?
Se l'uomo non reagiva si allontanava immediatamente, senza nessun mi scusi.
Se l'uomo annuiva gli dedicava pochi secondi per un minimo di conoscenza, anche di discorsi sdolcinati, prima che il taxi si fermasse. Dopo di ci diventava fredda. Si trattava solo di portarlo in camera, terminare l'affare e riprecipitarsi sulla strada. Non le interessava nient'altro.
Non sono alla ricerca di un amico. Era indifferente agli uomini, a malapena li notava mentre si vestivano. Per lei erano tutti uguali; avevano a stento dei volti; chiunque avesse dei soldi andava bene. E, tuttavia, avevo il sospetto che ogni uomo la vedesse in un modo personale e drammatico.
Il prezzo richiesto in strada era di cento dollari, che si raddoppiava per i giapponesi. Una volta in camera, quando l'uomo era nudo, nel momento in cui dimostrava di non essere un poliziotto, gli venivano chiesti pi soldi.
Un tipo ieri mi ha fatto camminare per tre isolati fino alla sua macchina.
Gli ho detto: Chiama un taxi. Ma lui non ha voluto. Cos me ne sono fatta dare altri quaranta di extra per l'intera passeggiata.
La persona che dice: Tu mi stai chiedendo di fare altri cento metri perci mi dovrai dare quaranta dollari - quella  una persona pignola, mette il capo con le spalle al muro, ha una mentalit da sindacato, per cui ogni particolare di un lavoro  materia di trattativa.
 giusto, dissi.
Ma tu non la pensi veramente cos, rispose.
Nel contratto del mio portiere c' una clausola che dice che non gli si pu chiedere di arrampicarsi pi in alto di tre metri.
Pi in alto vanno, pi li paghi.  giusto.
D'un tratto comprese. Continu a dire che quando l'uomo era in camera lei diceva: Se vuoi di pi, ti coster di pi.
E naturalmente un giapponese nudo con l'uccello in mano tira fuori i soldi e sgancia.
Non toccarmi, diceva quando lo stesso uomo le palpava i seni. E quando toccava il suo tatuaggio lei si irrigidiva e diceva: Ahi! Che male!
L'ho appena fatto! - sebbene i suoi tatuaggi avessero diversi anni - e l'uomo faceva marcia indietro. Allora lei lo sgridava affinch fosse pi delicato.
Il tempo era tutto per lei. Proprio nel momento in cui ero pi avido di risposte da parte sua, diceva che doveva andar via. Passava un giorno intero prima che potessi riprendere il discorso.
Sedeva fumando nel suo abito ridicolo, con i tacchi a spillo, la sua chioma di capelli messi di lato, densi, aridi, opachi e a volte a spina come un riccio marino. La gente si accorgeva all'istante di avere di fronte una prostituta - bene, era quello l'intento dell'abito, la finezza  solo un'altra perdita di tempo in questo lavoro. E lei era scortese, per non dire villana, ma solo perch ogni minuto aveva il suo peso, per questo era villana nel modo in cui un controllore di volo pu essere villano.
Perfino il modo in cui camminava a lunghi passi era un tic-tac, scandiva il tempo.
Che fai se vogliono toccarti? Stavo pensando all'altro giorno, al giapponese che le aveva palpato i seni.
Non mi importa quello che vogliono. Comando io.
Un uomo del luogo era stato arrestato per aver usato una pistola assordante contro alcune prostitute, e i soldati le picchiavano slvaggiamente, ogni tanto qualcuna veniva ammazzata - frequenti gli accoltellamenti.
Jasmine era troppo professionale per affrontare questi argomenti; ne era al corrente, quindi non vi era altro da aggiungere. Due mesi dopo essere arrivata a Honolulu lei parlava sufficientemente il giapponese, forse una dozzina di parole, quanto bastava per poter trascorrere mezz'ora da sola in camera con un uomo d'affari nudo di Osaka. Una dozzina di parole erano abbastanza e gli uomini contenti di andar via.
Corri corri era il contrario di erotico, l'impazienza e l'ansia inibivano il desiderio, ma sembrava che Jasmine quasi non lo sapesse, o in caso contrario che lo ignorasse nell'interesse di un facile guadagno.
In una notte davvero buona aveva sei o sette uomini e sebbene io l'avessi pagata quasi quanto uno di loro, lei mi forn i particolari della notte precedente, dei cinque uomini.
La sera era cominciata con uno di quelli che l'avevano irritata, quello che l'aveva fatta camminare fino alla sua auto. Lei non riusciva a ricordare se fosse un bianco o da dove veniva, solo che era preoccupato per la polizia, di non essere seguito o riconosciuto. Lui continu ad ammosciarsi.
Lei, infine, cedette non chiedendogli pi soldi perch era sempre moscio e lui and via ancora pi moscio.
Un turista giapponese, anche nervoso, fu il secondo. Quando lei disse: No, non toccare, lui trasal come un ragazzo. Lei fece scivolare via la parte superiore del suo vestito, mostrando i seni, seduta accanto a lui sul letto e continuando a redarguirlo affinch tenesse le sue mani lontano da lei. Lo manipolava e quando lui concluse usc, trotterellando fino all'ascensore, con la camicia con le maniche rimboccate.
Era mezzanotte. Lei rimase in piedi davanti allo specchio a ritoccarsi il trucco, dopo si diresse di nuovo verso la strada, altissima sui suoi tacchi a spillo.
Il modo di rispondere del terzo uomo le disse che era ubriaco. Nel giro di pochi secondi lei seppe che era cos, inutilmente - volgare e borioso quando lei lo selezion tra il suo gruppo di amici, ma tranquillo nel taxi.
In camera fu anche cos controllato e stupido che armeggi nervosamente i suoi soldi e lei ne ottenne quasi duecento come anticipo. Non vi fu una fine. Lui non riusciva a finire. Lei temeva solo che si fosse addormentato, quell'uomo enorme che non si muoveva, cos fu costretta a spingerlo e gli si rivolse bruscamente. Lo odiava perch aveva tentato di baciarla.
Un uomo esperto che sapeva quello che voleva era un vantaggio, sebbene quelli alle prime volte si lasciassero intimorire pi facilmente. Il quarto cliente conosceva il procedimento ma fu troppo esplicito. Disse: Voglio il tuo culo. Lei rispose: Non lo do a nessuno. E quando lui sospir vedendola strappare l'involucro del preservativo per aprirlo, lei precis: Non faccio nulla senza il preservativo.
Lui pag l'extra. Lei si sdrai e divaric le gambe, distolse lo sguardo e sussult quando lui le entr dentro, come se la stessero vaccinando.
L'uomo aveva dei fili di saliva in bocca e i suoi occhi erano vuoti. Jasmine allontan con forza le sue mani che la cercavano a tastoni. Un attimo dopo quando pareva che si stesse divertendo prendendosela comoda, lei disse: Va bene,  tutto, e lui fu costretto ad affrettarsi per finire:
Troia, disse quando si gir per andarsene. Lei fu molto cattiva nella risposta, l'uomo se ne and velocemente.
Dopo ci, fu avvicinata per strada da due soldati. Non erano in divisa ma lei cap che erano dei militari dal loro taglio di capelli e dalla posizione dei loro tatuaggi: si potevano nascondere con una maglietta, e dalle loro scarpe che erano troppo pesanti, troppo lucide.
Furono insistenti.
Uno alla volta, disse lei.
Ma loro volevano andarci insieme. Uno di loro si tir su la maglia e spinse gi la cinta. Lei lesse sul suo basso ventre: Scopa finch resisto. Non volevano andare separatamente cos lei rifiut. Due uomini erano pericolosi. Avevano bisogno l'uno dell'altro pi di quanto avessero bisogno di lei. In tutti i modi era strano e loro erano soldati e lei diffidava degli spettatori.
L'ultimo tizio della notte all'una e un quarto circa del mattino fu un uomo di circa cinquant'anni che non disse neanche una parola. Probabilmente era straniero ma fece un baccano per i soldi sospirando e grugnendo.
Anche lui tent di baciarla. Lei disse: Io non bacio e Non toccarmi l e Che male.
Questa  una perdita di tempo.
Mi stava parlando cercando di essere di nuovo dura, proprio come fa la gente quando ha paura. Pretendeva pi soldi per continuare a parlare.
Pensai: la gente chiama sesso quello che fa lei, ma qualunque cosa fosse quello che lei faceva era il contrario del sesso, e al di l della nudit, qualcosa ridotto all'essenziale, solo soldi in una mano cos ossuta da sembrare una chela.
Nessuno sapeva chi fosse o da dove venisse n lei me lo volle dire tranne il fatto che era del continente. Nessun nome, pronunciato anonimamente, probabilmente non pi di vent'anni e qualcosa, tuttavia lei sopportava qualsiasi particolare fantasia passasse nella mente dell'uomo riconoscente.
Jasmine non voleva altro che soldi. Quando cercava di pi da me diventava civettuola in modo poco convincente. Ma lei mi aveva gi detto fin troppo. Dissi: Io non ho mai pagato per il sesso.
Gli uomini non mi pagano per il sesso, disse. Mi pagano per andarsene.
...
.
...
La vedova Bunny Arkle.
...
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Durante una delle ultime mattine in cui la prostituta Jasmine fece colazione
nel caff dell'hotel - dopo di che non la rividi mai pi -
Buddy Hamstra mi disse: Guarda quella donna.  stravagante.
Lanciai uno sguardo a Jasmine nel suo abito bianco attillato e Buddy
disse: Non lei e fece segno a una donna magra dai lineamenti delicati
di circa sessant'anni che si muoveva verso un tavolo con fare leggiadro
e paziente. Il nuovo fiorista, Palama, che aveva preso il posto
di Amo Ferretti, stava sistemando la hall selezionando gambi di heliconie e paradisee.
La signora Bunny Arkle. Mi suon come un'unica parola,
Bunnyarkle, e da quel momento in poi non sono pi riuscito a pensare
a lei senza immaginare entrambi i nomi. Era stata sposata quattro volte.
Non era del luogo. Veniva dalla California, nessuno sapeva da dove
esattamente. Era giunta alle Hawaii con il suo primo marito, un broker
e aveva deciso che il luogo faceva per lei. Avevano comprato una casa sul
Black Point, una residenza costosa anche allora.
Sta ritinteggiando la sua abitazione cos rester con noi per poche settimane, disse Buddy.
Dov' il broker?
Lo ha mollato anni fa, quasi subito dopo essere venuta qui per la prima volta.
Quella che avevo considerato l'intera storia non era che un dettaglio
dell'inizio, di quasi nessuna rilevanza eccetto che la signora Bunny Arkle,
la donna apparsa dal nulla, ora risiedeva in una grande casa sul Black
Point. Quando lo sollecitai, Buddy borbott che aveva sentito dire che
la signora Bunny Arkle era stata allevata in qualche parte del Sud da una
madre ambiziosa ma al verde che l'aveva presentata al broker dicendole come far piacere a un uomo.
Ebbe una storia abbastanza torrida con un erede dei Coulter - un
sacco di terre a Big Island. Divorzi dal broker. Una liquidazione immensa.
Si tenne la casa. Diciamo che aveva fatto bene i suoi conti. La
moglie di Coulter si accorse di tutto. Si suicid e nella lettera che accompagn il gesto li maledisse.
Sembrerebbe la fine di un affare.
Cominciato in modo strano l'intero affare si trasform in qualcosa
di serio. Dopo questo episodio Coulter la spos. Quando divorziarono
- la maledizione della ex moglie aveva funzionato - la signora
Bunny Arkle ottenne una grossa parte della propriet. Pi tardi fu ridivisa
per uso misto, commerciale e residenziale. Un imprenditore alberghiero
l'acquist e ne fece un luogo di villeggiatura. Parte del pagamento
era in azioni. Con spiaggia di fronte. La donna si ritrov improvvisamente ricca.
Non avendo bisogno di un marito e possedendo il nome dei Coulter
era tranquilla. Due mariti, specie se ricchi, la rendevano pi che rispettabile,
le assicuravano una sorta di invincibilit - anche lei ne era
convinta. Un famoso fotografo la immortal mentre giocava a polo a Mokuleia.
Dopo il secondo divorzio seguirono fidanzati, pretendenti. Ma a
quel tempo lei non si rendeva conto che si trattava di parassiti. Uno di
loro, un australiano, Keith, era sembrato quasi signorile - il suo accento
australiano suonava britannico, beveva sempre t, diceva evba, poss invece
di possibile, non posvo e anche quando imprecava con parole come
bastavdo e stvonza sembrava delicato. Diceva anche figgure e Io
credo e stvada per strada come se lui riuscisse a vedere un mondo
migliore di quello che lei conosceva. And a vivere con lei e un giorno
fugg con la maggior parte dei suoi gioielli.
Un altro opportunista, come poteva essere stata cos stupida, era
dieci anni pi giovane di lei, aveva dei vestiti eleganti e una macchina
sportiva. Non si trasfer ma la supplic e lei quasi glielo permise. Era cos
sola. Diceva di amarla. Si fece prestare dei soldi - non molti. Un giorno
lei and a vedere dove viveva e scopr che abitava in un appartamento
samoano a Kalihi. Bambini a piedi nudi le circondarono la macchina.
Era un vigile del fuoco! Mai pi, si disse, e rabbrivid al ricordo di averlo desiderato a letto, dei suoi gemiti.
Il pettegolezzo le rovin la reputazione. Si ritrov di nuovo sola. Fu
presentata a un vedovo, un vecchio nemico dei Coulter e sorridendogli
pens: Sposer quest'uomo.
La chiam qualche giorno dopo, come se lo stesso pensiero fosse venuto
in mente anche a lui. Andarono all'opera. Al Blaisdell Concert Hall
davano La Bohme. La signora Bunny Arkle indoss il suo pi bell'abito
da sera. Lui lo smoking. Quella notte quando lui la riport a casa sua,
lei lo invit a entrare per bere qualcosa. Sembrava cerimoniosa, ma la
sua attenzione verso di lui fu piena di proposte indirette: lo champagne,
il sigaro, il modo in cui pieg la sua giacca da gala e l'uomo si sent incoraggiato
a osare. Dormirono nello stesso letto quella sera sebbene lui
a stento riuscisse a ricordarsi i passi per arrivare alla camera da letto. Nel
giro di sei mesi si sposarono, le loro due fortune si unirono. Il suo nome
era George Gideon Wright un discendente dell'uomo che aveva dato il
suo nome al Wright's Point.
Lei aveva un talento, disse Buddy. Riusciva a fare tutto con successo,
a dispetto di quello che la gente diceva sulle intelligenze. Wallis
Simpson divent duchessa di Windsor. Motivo: sapeva stringere i suoi
muscoli vaginali. Fu quello a darle potere sul Principe di Galles.
Dopo diciassette anni in Inghilterra, dovevo venire in un alberghetto
delle Isole Sandwich per scoprire il segreto che avrebbe influenzato
radicalmente il futuro della monarchia britannica.
Pamela Harriman ebbe tre ricchi mariti e una quantit di amanti
appartenenti all'alta societ. Certo era affascinante, ma ehi, fu il suo savoir
faire la chiave del suo successo? Diciamo piuttosto. A letto era un
demonio. Faceva le bustine di t - il vecchio espediente dei testicoli,
li faceva diventare come un budino. Li faceva eccitare. Mor come ambasciatrice
degli Usa a Parigi.
Buddy bevve tutto d'un fiato il suo drink e aggiunse: Jackie Kennedy
sembrava una che aveva classe, in realt era una vera negoziatrice.
Il suo contratto di matrimonio con Onassis era tutto calcolato. Sarebbero
rimasti sposati per sette anni, lei non avrebbe dormito con lui e alla
fine si sarebbe beccata ventisette milioni di dollari.
E la signora Bunny Arkle?
Guardala. La donna, solitaria, austera, sorseggiava il t, con la
testa eretta. Sembra una graziosa femmina di uccello con le ossa fragili.
Buddy ansim per enfatizzare e disse: Ma il suo segreto  che lei  una cagna.
Aggrottai le ciglia nell'udire quella parola offensiva ma Buddy scoppi a ridere.
Gli uomini parlano, disse, prima che potessi chiedere. Anche le
donne lo fanno. Lei era esperta nel leccare l'ano -  cos che veniva chiamato
nei bordelli del Nevada. Oggi va molto slinguare l'ano. Un lavoro
di lingua. Probabilmente  illegale in molti Stati come tutte le cose divertenti.
George Wright fu un uomo molto felice.
La tazza di t era collocata su di un piattino e la signora Bunny Arkle
stava spiegando il tovagliolo nel cesto delle focaccine dolci da t.
Quando George Wright mor vi fu un parapiglia sulla sua fortuna
- i suoi ragazzi protestarono contro questa donna per aver ottenuto cos
tanto. La signora Bunny Arkle fece un affare, sistem la faccenda senza
il tribunale e concluse con un attivo di quindici milioni. Un'azienda
di noci di macadamia. Una tenuta di cavalli. Possiede ancora delle quote
nel luogo di villeggiatura di Big Island.
Alla fine dei suoi cinquant'anni era diventata una delle donne
pi ricche delle Hawaii. Gli uomini la perseguivano come una volta
aveva fatto lei con loro. Uno degli amici di Buddy la colse in un momento
di debolezza ed ebbe una relazione. Dur un mese: lei lo mand via.
Arkle fu l'ultimo. Possedeva una catena di cinema. Era ebreo, aveva
cambiato il suo nome, anche lui era vedovo. Lei lo convert. Lo volle perch
in qualche modo lui era reale. Ora per lei era diventato duro stare
da sola e uscire in societ la metteva a disagio. Lei che era sprezzante con
molti uomini, vide Arkle come un uomo alla mano, forte e un amico sereno. Desiderava essere protetta da lui.
Quest'uomo pur avendo settantanni era attivo sessualmente anche
se nessuno avrebbe pensato ai particolari o lo avrebbe immaginato nudo.
Buddy fece una smorfia e disse: Puoi immaginare come dev'essere fare il proctologo?
Arkle era incantato da lei ma diceva anche: Perdi sette chili e io ti sposer.
Ci vollero mesi, pi di quanto lei si sarebbe aspettata e si sposarono nel suo palazzo a Nuuanu accanto alla sinagoga. Quando lui mor, met della sua collezione d'arte and all'Academy of Arts di Honolulu, la Donazione Arkle, e lei vendette l'altra met conservando solo un Bonnard per la sua particolare sfumatura di blu.
Buddy disse: Lei probabilmente avr dormito con non pi di dieci uomini nella sua vita.
Qualche prostituta lo fa in una sola notte.
Ma la signora Bunny Arkle ci metteva il cuore. Succhiava meglio di qualsiasi altra prostituta. Il motivo? Era paziente.
La vecchietta ancora l, seduta nel caff dell'hotel, ora imburrava una focaccina, le dita allungate con i suoi anelli che catturavano la luce del giorno. Forse stava pensando: avrei desiderato lasciare gli uomini che ho sposato, ma loro mi hanno pagato per rimanere.
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Colore locale.
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In questo luogo pittoresco, una delle scene pi sconvenienti a cui abbia
mai assistito avvenne proprio qui accanto, nel cortile dell'Hotel Kodama.
Era notte. Udii salmodiare, grugnire improvvisamente, urla e mormorii
e dopo strisciando verso la piscina, sbirciando al di l dell'Albero
della pioggia e attraverso gli oleandri che nascondevano la palizzata, vidi
la luce delle torce, i corpi scintillanti - gli uomini hawaiani in perizoma
e le donne hawaiane in gonne fatte di foglie di cordiline battere
su grosse zucche vuote che loro chiamavano ipo. In contrappunto, come
un battito cardiaco sentii gli uomini percuotere con degli spessi bastoni
dritti sulle lastre di pietra del cortile. I clienti del Kodama scattavano
fotografie. Alcuni di loro registravano il salmo. Era una dimostrazione
che nel mondo di Waikiki, i colori del luogo non erano sbiaditi.
Quella fu la prima notte. Le successive, gli hawaiani si avvicendarono
a gruppi, indossando abiti da strada, pantaloncini e camicie
hawaiane, abiti da ufficio e alcuni persino con le ventiquattrore. Portavano
cibo, sembravano uomini d'affari, ma continuavano a salmodiare,
qualcuno spargeva ceneri: per i loro abiti piuttosto ordinari si sarebbe
potuto pensare che fossero persone normalissime, ma di fatto riuscivano
a essere pi emozionanti rimanendo e cantando in sandali consumati
e camicie scolorite.
Sorprendentemente tutta questa bizzarria sembrava tradizionale per
un albergo giapponese completamente nuovo, dove Buddy prendeva il
sushi per la sua wahine, Stella, per tirarle su il morale quando andavano
in citt dove lei si sottoponeva alla chemioterapia.
Stella disse: Quella musica  cos deprimente. Davvero pensano
che possa giovare agli affari?
Ma il Kodama non aveva assunto questi hawaiani, come invece facevano
molti altri hotel per le cerimonie con le fiaccole e le danze di hula
in gonne di cellophane al tramonto. Il Kodama stava cercando senza
molto successo di sbarazzarsi di loro: gli hawaiani non erano sulla loro
propriet ma appena dietro di essa e per alcuni clienti rappresentavano
un'attrattiva.
Il canto era quasi soprannaturale, eseguito con una litania solenne e
insistente di suoni brontolanti, una supplica a bassa frequenza che era
una ripetizione di tristi note di lamento. La melodia aveva la forma di un
dialogo polifonico tra due gruppi in opposizione. Vestiti in abiti da lavoro
attiravano meno turisti e sembravano sempre pi solo una molestia,
una masnada di eccentrici isolani.
Ho parlato con il direttore del Kodama, disse Buddy in uno dei
suoi giorni dedicati al sushi. Non sa cosa fare. Gli ho suggerito di assumerli
per il suo happy hour. Ma non gli  piaciuta l'idea.
Il direttore generale era giapponese. Parlava a stento qualche parola
d'inglese. Il vice direttore disse: Questo hotel sorge su quello che una
volta era l'heiau della pesca. I loro antenati si incontravano sempre qui e
facevano delle offerte. Era un altare sacro.
I clienti del Kodama leggevano intorno alla piscina lamentandosi
per il baccano. Privi dei loro perizoma e delle gonne fatte di foglie di
cordiline gli hawaiani avevano cessato di essere pittoreschi. Gli addetti
alla sicurezza del Kodama, tre enormi, torvi samoani dal volto paffuto,
andarono a parlargli, invitandoli ad andarsene ma questi rifiutarono di muoversi.
Questo trambusto fu percepito dal lato adiacente l'Hotel Honolulu.
 il solito problema della selezione all'entrata, disse Buddy. Ma anche
quando gli uomini della sicurezza del Kodama convinsero gli hawaiani a
spingersi un po' pi avanti, le voci che cantavano, dirette al Kodama con
una monotonia vibrante, erano ancora abbastanza forti da essere sentite
come un ritmo all'interno dell'hotel. Quando cominciarono a indossare
i loro perizoma portando di nuovo le torce, le lamentele cessarono.
Notando che l'ammasso di gente era diventato una specie di veglia,
domandai al personale del mio hotel se avessero qualche idea su quello
che stava succedendo. Ognuno disse la sua. Sweetie afferm: Sono kanaka maoli, ci significava in termini hawaiani che erano isolani autentici.
Non fu in grado di aggiungere particolari. Trey disse: Forse si stanno
esercitando per qualcosa. Ma non sapeva cosa. Il portiere Keola sugger che stavano pregando.
Che tipo di preghiera?
Scroll le spalle. Qui alle Hawaii, terra delle lunghe pause, la gente
poteva conoscere la risposta a una domanda, ma mai le risposte a due.
Le preghiere degli whyan non sono come quelle degli howlie, disse.
In ogni caso no pono.
Che specie di preghiera non  virtuosa? Mi recai dalla stessa gente
che cantava, camminai in giro per Kuhio Avenue e tra lo spazio ristretto
degli edifici. Presupponendo che l'uomo pi grasso che batteva la zucca pi grande fosse il leader, gli posi la domanda.
Perch venite qui ogni notte?
Perch durante il giorno lavoriamo, rispose.
Era logico. Avevano delle occupazioni. Ma il ciccione non volle dirmi
di pi e non volle parlare con Keola. La cosa pi strana era che nessuno
conosceva questa gente. Se fossero stati degli uomini di spettacolo
- e in un certo senso sembrava che lo fossero - non erano associati a nessun
gruppo conosciuto a Waikiki. Erano, come aveva detto Keola, degli
hawaiani autentici, del tipo pi forte, pi carnale, pi scultoreo che era
stato sulle isole fin dagli esordi. Non avevo bisogno che mi venisse detto
che erano imparentati. Era evidente dai loro volti e dai loro fisici che
appartenevano alla stessa ohana, o famiglia. Quell'affinit e il modo in
cui erano riuniti li faceva sembrare inamovibili.
Stella pensa che siano spettrali, disse Buddy.
Gli dissi quello che aveva detto Keola a proposito delle preghiere hawaiane non sempre pie.
Forse cercano di regolare i conti con qualcuno, disse Buddy. In
Micronesia queste cose le sanno fare meglio. A Tarawa, se vogliono farti
del male, vanno a Cercare la tua merda per darle fuoco. E dovunque tu
sia, ti vengono le vesciche sul culo.
Poich i cantori erano incomprensibili tutti inventarono ragioni bizzarre
per spiegare la loro presenza. Erano a lutto, stavano pregando, stavano
ringraziando, stavano pronunciando una maledizione. Rimasero
per diverse settimane, per tutto Halloween, il Veteran Day e il giorno del
Ringraziamento - forse c'era un collegamento? Aveva qualcosa a che fare
con l'imminente anniversario del rovesciamento della monarchia
hawaiana? Era una celebrazione, una benedizione, o forse una protesta.
Poteva riguardare alcune persone che erano state messe in cassa integrazione
a Waikiki o erano l l per esserlo. Forse era l'inizio di alcune serie
contrattazioni salariali - agitazioni di sindacati.
Nessuno dei passanti aveva la pi pallida idea di quello che questi
hawaiani stessero facendo. Quando indossavano i perizoma e le gonne di
foglie, la gente scattava foto ma con gli abiti da lavoro si notavano appena,
come quelle anime perse con la loro roba accatastata sui carrelli per
i bagagli che si trascinavano per l'aeroporto di Honolulu tutto il giorno,
sembrando simili a qualsiasi altro viaggiatore ma molto pi sporchi e che
di notte dormivano sulle panchine. Col tempo, gli hawaiani divennero
quasi un'altra caratteristica notturna di Waikiki.
Qualcosa nel loro cantare e battere i recipienti ricavati dalle zucche teneva
a bada la polizia. Le Hawaii non sono certo il luogo dove si possa arrestare
la gente semplicemente perch sta cantando. Questi hawaiani non
rientravano nelle categorie pi note di disturbo alla quiete pubblica. Non
potevano essere paragonati alla gente che giocava a palla sulla spiaggia o
ascoltava la radio a tutto volume o possedeva cani rumorosi. Molti di loro
avevano dei bambini, ma sedevano solennemente e cantavano con i loro
genitori; si comportavano tutti bene. La gente cos responsabile dava il
buon esempio. Chiunque era in grado di capire che questo semicerchio di
voci sonore seduto con le gambe incrociate sulla sabbia alle spalle del
Kodama sarebbe stato libero di rimanere l per tutto il tempo desiderato.
Il canto si faceva pi triste, diventando pi basso, grave, come il vento,
ma alle Hawaii, dove esistevano centotrenta parole per definire il
vento, questo era particolarmente scuro, lugubre in una notte senza luna,
che sembrava quasi diffondere un ammonimento.
Ricordando quello che aveva detto Keola, cercai la definizione della
parola preghiera in un dizionario di hawaiano e trovai che era contemplata
come stregoneria. Sembrava non vi fossero altre accezioni.
C'era un tipo di preghiera cristiana, naturalmente, ma tutte le preghiere
hawaiane erano legate alla magia nera, alle maledizioni e agli incantesimi.
Una preghiera specifica, 'ana'ana, era definita come stregoneria del
male per mezzo della preghiera e della magia.
Sai cos' l''ana'ana? domandai a Keola.
Non ne aveva idea. Era questo il problema alle Hawaii: la lingua era
talmente segreta, conosciuta da cos poca gente, come parte di un rituale
cabalistico anche quando quello che era stato detto poteva essere meno
allusivo di una considerazione sul tempo.
Dopo quasi due mesi, nei primi giorni di dicembre, mentre il vento
si stava alzando, ritornarono ai loro abiti hawaiani che sembravano come
costumi - perizoma, gonne di foglia, le teste cinte da ghirlande di foglie
verdi come le corone di alloro dipinte sui vasi greci - e agli enormi
pali, ai recipienti di zucche battute, alle ceneri disperse.
Nel tetro salmodiare si addensava un tono pressante, e per tutto
quel tempo i turisti passeggiavano in costumi da bagno intonati con le
camicie hawaiane, i ragazzi bighellonavano in calzoni cascanti e costosi
berretti portati indietro o urlavano sul surf a Dig Me Beach. C'era traffico,
anche, e i fastidiosi clacson degli allarmi per auto, e ronzii di aerei
sulla testa. Cos gli hawaiani che cantavano non rappresentavano un singolo
gruppo degno di nota ma piuttosto un gruppo fra tanti.
Termin una notte con un urlo - non loro ma di qualcuno del Kodama,
di una cliente isterica alla vista di un uomo che si schiantava sulla
tenda accanto alla piscina, strappandola e contorcendo i pali che la
sorreggevano. Il corpo dell'uomo colp violentemente il riparo piastrellato
accanto al trampolino. Un saltatore, disse Buddy. Era caduto dal dodicesimo piano.
Gli hawaiani che sembrava lo avessero spinto all'estremo gesto per
espiare la distruzione del loro heiau della pesca - e che avevano pregato
perch lui morisse - impacchettarono le loro cose e se la squagliarono prima che le sirene della polizia cominciassero a suonare.
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Bigliettini natalizi.
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Hideo Takahashi - il proprietario di un albergo di Waikiki che conoscevo
un po' - aveva cos tanto da fare, si sentiva cos debole e svogliato, cos
assalito dalle distrazioni, talmente sofferente, che decise di fare un
elenco, visto l'approssimarsi del Natale. Mancava cos poco tempo per
tutti i ricevimenti, le partite di golf, gli Happy Meals da acquistare in
grande quantit da McDonald's e distribuire tra i bambini dei dipendenti,
le confezioni regalo di bottiglie di whiskey, i bigliettini natalizi da
firmare personalmente in due scritture, giapponese e inglese. E si potevano
commettere certi errori terribili - un anno andarono a finire tra le
decorazioni un piccolo Babbo Natale sorridente fissato a una croce e un
Ges in un piattino di plastica circondato dai Sette Nani.
Takahashi immagin una porta che si chiudeva, non una normale
porta di albergo, ma una di quelle esageratamente cerimoniose, tipiche
delle case giapponesi, che custodiscono la camera dei tesori, rivestite
di ferro, scolpite con un crisantemo, con la serratura complicata accanto
alla base - una specie di porta pesante che non gira ma piuttosto
scivola su di un binario - e lui che cercava di aprirla a fatica prima di
chiuderla con un sol botto. La porta nella mente di Hideo Takahashi
stava viaggiando in uno spazio silenzioso, verso un'apertura sempre pi ristretta.
Aveva letto Bon Natale sull'etichetta di una bottiglia di whiskey e
mentre ogni parola sembrava corretta singolarmente, unita all'altra risultava sbagliata.
Chiamando il direttore delle vendite e del marketing, Takahashi disse:
Vieni qui. Quando l'uomo giunse nel suo ufficio, improvvisamente
cominci a lamentarsi della sua infelicit.
Ho cercato di fare del mio meglio con la gente del posto.
Takahashi non sapeva minimamente di cosa l'uomo stesse parlando.
Quei cantanti e gli altri.
 Natale, disse Takahashi. Attribuiva al Natale, che rappresentava
la vetta pi alta del lavoro annuale, qualsiasi eccesso inspiegabile,
qualsiasi richiesta irragionevole, qualsiasi prezzo ridicolo, qualsiasi mancanza
imprevista. Aveva accettato di occuparsi di tutte le festivit e di assumersi tutte le responsabilit.
Questo  corretto? Takahashi teneva l'etichetta nel palmo della sua manina pulita.
No. Dovrebbe essere Buon.
Per favore, Takahashi la consegn all'uomo. Deve essere ristampata.
Me ne occuper io.
Centoventi etichette che recavano il marchio dell'azienda e una finestrina
a forma di pergamena per permettere la firma personale erano state trascritte in maniera errata.
Alcune stupide segretarie le hanno approvate.
Fallo velocemente.
Takahashi era fin troppo indaffarato per stare a recriminare e in tutti
i casi la considerava una responsabilit del direttore. Doveva essere licenziato
- avrebbe dovuto essere licenziato gi per il Babbo Natale crocifisso
di cui si era parlato l'anno scorso nel giornale - ma non era il momento
giusto per licenziare qualcuno in una stagione cos calda. Passato
il momento, quando il lavoro sarebbe diminuito l'uomo avrebbe appreso
del suo licenziamento. Per ora il luogo era decorato, l'albero era stato
eretto nella hall; le immagini di angeli di plastica gonfiabili, Babbo
Natale, i piccoli orsacchiotti pelosi, Topolino, le anatre in abiti di sartoria,
le renne, i conigli, i serragli natalizi... tutto era stato appeso.
Era stata proprio un'idea del direttore far firmare a Takahashi ciascuna
etichetta, incollarla a una bottiglia di Johnnie Walker Black Label
da infilare in una scatola sottile, avvolgerla in una carta regalo e farne un
dono - ne avevano fatte centoventi di bottiglie simili.
C'erano molti pi bigliettini natalizi, almeno un migliaio, da firmare,
cos tanti che lo stesso Takahashi si prese il compito di farne un certo numero
al giorno. Cinquanta per l'esattezza, non solo la firma nelle grafie
giapponese e inglese ma un messaggio personale - lo stesso messaggio:
Auguri di buone feste da tutti i componenti delle Furabo Properties.
Non appena il direttore se ne fu andato e Takahashi riprese a firmare
i suoi bigliettini natalizi - ne aveva fatti met di quelli previsti
giornalmente - squill il telefono: una partita di golf che aveva dimenticato
e il tempo del tee era appena scaduto.
Tu stai bene? gli chiese il suo amico Yumi.
Bene, bene, bene, bene, rispose Takahashi, sembrando seccato accett
per le diciotto buche. Prima di andar via firm dieci bigliettini in pi.
Quando sono pi pallidi, i giapponesi casalinghi diventano quasi
terrei, pi bianchi di qualsiasi haole, e Takahashi appariva polveroso e
diafano - insonne, scarno, scolorito tendente al grigio. Era quasi Natale.
C'era troppo da fare. Il punto era, secondo Takahashi, distinguersi con
il dono dandogli un tocco personale. Firmare le etichette, firmare i bigliettini,
confezionare le scatole delle bottiglie con eleganza, un nastro di
seta, il monogramma di Takahashi, il marchio dell'azienda - qualcuno l'aveva mai sentito?
Al massimo, Takahashi si poteva definire un golfista dilettante con
un handicap assurdo. Oggi il suo gioco sarebbe stato imbarazzante se
lui fosse stato in grado di notarlo. Aveva perso sette palle e aveva appena
superato il momento del putt - una volta era quasi caduto in avanti.
Detestava arrampicarsi sul carrello del golf e dover colpire la palla.
Fece una pazzia: ne raccolse una e fece finta di morderla. Per fortuna
Yumi non lo vide. Rendendosi conto che aveva quasi messo la palla in
bocca, la gett via. Questo Yumi lo vide.
Vi era un morso dentro, spieg Takahashi.
Yumi lo fiss e fece una smorfia. Un morso.
Takahashi aveva accettato di giocare per non destare sospetti. Ma il
golf lo aveva tradito. Era in arretrato con tutti i compiti che si era assegnato.
Tornato in camera sua si accorse che vi erano tre messaggi da parte
di Chizuko, la sua kumu - la sua innamorata. La chiam.
Non chiamarmi, ingiunse, pieno di collera.
Chizuko disse che era preoccupata per lui non avendolo sentito per
una settimana. Lui l'accus di essere un'egoista. A Honolulu era Natale.
E la cosa pi assurda era che lei pretendeva di essere accompagnata alle
feste e a pranzare fuori. Voleva vedere le illuminazioni natalizie a
Waikiki. E i regali - lei pretendeva dei regali. Collezionava pupazzi a forma
di Topolino e accessori di Topolino; desiderava qualsiasi cosa avesse
un topo sopra. E desiderava sposare Takahashi.
Il pensiero delle aspettative di Chizuko lo riemp di rabbia. Le url:
Non c' tempo! Non le avrebbe permesso di parlare, n le avrebbe
concesso di guaire con le sue scuse. Lei era talmente vile che mentre lui
gridava riusciva a sentirla dire sorry in inglese, per enfatizzarlo e lo ripeteva,
sorry, dicendolo dolcemente e umilmente come una bambina
che  stata rimproverata.
Takahashi riattacc. Era ancora talmente imbestialito che non aveva
neanche detto a Chizuko che stava per andare alla residenza del governatore,
a Washington Place, per la festa di Natale che si teneva ogni anno.
Le indicazioni sull'invito erano: Si prega di portare un giocattolo
scartato per ogni bambino.
Il vice direttore generale di Takahashi mise nelle sue mani una grande
autopompa rossa, un giocattolo a trazione di legno e disse: Potrei
sempre ridurlo se per lei  pi comodo.
Si tratta della festa di Natale del governatore! disse Takahashi con la voce rotta.
Il vice D. G. annu cercando di non guardare troppo profondamente
negli occhi incavati del suo principale, la pelle sporca rilassata, le
guance incavate e la mascella ossuta. Ci che rendeva questo corpo afflosciato
e pelle e ossa particolarmente sgradevole era l'abito di Zegna
nuovo di zecca che Takahashi indossava, i capelli accuratamente pettinati
con la riga in mezzo sul capo ossuto, le giunture delle dita nodose,
gli occhi febbrili sotto gli occhiali eleganti.
Tuttavia in quella voce tremante e stridula, Takahashi disse: E i
francobolli per le buste non sono quelli natalizi.
L'ufficio postale li ha esauriti.
Procurateli.
Che peccato, avrebbe dovuto aspettare prima di licenziare quest'uomo.
Dopo Natale e dopo tutti questi sacrifici si sarebbe sbarazzato
di tutti loro. Aveva gi cominciato a provare l'espressione: Non abbiamo
pi bisogno di lei. Ma era cos indietro con gli auguri, che per molte
notti era rimasto sveglio a scrivere laboriosamente la sua firma e i saluti
personali, auguranti ogni bene e prosperit al ricevente.
Durante una di quelle notti Chizuko lo chiam con la voce rotta dal
pianto e lui prov una punta di tristezza per lei. Quando lei riattacc, lui
lasci un messaggio alla linea diretta del Disney store, per ordinare un
ciondolo per il suo braccialetto, un minuscolo Topolino natalizio d'oro,
con un cappellino da neve e i guanti rossi.
Il regalo per la sua amante gli riport alla mente sua moglie cos termin
di scriverle una breve lettera di rammarico, nella quale le chiedeva
perdono. Era ancora seduto a firmare i suoi bigliettini, solo appena consapevole
dello scompiglio esterno, quando sollev il finestrino per depurare
l'aria della sua stanza affumicata dalle sigarette - il rumore caotico
del Natale che a volte si risolveva in una specie di sincopare, come
quando la gente per niente melodiosa cantava.
Il giorno in cui i bigliettini furono completati, li sistem sul letto in
venti pile. La breve lettera piena di scuse per sua moglie, in una busta
differente che colloc al lato del tavolo, con il suo orologio, la penna stilografica
e il suo anello. Butt via con un calcio le pantofole.
I suoi movimenti successivi, anche quelli del sacrificio, li aveva soppesati
per un mese, e per tutto quel tempo, sentendosi morire lentamente,
aveva continuato a fingere di amministrare il Kodama. A stento era rimasta
un po' di vita in lui, solo un frammento insignificante che gli svolazzava
dentro come uno straccio, mentre si lanciava fuori dal balcone.
...
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La luna di miele della signora Furman.
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Da quando erano scesi dall'aereo, avevano scherzato sul fatto che, essendo
stati molto occupati, quella era la prima occasione che avevano avuto
per fare la loro luna di miele. Si erano sposati una domenica di tre mesi
prima, a Carmel-by-the-Sea, che avevano scelto per il suo fascino da citt
delle bambole e anche per la sua vicinanza al cliente di Dave a Monterey
e alla societ high-tech di Sunnyvale che Allison avrebbe lanciato il giorno
dopo il suo matrimonio. I preparativi per le nozze erano stati cos
spossanti - lei era arrivata quasi al punto di annullare tutto - che sembr
pi sensato fare la luna di miele in un momento meno stressante. Fu perfetta,
una settimana all'Hotel Honolulu. Li promossi in una piccola suite
e feci portare su un cesto di frutta. Nel ringraziarmi, si vantarono del loro
ulteriore successo, di quanto avessero pagato il biglietto aereo. Abbiamo usato dei buoni.
Questo  un luogo straordinario, disse Allison parlando del mio
albergo. Dave aggiunse che detestava gli alberghi pretenziosi sulla spiaggia.
E, questa zona  molto pi caratteristica.
Da tutti questi complimenti ambigui capii intendevano dire che noi
eravamo economici. E caratteristico non era forse un'altra parola per
dire che l'albergo era disgustoso o, perlomeno, che aveva bisogno di essere ritinteggiato?
Invece di raccontargli come il proprietario del Kodama, proprio l'edificio
accanto, era saltato gi dalla finestra a Natale sotto lo sguardo dei
clienti chiacchieroni che il mese precedente occupavano questa suite difficile
da affittare, dissi: Di questi tempi la gente apprezza la qualit.
I posti lussuosi sono sempre stracari, disse Dave.
Era un bell'uomo giovane, all'incirca trentuno o trentadue anni.
Supposi che Allison dovesse essere pi grande di un paio d'anni, dal modo
di prendersi le responsabilit e di essere cos decisa, da una certa rigidit,
dal modo in cui non sopportava l'idea di perdere tempo. Ed anche
la morbidezza del suo viso diceva qualcosa. Aveva mantenuto il suo
nome, Furman; sicuramente era un segno della sua risolutezza che si era
imposta. Il cognome di Dave era Wornack. I due cognomi diversi crearono
confusione in hotel. Volevano dividere il conto, usare due carte di
credito e sul registro avevano messo due nomi in modo da non perder
nessuna chiamata o fax. Solo perch siamo in luna di miele non significa
che non possiamo lavorare un po'. Ero di spalle - entrambi avrebbero
potuto dirlo. Dave lavorava per conto di un'importante societ di
San Francisco che si occupava di contabilit. Allison era molto attiva nel
campo dei computer. Si burl di me perch non avevo un mio sito Web.
Tuttavia, il nostro approccio per niente tecnologico andava a genio al
suo pragmatismo. Quando Buddy Hamstra vide il suo cappello, comment
ad alta voce: Quelli torneranno di moda un giorno. Poich lei lo
aveva sentito, per trarmi d'imbarazzo le feci i complimenti: Catalogo,
disse. Solitamente indossava il cappello quando sedeva con Dave nella saletta
del Paradise Lost. Alla salute! dicevano. Non mancavano mai al
nostro happy hour, coi migliori pupus di Waikiki e i nostri barman - il surfista,
Trey, e il profugo, Tran - Versa, versa. Giocavano anche con Rose.
Lei diceva: Pap, ho digitato delle parole sul computer di Allison.
Non posso credere che questa ragazzina non sia collegata, diceva Allison.
Ha sei anni, rispondevo. Legge.
Dal punto di vista informatico  analfabeta. E inoltre, le scuole lavorano
moltissimo con il software.
Dopo tre giorni di luna di miele, Dave cominci a ricevere fax, molti
documenti erano troppo spessi per poterli ficcare sotto la porta. Era
successo qualcosa. Fu chiamato a Seattle. Part precipitosamente. Allison
cap: So bene di aver sposato un uomo che ha un lavoro impegnativo. Se
avessero chiamato me, Dave mi avrebbe detto, Vai!
Le sue abitudini non cambiarono con la partenza di Dave. La colazione
nella caffetteria, il pranzo sulla spiaggia, l'happy hour al Paradise
Lost, di quello che accadeva pi tardi non ne sapevamo molto. Com'era
prevedibile, la sera dopo la partenza di Dave, mentre si trovava al bar fu
avvicinata diverse volte da uomini soli, tra questi l'affascinante barista
Trey, che aveva all'incirca l'et di Dave Wornack. Non era mia abitudine
mettere in guardia le clienti, mi limitavo a osservare. Il gruppo musicale
di Trey, i Sub-Dude, stava suonando in sala. La sua fidanzata era in
un'isola vicina per far visita a dei parenti. Quando Allison gli disse che suo
marito era stato chiamato lontano per un affare urgente, Trey disse:
Quindi suppongo che siamo sulla stessa barca.
Non proprio. Tu saresti potuto andare con tua moglie.
E tu saresti potuta andare con tuo marito.
Allison scoppi a ridere. Avevamo prepagato l'intera settimana.
Avremmo perso pi di mille dollari.
Notando che Allison stava leggendo un catalogo di vendita per corrispondenza,
Trey disse: Quelle cose mi fanno impazzire, e aggiunse
che erano solo uno spreco di carta. Allison spieg che le uniche vere occasioni
di vendita al dettaglio si trovavano nei cataloghi. Elenc i migliori
cataloghi di accessori da cucina, computer e arredamento per la casa.
Conosceva cataloghi specializzati per il campeggio: Dave e lei si erano conosciuti
in un camping, avevano guidato per il paese a bordo della vecchia
Lumina di lui, la canoa sul tetto, alla ricerca delle rapide.
Io faccio un po' di canoa. Uso l'outrigger.
Noi siamo stati su rapide di quinto grado.
Qui ci sono grandi offerte per le nuove Lumina, disse lui.
Sentendola dire: Vi sono sei buone ragioni per non acquistare una
macchina nuova, Trey osserv il suo volto grazioso e pens: mi voglio scopare questa donna.
Ti va di fare due passi?
Lei accett e sulla strada che portava in spiaggia chiese a Trey dell'assicurazione
sulla salute e del peso delle tasse per le piccole attivit
e gli imprenditori indipendenti alle Hawaii. Come se dicessi: lavoro
part time al bar e ho un gruppo musicale, disse, desiderando baciarla.
Era una splendida serata, con un'aria mite e il chiaro di luna. La
gente si accalcava sul lungomare, il traffico congestionava la strada
principale, ma la spiaggia era deserta. Trey si agit perch proprio dietro
di loro un uomo stava facendo pip contro una palma e un altro,
con addosso un cappotto, spingeva un carrello del supermercato stracolmo
di sacchetti di plastica accatastati. Allison sembrava non essersene
accorta, era intenta a osservare il mare. Da lontano appariva immenso
e scuro, e pi vicino a riva diventava squamoso, con lo scintillio
della luna che si scioglieva sulla superficie e le onde rese fosforescenti dai riflettori degli hotel.
Romantico, disse Trey. Quello che vedi lungo la riva  il Queen's
Break. Quello il Wall. Canoe. Pioppi. Trealberi. Armi a quattro. Mucchi di rocce.
Quei senzatetto. Quindi dopo tutto li aveva visti. La gente sgradevole mi fa paura.
Non sapendo come rispondere, Trey azzard:  stata una buona
idea quella di uscire dall'hotel. Avevo voglia di portarti su nella tua camera e fare l'amore con te.
Hai ragione, disse Allison e sorrise per l'arroganza dell'uomo.
Ma io non lo avrei mai fatto. Sono in luna di miele.
Trey chiuse gli occhi. Era troppo imbarazzato per riuscire a guardarla.
Infine disse: Mi dispiace veramente. Ti prego di dimenticare quello che ho detto.
Gli sembrava grottesco che subito dopo il matrimonio di questa donna lui avesse gi provato a sedurla in maniera cos schietta. Se la figur nel suo abito da sposa. Ud la musica, le campane nuziali, le risa.
Vide lo sposo orgoglioso, i parenti felici. Si rese conto immediatamente che non era il matrimonio di Allison quello che aveva immaginato ma quello gioioso che desiderava ardentemente per se stesso.
Sono uno stupido topo di fogna. Trey cerc di scusarsi, perch si sentiva come un demone irsuto che stava cercando di insinuarsi in questo nuovo matrimonio. E per offrire che cosa?
Allison abbozz un sorriso. Spieg che il vero matrimonio si era tenuto tre mesi prima. Da quanto tempo sei sposato?
Trey precis: Non sposato. Stiamo insieme. Abbiamo fatto coppia per tre anni.
Allison fece cenno di s col capo ma non disse nulla e Trey intu a cosa stesse pensando. Era cos pieno di vergogna che dimentic il suo ardore.
E, stranamente, senza avvertire il bisogno di persuaderla, le parl in maniera pi naturale, da amico; scherz con lei, e l'ascolt mentre gli spiegava come si sarebbe potuto raccogliere le lattine che si trovano per strada e riciclarle, guadagnando un mucchio di soldi. In qualche modo questo la spinse a parlare dell'idea di fornire computer usati alle scuole per scaricarli dalle tasse.
Ho letto qualcosa al riguardo, prosegu Trey e non prese nessun accordo per poterla rivedere. Ritorn a piedi con lei fino all'hotel, poi le raccomand di fare attenzione sentendo che la stava mettendo in guardia da se stesso.
La sera prima che la settimana della sua luna di miele finisse, Trey e io ci trovammo nella hall a parlare dei Sub-Dude - secondo lui avrei dovuto ingaggiarli come gruppo musicale dell'hotel, come i Don Ho's all'Hilton.
Allison ci super mentre usciva dal Paradise Lost, alla fine dell'happy hour e sorrise. Trey non perse tempo. Mi interruppe nel bel mezzo di una frase e le si avvicin. Udii Allison dire: ...bere qualcosa, e ...in camera mia. Dammi qualche minuto.
Trey si trasform in un cagnolino scodinzolante, che ansima e sbava, muovendo spasmodicamente il muso umido. Aveva la lingua troppo spessa per riuscire a dire qualcosa di sensato mentre mi parlava. Ma il giorno successivo mi raccont che era stato di sopra e che Allison si era fatta trovare sulla porta con indosso l'accappatoio della luna di miele e che avevano fatto l'amore sul divano, sul pavimento e poi lei aveva voluto farlo contro il muro. Dopo, a letto, lo aveva sfidato a indovinare perch avesse cambiato idea. Rise per averlo messo in imbarazzo e gli spieg con il suo fare schietto che negli ultimi giorni si era resa conto che Dave prima o poi l'avrebbe tradita, fra qualche mese o qualche anno.
 triste, sul serio, disse lei. Ma visto che succede sempre - giusto? - volevo essere io la prima a farlo.
Trey continu a raccontarmi del cambiamento di umore di lei, in camera - il suo passare dall'aria di donna manager all'accovacciarsi tenera accanto a lui, chiamandolo Tesoro - poi, subito dopo, si afferr i lunghi capelli e mi disse: Ehi capo, questo sarebbe il momento sbagliato per chiedere un aumento?
L'anno seguente Allison Furman e Dave Wornack ritornarono in hotel.
Io dissi che li avrei sistemati di nuovo nella stessa suite, per i ricordi.
Ma risposero che erano entrati solo a fare una visitina per salutarci.
Alloggiavano in un altro posto, gi sulla spiaggia. Aveva un cucinino con un microonde e un piccolo frigorifero, ed era, come lo definirono loro, a un prezzo competitivo.
...
.
...
Il funerale allegro.
...
.
...
L'unica differenza tra un matrimonio hawaiano e un funerale hawaiano,
disse Buddy Hamstra, era che al funerale cantava una persona in meno.
Come avrei potuto ridere nel momento in cui mi diceva una cosa del genere
al funerale di sua moglie?
Sebbene si fosse reso conto di avermi scioccato, mi dette un pugno
sul braccio e ripet, ancora pi forte.
Vuoi venire al funerale di mia moglie? mi chiese e poi scoppi a ridere
fragorosamente. Ehi, questa  fortissima per rimorchiare!
Il frastuono lo divertiva e le sue urla erano imbevute di alcol. Era cos
ubriaco quel giorno che barcollava, ma anche questo faceva parte della
commedia. Tutta la fragilit umana era comica per Buddy, specialmente
la sua e la morte era semplicemente una burla. Lui insistette affinch
mi prendessi una giornata di ferie per partecipare al rito funebre.
La bara di Stella era sulla spiaggia, ornata di festoni con dei grossi
fiori coloratissimi quasi edibili simili a un grande buffet di insalate. Le
persone a lutto in pantaloncini, con le facce accaldate, stavano a piedi
nudi sulla sabbia, cantando e torcendo le loro T-shirt hawaiane bagnate
- i figli scuri di Buddy avuti dalle sue mogli dell'isola, i suoi due nipoti,
i surfisti, le spogliarelliste, gli immigrati illegali, quelli sugli skate-board,
e le zie, cos come gli amici mascalzoni di Buddy e i vecchi compagni di
lavoro, i pescatori coriacei e i raccoglitori di opihi, e tutta la famiglia di
Stella venuta dal continente. I loro piedi nudi callosi, espressivi quanto
le loro facce erano specchi delle loro vite. I figli di Buddy avevano una
caratteristica in comune: se non capivano qualcosa aprivano la bocca, e
la morte rappresentava una di quelle cose incomprensibili che li lasciava
a bocca aperta.
Era uno di quei giorni brillanti e floridi come orchidee sulla riva
Nord di Oahu, sotto le palme torreggianti. Una brezza delicata mormorava
tra gli aghi dei carpini americani che circondavano Sunset Beach.
Le scogliere dietro di noi erano cos scure e frondose che sembravano un
mucchio di spinaci.
Da qualche parte nelle vicinanze una radio suonava, una voce arrogante
dava le notizie meteorologiche, poi un motivo musicale pubblicizzava
un fast food di Honolulu, ma per Buddy erano solo un altro
elemento che scatenava il suo umorismo. Gi nella spiaggia un uomo
gettava la sua lenza nelle onde, adoperando la canna da pesca come
il frustino di una carrozza. La brezza spandeva profumo dei fiori.
Il blu verdastro del Pacifico, la splendente luce solare, i freschi boccioli
- tutto era illuminato di vita, e le lacrime sulle guance delle facce
scure e fresche della gente erano quasi un'ulteriore testimonianza
della loro salute.
Un po' al largo, le onde gonfie e lisce a Banzai Pipeline crescevano
e si rompevano verso di noi, collassando rumorosamente, dissolvendosi
in una schiuma compatta ed effervescente. Mentre il resto delle persone
in lutto cantava, i surfisti si voltavano per guardare alle loro spalle.
L'onda sta girando, disse uno, distogliendo lo sguardo dalla bara di Stella.
Stamattina era uno schifo, disse un altro.
Mi sento carico, disse il primo. Guarda Piggy nel tubo.
Un surfista con pantaloncini fluorescenti, attaccato alla sua tavola,
viaggiava sotto il margine vorticoso di una grande onda con le braccia tese
e la testa lavata dalla schiuma.
Poi il canto si ferm e Buddy si trascin in avanti sulla sabbia, sembrava
barcollasse. Alcune persone tiravano su col naso. Melveen, la figlia
maggiore di Buddy si soffi il naso, con un rumore che fece girare tutti.
Ghirlande di fiori formavano una pila alta sino alle orecchie di Buddy,
un bicchiere di vodka in una mano e un sorriso melenso come se volesse mettersi a cantare.
Stella non  mucky. Lei ci sta guardando, ci ascolta, ed  huhu perch alcuni di voi stanno piangendo, disse Buddy. Smettetela di piangere sul suo kimono di legno. Mettete via i fazzoletti... lei non  mucky!
Aveva un che di ottuso e sbuffava come un grande animale peloso, col suo pancione prominente, la voce rauca, e un tatuaggio tahitiano, un grosso pesce blu inciso sul braccio, legato al suo soprannome, Tonno.
Durante la nostra luna di miele accadde una cosa buffa, disse avvicinandosi alla bara di sua moglie. Il feretro si inclin da un lato mentre lui appoggiava il piede su uno dei cavalletti che lo sostenevano. Fu a Moorea.
Raccont la storia del suo arrivo in un hotel sulla piccola isola fuori Papeete, dove, aveva notato, tutti indossavano la stessa T-shirt - il custode, il giardiniere, i tahitiani che ripulivano il prato dalle erbacce, la donna alla reception, il facchino, il barista, i camerieri. L'immagine su ogni T-shirt non era chiara, ma esattamente uguale per tutti - forse si trattava di un personaggio della politica? No, da vicino si riconosceva una donna polinesiana con un'espressione accigliata, furiosa, una serigrafia con il ritratto di Momi, la seconda Signora Buddy Hamstra.
Grazie, testa di cazzo, disse piegandosi sul corpo di Stella per parlare con Earl Willis, una canaglia di sua conoscenza che aveva mandato 200 T-shirt con il viso di Momi fino a Moorea. Fu allora che Stella cap che si stava sposando con un mucchio di guai. Grandi pilikia!
Tu hai cementato il mio lua e ci hai piantato dentro il cartello dello stop, disse Willis. Non potevo pi pisciare.
Perch sei un cazzone, fece Buddy. Ehi, gente, smettetela di piangere!
Il canto ricominci. I surfisti mi distrassero, e guardando fuori verso l'oceano vidi un branco di balene, gli sbuffi di vapore che salivano dai loro sfiatatoi mentre avanzavano verso Kauai, la loro meta stagionale.
Sono felice, pensai. Mi sembrava che cos dovesse essere il funerale perfetto.
In quel giorno bellissimo vidi la continuit, un eterno ritorno, soltanto armonia. Niente era morto.
Dopo la canzone, Buddy disse: Qualcuno ha fame? Abbiamo opihi freschi e Spam musubi e un sacco di roba buona in casa. Ehi, mangiamo!
Eravamo contenti che fosse ubriaco. Alleviava il dolore. Faceva da esempio. Bast poco perch tutti si ubriacassero, e quando mi girai a guardare la bara di Stella, l'ombra di una scatola nera che formava sulla sabbia bianca, mi ricordai delle parole di Buddy, e cio che c'era sempre una persona in meno che cantava a un funerale.
Quando il tutto si era ormai trasformato in una festa, notai quattro pesci rossi che nuotavano in ogni vaso della casa.
Buddy fa sempre cos quando le persone bevono, disse un uomo, vedendo la mia faccia confusa mentre uscivo dalla piccola stanza. Per rendersi utile aggiunse: Tutti stanno usando l'albero del mango.
Si present come Royce Lionberg. Disse che viveva sul promontorio dietro la spiaggia. C'era qualcosa in lui, la sua serenit, forse, il suo sorriso gentile, l'aspetto salutare e appagato, che lo rendeva invidiabile.
Sembrava molto felice.
La musica era forte e Buddy ballava con una vecchia amica di Stella, scura di pelle, con i capelli lunghi e una corona di bellissimi fiori in testa. Esegu per lui una piacevole hula sinuosa. Buddy aveva un aspetto orrendo: lento, grasso, affannato, con gli occhi appesantiti dall'alcol.
In quel momento lo attribuii al suo smarrimento e dolore represso. Dopo un po' lui si accorse di me.
Hai un minuto? Ci vediamo sopra. Ti voglio far vedere una cosa.
Salii pochi minuti pi tardi e lo trovai nella sua grande camera da letto, sdraiato sul letto a baldacchino davanti al televisore con mega-schermo.
Aveva un piccolo oggetto a forma di cuore in una mano e il telecomando nell'altra.
Guarda, mi disse, e digit sul telecomando col pollice.
Insieme a una musica romantica apparve il titolo, Grandi Speranze.
 di Charles Dickens?
Che diavolo vuol dire? disse Buddy. Non cap affatto il mio riferimento.
Sullo schermo, una giovane filippina, i denti larghi e le spalle lucide scoperte nel suo abito estivo, stava seduta in una grande sedia di vimini.
Mio nome  Isis Rubaga, ma miei amici chiamano Pinky. Mi piace musica, ballare, e leggere. Amo Dio e mia famiglia. Due sorelle, quattro fratelli. Mamma. Pap morto.
Una voce fuori campo sommessa e incalzante le chiese: E che tipo di uomo vorresti incontrare?
Un uomo gentile. L'et non importante. Pu avere trent'anni oppure sessanta, non importa. Ma di buon cuore, quella  la cosa pi importante.
La ragazza di nome Pinky sorrise timidamente mentre parlava, rideva ogni volta che le veniva chiesto qualcosa. Era evidentemente nervosa, perch non riusciva mai a esprimersi bene, ma il suo nervosismo, la sua risata, rivelavano una chiara innocenza. Aveva degli occhioni scuri da daino, labbra carnose, denti appena sporgenti e folti capelli neri che le scendevano sulle spalle.
Ventitr anni, disse Buddy.  una vera principessina del cocco.
Era ancora nel suo grande letto ma si era sollevato un po', e ora aveva un drink in mano invece del telecomando. Quasi senza istruzione, si sentiva orgoglioso della sua ignoranza nello stesso modo in cui gli altri si vantavano della propria erudizione, credendo che ci giustificasse la sua sfrontatezza. Non aveva alcuna conoscenza della storia, ma in qualche modo sapeva ricreare, grazie alla sua naturale lascivia, le abitudini complesse e indulgenti di un sovrano orientale, uno di quei pasha ottomani, a suo agio nell'intrattenere la corte mezzo nudo nella sua sontuosa camera da letto.
La vedr a Manila, disse. E Stella  d'accordo, non  vero moglie?
Nel dirlo agit l'oggetto a forma di cuore nella sua mano sinistra.
Le sue ceneri, spieg, sorridendo; sembrava stesse rispondendo ad alcune parole di incoraggiamento che sentiva solo lui. Il motivo per cui la bara  vuota.
La videocassetta girava ancora - altre donne, in vestiti decorati, intervistate sulla stessa sedia di vimini.
Sembravano tutte belle, ma nessuna era cos giovane o attraente quanto Isis Pinky Rubaga.
Qualche giorno prima che volasse a Manila, Buddy mi chiam e disse: Sto organizzando una festa. Voglio prendere a nolo Peewee. Vieni anche tu. Solo ragazzi.
L'allegria chiassosa di Buddy, dovuta alla situazione, nascondeva la sua innocente superstizione che un finale grandioso con tanto cibo fosse una garanzia per il successo del suo viaggio.
Chiudemmo presto la cucina dell'albergo e io accompagnai Peewee nel North Shore, dove si mise al lavoro preparando il pasto preferito di Buddy: c'erano i piatti firmati da Peewee, il Chili Contro i Sintomi di Influenza, pane all'aglio, e l'insalata di Cesare. Il dolce era la torta haupia con fragole fresche di Big Island e del gelato con pezzi di frutta e cioccolata calda.
Gli amici pi intimi di Buddy erano l - Sam Sandford, Earl Willis, Sparky Lemmo, Royce Lionberg, e altri.
Peewee trascorse la maggior parte del tempo servendo il pranzo mentre Buddy, insolitamente, si rese utile col macinapepe.
Pepe appena macinato? Pepe appena macinato?
Suggeriva il pepe sul chili, il pepe sull'insalata, e diceva che non c'era niente di pi buono sulle fragole fresche del pepe macinato. Per accontentarlo - e sembrava che stessimo cercando di accontentarlo sempre - accettammo le sue offerte di pepe appena macinato.
Quel pepe  speciale, disse alla fine del pranzo. Voi tutti sapete come sono i grani del pepe. Svit il tappo dal macinapepe e vers una sostanza grigia polverosa sul tavolo. Dai, assaggialo.
Peewee si bagn il dito, lo tocc e lo mise sulla lingua. Disse: Cenere.
 Stella! disse Buddy, e ridendo - risata che provava quanto fosse ubriaco - ci mostr il contenitore a forma di cuore in cui aveva conservato le ceneri della moglie. Vuoto.
...
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...
FINE parte 1.